Bicocca.NET

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Non più esami di conoscenza, ma esami di resistenza

Novembre 7th, 2008 · Informatica

Nella mattinata del 6 Novembre, io, come un altro centinaio di studenti, ho sostenuto in aula U7-2 il compitino di Linguaggi di Programmazione.

L’esame è diviso in questo modo: Linguaggi e computabilità scritto + Paradigmi di programmazione scritto + Laboratorio di paradigmi + Linguaggi e computabilità orale + Paradigmi di programmazione orale + progetto di Paradigmi di programmazione.

30 cfu? No, solo 12.

Ma questo è un problema generale, il caso particolare a cui io invece voglio far riferimento è il disagio avuto all’esame del 6 novembre.
Dopo le lezioni sulla prima parte di Linguaggi e computabilità e di Paradigmi di programmazione, sono previsti un primo compitino del primo e un primo compitino del secondo. Rispettivi docenti dei due insegnamenti : la professoressa Simone e la professoressa Pasi.
Il compitino di linguaggi era dalle 9.00 alle 11.00. Vi starete chiedendo: e quello di paradigmi dopo quanti giorni lo farete?
Ma perchè farlo un altro giorno in cui la mente è più lucida se si puo fare dalle 11.30 alle 13.30 dopo mezz’ora dal primo compitino? TANTO LO SANNO CHE NESSUNO HA DA RIDIRE.. MI CORREGGO: QUASI NESSUNO!

Se passare dopo solo mezz’ora di pausa da un esame di due ore che tratta un argomento a un altro di 2 ore che tratta di tutt’altro argomento (per la cronaca: resettare il cervello , ormai non più lucido, e prepararlo ad un nuovo esame!!) E’ IMPROPONIBILE, lo è ancora di più quello che poi realmente è stato.

Linguaggi è iniziato alle 9.15 e finito alle 11.15. alle 11.25 ci richiamano per l’altro esame. E dove è finita la misera mezz’ora di pausa? Non si sa e MAI SI SAPRA’ SE NESSUNO MAI LO FARA’ NOTARE.

Di chi è la colpa? Dell’organizzazione che è pari a zero, dei troppi esami e moduli di esami, della poca disponibilità dei docenti a venire incontro agli studenti.
E che nessuno mi venga a dire che siamo all’università per studiare e fare esami, questo è ovvio! Ma che ci mettano in condizioni UMANE per farlo cavolo!

Un altro punto, meno importante ma che mi ha lasciata comunque allibita è il seguente.

Iniziamo alle 9.15 l’esame di Linguaggi e Computabilità. Ci consegano i fogli protocollo e poi la Simone dice testuali parole: “Avete un solo foglio disponibile, fatevelo bastare perchè non ve ne diamo un altro”.

Uno studente domanda: e la brutta? Sono esercizi in cui bisogna provare e provare prima di raggiungere un risultato ottimale, bisogna per forza fare la brutta.

E la prof. Simone aggiunge: la brutta non la fate e non potete usare nessun altro foglio, solo quello che vi diamo noi.

CHE SIANO GIA INIZIATI I TAGLI ALL’UNIVERSITA’? :)

Insomma, in breve lo scenario era questo:
io ho avanti un foglio protocollo, un testo di esame e un bel banco pulito e lucidato su cui poggia L’UNICO FOGLIO PROTOCOLLO. Alla fine decido di usare il banco per la brutta (tra l’altro era anche piccolo e quindi non mi bastava e ho dovuto cancellare più volte per poi riscriverci).

CONCLUSIONE?

L’università non deve essere nè un carcere nè una caserma. Non mi accontento di un imperativo, voglio spiegazioni per qualsiesi azione/decisione che si riversa contro me e noi studenti, perchè ne abbiamo il diritto. C’è sempre un’alternativa, ma pochi credono che si può ottenere ed è il motivo per cui purtroppo nessuno si lamenta finendo nella più totale passività.

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Manifestazione 30 Ottobre.Commento di una studentessa cestinato da ListeDiSinistra

Novembre 3rd, 2008 · Informatica

UPDATE: Il commento non è stato cestinato volutamente, sembrerebbe ci sia stato un problema tecnico. Il commento del responsabile del sito ListeDiSinistra Marco spiega cosa è successo.

Il 30 Ottobre c’è stata la manifestazione contro il decreto Gelmini e la legge 133, in molte delle principali città italiane, tra cui Milano. Io quel giorno c’ero e ho potuto vedere , sentire e partecipare. Qualche giorno fa ho scritto un commento su www.listedisinistra.org,il sito di studenti universitari volto a valori di democrazia e libertà. Oggi il commento è stato cancellato!
Oggi decido di scrivere invece su un sito davvero libero e democratico, e vi presento qui il mio modesto e LIBERO commento mai pubblicato:

Ciao a tutti.
Sono una studentessa della Bicocca e sono tra coloro che ha partecipato alla manifestazione del 30 Ottobre (percorso Cairoli - Piazza Duomo).
Sono convinta che il corteo sia stato molto partecipato da molti, ma non da tutti.
Ho però da esporre alcuni punti che credo siano fondamentali per renderci conto che la manifestazione non ha prodotto un gran risultato.

1). Il corteo si è sparso lì dove la vera manifestazione doveva prendere vita: in piazza Duomo, a mio parere.
Tutti si chiedevano dove fosse andato il corteo, come fosse finita la manifestazione. Da quello che ho potuto vedere io: un gruppo piccolo si è fermato a parlare in piazza duomo, la Bicocca è andata in piazza Affari, e altri non si sa. Dei 50/100 MILA e io credo anche di più ,che eravamo , siamo diventati tanti gruppi da 50/100 , che hanno deciso separatamente di manifestare e non ho capito il perchè.

2)Ieri (30 Ottobre sera alle 22.00 )sera ho fatto di tutto per venire alla festa degli universitari in rivolta, e appena arrivata non c’era nulla di ciò che è scritto a questo link relativo al 30 ottobre : http://www.globalproject.info/art-17195.html#calendario.

Finisco col dire che la mia critica non vuole essere una critica distruttiva ma un commento per metere alla luce anche le cose che potrebbero essere migliorate per avere il risultato che vogliamo ottenere.
Gelsomina

Ho anche mandato loro un’email per maggiori informazioni a cui non è seguita una risposta.
La mia ultima riflessione quindi è:

NON CHIEDETE MOBILITAZIONE COMUNE SE LA COMUNITA’ VOI NON LA CONSIDERATE

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Manifestazioni, violenze e intrecci Politici

Ottobre 24th, 2008 · Informatica

Presidente Cossiga, pensa, che minacciando l’uso della forza pubblica contro gli
studenti Berlusconi abbia esagerato?

«Dipende, se ritiene d’essere il presidenie del Consiglio di uno Stato forte,
no, ha fatto benissimo. Ma poiché 1′Italia è uno Stato debole, e all’opposizione
non c’è il granitico Pci ma 1′evanescente Pd, temo che alle parole non
seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figuraccia».

Quali fatti dovrebbero seguire?

«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno».

Ossia?

«In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa
succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…».

Gli universitari, invece?

«Lasciarli fare. Ritirare Ie forze di polizia dalle strade e dalle università,
infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che
per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle
macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

Dopo di che?

«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze
dovra sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».

Nel senso che…

«Nel sense che Ie forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti
in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magisirati li rimetterebbero subito
in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».

Anche i docenti?

«Soprattutto i docenti».

Presidente, il suo è un paradosso, no?

«Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto
della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano
i bambini e li portano in piazza: un attneggiamento criminale!».

E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere?
«In Italia torna il fascismo», direbbero.

«Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi
l’incendio».

Quale incendio?

«Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade
di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigale rosse non
sono nate nelle fabbriche ma nelle università. E che gli slogan che usavano li
avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».

E’ dunque possibile che la storia si ripeta?

«Non è possibile, è probabile. Per questo dico: non dimentichiamo che le Br
nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».

Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti.

«Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi
le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad
applaudire Obama…».

Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente…

«Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all’inizio della
comestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma
quando, com’era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente
registro. La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da
Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla… Ma oggi c’e il Pd, un
ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed e anche per questo che Berlusconi
farebbe bene ad essere più prudente».

Quotidiano Nazionale 23 Ottobre 2008
Fonte: Rassegna Stampa della Camera dei Deputati
http://newrassegna.camera.it

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Tempismo perfetto in Bicocca

Ottobre 16th, 2008 · Informatica

All’universita’ Milano Bicocca c’è un tempismo perfetto, sono tutti precisi come gli svizzeri. Infatti qualche giorno fa parlavo con una mia amica circa una disavventura che ha avuto per un esame.

Il giorno prima esce l’avviso che dice: domani mattina c’è l’esame in aula…

Chiaramente uno studente non è un idiota che ha tempo da perdere e che puo’ stare tutto il giorno a lobotomizzarsi davanti al pc, e quindi ha anche il sacro santo diritto di non leggere ogni ora/giorno le news universitarie.

Ma se gli avvisi hanno questo tempismo, allora addio studio, addio vita reale, si è costretti a vivere davanti ad un monitor in attesa di leggere se ci sono novita’.

Non potevo crederci, mi sembrava una cosa allucinante, soprattutto considerando il fatto che poi lei si era lamentata all’ufficio di competenza e che era stata praticamente mandata a cagare tra le righe.

Ed oggi cosa succede? La stessa cosa, pero’ non a lei, ma a me :)

Dovevo verbalizzare un esame, poi la data è cambiata senza avviso, poi ci han dato solo 2 giorni per prenotarci ad una verbalizzazione in cui non si sapeva ne dove ne a che ora, e dopo insistenti richieste di informazioni, il giorno prima dell’evento sono usciti i dettagli.

In Bicocca c’è un tempismo fantastico quando si tratta di pagare, ma quando si tratta di servizi, beh, il discorso è decisamente diverso! Eppure strano, considerando che la Bicocca ha delle tasse di iscrizione tra le piu’ alte d’Italia, con i suoi 630€ a fronte della media nazionale di circa 300€!

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E’ tutta colpa dell’ICI!

Ottobre 15th, 2008 · Informatica

La riforma gelmini, per rimodulare i costi dell’istruzione, è una conseguenza della rimozione dell’ICI. E si, perche’ uno Stato si alimenta dai cittanidi, e con le tasse di tutti si fanno le cose per tutti. Ad esempio se tuo nonno, tuo padre e tuo zio ora sono soddisfatti perche’ l’attuale governo ora non gli fa piu’ pagare l’odiosa ICI, beh, la loro felicita’ dovra’ essere compensata con un po della tua rabbia. Ma forse non sei neanche arrabbiato, tanto si parla di scuola, e chi ha mai avuto voglia di perder tempo sui libri?

Il fatto è che l’Italia è in crisi finanziaria, e questo è un dato di fatto. Ora si fanno tagli su tutte le spese, ma al cittadino lo si tiene buono ingannandolo togliendogli alcune tasse dirette e mettendogli delle tasse indirette. La differenza tra le due tasse è che mentre la tassa diretta è “giusta” perche’ ognuno paga sulla base di quello che ha (o cmq. di quello che dichiara) mentre la tasse indiretta è come la benzina, che tu sia ricco o povero, paghi sempre un prezzo esagerato per comprare 1 litro di benzina.

Il governo Berlusconi sta dando agli italiani quello che gli italiani hanno chiesto in periodo elettorale: lotta agli extra-comunitari e riduzione delle tasse. Che gli italiani fossero stupidi da credere che riducendo le tasse aumentasse il loro tenore di vita era facile immaginarlo, ma che fossero razzisti, beh questo non lo speravo e tantomeno ne ero sicuro. Oggi un po di convinioni pero’ sono cambiate.

Riduciamo le tasse, di conseguenza riduciamo i servizi che offriamo, riduciamo la qualita’. Quindi questo governo sta accontentando la maggior parte degli italiani, questa è democrazia, e io non scendero’ in piazza per dire che è sbagliato! No, la democrazia è un bene, e se questo èil volere degli italiani, che ben venga allora, io restero’ ad aspettare, con la speranza che un giorno i popoli siano in grado di governarsi e non di essere governati.

[scritto di getto e non riletto alle 2:35 di notte]

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Iniziativa informativa legge 133/2008

Ottobre 7th, 2008 · Informatica

Vi scrivo per, al contempo, chiedere e fornire aiuto al riguardo della
protesta contro la legge 133/2008.
Solo un paio di giorni fa ho messo on-line il blog di cui vi riporto
l’indirizzo

http://universitadasalvare.blogspot.com/

All’interno vi ho riportato il testo della legge ed una sostanziale
spiegazione degli effetti devastanti sull’università pubblica e la
ricerca, e progressivamente vi sto inserendo varie tipologie di
contenuti utili liberamente scaricabili e distribuibili per informare il
più possibile.
Al suo interno tutti possono partecipare, da studenti, a docenti e
ricercatori (a breve mi dovrebbe esser inviata anche, a titolo di
esempio, la partecipazione dei ricercatori dell’università di Pisa)
Il blog è volutamente privo nei suoi post principali di riferimenti a
singole facoltà o atenei italiani, nonché gruppi studenteschi, in
maniera tale da poter esser utilizzato a livello informativo e
distributivo da tutti in piena libertà ed evitare inutili e stupidi
pregiudizi, che purtroppo a volte tendono a formarsi anche in momenti di
estrema rilevanza come questo che stiamo affrontando.

La richiesta che vi faccio è di diffondere l’indirizzo del blog, e di
utilizzarlo voi stessi nella vostra opera d’informazione e lotta contro
questa legge
Dal canto mio, sarò estremamente felice di accogliere ogni vostro tipo
di contributo, notizia, suggerimento o quant’altro.
Sarei contentissimo, per esempio, se in caso di manifestazioni,
assemblee, riunioni etc. mi inviaste foto relative a questi eventi, in
maniera tale da poterle pubblicare anche sul blog, e far vedere che le
cose si stanno muovendo in tutte le università italiane!

Spero vivamente nel vostro aiuto e vi chiedo il favore di girare questa
e-mail anche agli altri gruppi studenteschi ed organi universitari del
vostro ateneo, nelle varie facoltà.
L’obbiettivo prefissato è di giungere ad informare tutte le facoltà di
tutti gli atenei. Mi rendo conto che è un obiettivo molto ambizioso, e
per questo chiedo il vostro aiuto, non potendo riuscire materialmente a
contattare tutti i gruppi studenteschi sparsi in ogni università.

Credo fortemente nella possibilità di vincere questa lotta,
ed aspettando vostre notizie vi ringrazio!

Dario
mail - universitadasalvare@yahoo.it
blog - http://universitadasalvare.blogspot.com

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Noi non abbiamo paura

Settembre 20th, 2008 · Informatica

In questo periodo di ansie e tremori abbiamo riflettuto un poco nella
nostra lista di gestione sul senso di tutta questa paura e rancore
senile che attraversano l’Italia. Qualche volta venivano fuori delle
cose interessanti. Qui di seguito c’e’ un testo scritto da uno di noi,
transitato in lista e che vogliamo riproporvi. Doveva essere l’inizio
di un discorso piu’ ampio, ma che non siamo ancora riusciti a progettare
per bene.

La senti? Quella stretta che sale dallo stomaco fino a chiudere le vene nel
cervello? Quello sbalzo di pressione nello sterno che ti fa voltare
mentre cammini da solo in una splendida notte estiva? Quell’istinto
indotto che ti fa guardare storto il ragazzo che passa dall’altra parte
della strada.
E’ la paura. La senti?

Eppure fino a ieri non la sentivi, non ne sentivi alcun bisogno.
Eppure e’ li’, e non sai come e’ nata nella tua testa. Fino a ieri non avevi paura di camminare per strada, non avevi paura di offrire
da accendere a qualcuno alla fermata del bus, non sceglievi quale
strada percorrere in base alla presenza di un lampione.
Invece adesso capita. Ma è cambiato qualcosa? Qualcosa di cui non ti
sei accorto e che ha fatto nascere la paura?

No. La verita’ e’ che non e’ cambiato niente. La verità è che i
ritornelli rimangono in testa molto di più che i ragionamenti.
La verita’ e’ che e’ difficile spiegarti perche’ vivi peggio se non
per colpa di qualcuno per strada.
La verita’ e’ che la paura non ti serve. Serve a qualcun altro.

Allora il punto e’ proprio questo. Perche’ dovresti aver paura? Cos’hai
da perdere? Cos’hai che qualcuno ti vorrebbe portare via? Niente.
Allora forse la paura serve a renderti codardo, a renderti malleabile,
a farti accettare quello che non accetteresti a mente fredda. La
paura e’ una merce di scambio: io mi prendo la tua paura, ma tu mi
regali la tua liberta’ e la tua dignita’. Un tre per due taroccato
in cui ci rimetti solo tu.

Noi non abbiamo paura. Non abbiamo paura perche’ sappiamo vedere
la verita’ nelle strade e nelle persone intorno a noi. Non abbiamo
paura perche’ non vogliamo arrenderci. Non abbiamo paura perche’ abbiamo
spento la televisione e abbiamo ricominciato a parlare. Non abbiamo
paura perche’ di paura si nutre il potere. La paura ti mangia il cuore
e ti spegne il cervello.

Noi vogliamo avere coraggio. Perche’ quando ti raccontano che tutto e’ finito,
che sei circondato dalla ferocia, dalla crudelta’ e dalla follia,
dalla notte, la verita’ e’ che c’e’ sempre un po’ di luce, una fioca
stella che illumina anche il cielo piu’ oscuro. Noi non abbiamo paura
della nostra vita, abbiamo paura della vita che vorrebbero per noi,
dell’odio che spargono per confonderci le idee, della nebbia che
impedisce di riconoscere il tuo simile e che facilita il
compito ai veri carnefici.

Non e’ difficile. Basta aprire gli occhi. E guardare dritto davanti a se’.
Fino all’orizzonte.

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Convegno “Democrazia Digitale”

Settembre 17th, 2008 · Informatica

Nell’ambito degli eventi per il decennale dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, la Facoltà di Scienze della Formazione organizza, nei giorni del 9 e 10 ottobre, un Convegno dal titolo “Democrazia e Conoscenza”. All’interno di tale Convegno è prevista, nella giornata del 10 ottobre, una sessione “evento” organizzata in collaborazione con la Facoltà di Giurisprudenza, dedicata ad approfondire le tematiche del rapporto tra democrazia, forme di partecipazione sociale, relazione e formazione abilitate dalle nuove tecnologie della comunicazione.

Unimib Web 2.0
Unimib Web 2.0

Il tema principale attorno a cui vi svilupperà tale sessione è rappresentato dai “paradossi della democrazia digitale”. La fase attuale del web, denominata sempre più spesso come “web 2.0″, sembra aver rivoluzionato le dinamiche e i paradigmi tradizionali della Società dell’informazione. Grazie all’espansione e alla relativa legittimazione degli User Generated Content (UGC), gli utenti abbandonano lo status  semi-passivo  di spettatori per trasformarsi in “prosumer”, ovvero consumatori e allo stesso tempo produttori attivi di conoscenza. Quest’ultima, la conoscenza, rappresenta per molti studiosi il principale vettore di innovazione attorno a cui modellare un nuovo ordinamento non solo culturale, ma anche economico e sociale.

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L’ingegnere

Settembre 16th, 2008 · Informatica

1) Siccome sono un ingegnere rompo i coglioni.

2) Siccome sono un ingegnere ho la flessibilità mentale di una parete di granito.

3) Siccome sono un ingegnere io ho ragione e tu hai torto.

4) Siccome sono un ingegnere le cose si possono fare in una maniera sola. La mia è la sola giusta perchè io sono ingegnere. E se tu sei un altro ingegnere e la faresti in un altro modo vuol dire che… già cosa vuol dire?? ma non importa perchè… siccome sono un ingegnere non ho mai dubbi, non mi faccio mai domande, nemmeno quelle tecniche, perchè io, siccome sono un ingegnere, non ho più bisogno di studiare nulla.

5) Siccome sono un ingegnere tutto quello che non è ingegneria è una cazzata.

6) Siccome sono un ingegnere io sono il migliore.

7) Siccome sono un ingegnere tu devi fare le cose che ti dico io, quando lo dico io e soprattutto come lo dico io. Come, tu sei il capo… oh cazzo!! Ma non importa, perchè tu non sei un ingegnere. Cosa vuol dire ‘licenziato’? Io sono laureato, anzi iscritto all’albo. La licenza media l’ho presa tanti anni fa, anni di faticoso studio prima di diventare, finalmente, ingegnere, cosa che Lei non è. Cosa vuol dire ‘fuori dai coglioni?’ Fuori di quanto? E in quanto tempo? E quanti sono i coglioni? Di che dimensione? Di che colore?

8) Siccome sono un ingegnere la precisione è tutto.

9) Siccome sono un ingegnere la fantasia… la fantachè?? è un’aranciata?

10) Siccome sono un ingegnere , anche l’amore è solo un fatto tecnico. Anzi, spostati di 7.12 cm più a destra… Cosa dici, cara, mi lasci?? Ma è impossibile! Lasciare un ingegnere???

11) Siccome sono un ingegnere non ho più letto un libro in vita mia. Una volta che uno è ingegnere, cosa deve sapere di più??

12) Siccome sono un ingegnere il tubo della lavatrice lo riparo io.

13) Siccome sono un ingegnere oggi sono troppo occupato per riparare il tubo della lavatrice.

14) Siccome sono un ingegnere se la lavatrice dopo che la ho riparata io non funziona ancora, vuol dire che l’hanno progettata male. Sicuramente non era un ingegnere.

15) Siccome sono un ingegnere sono il migliore.

16) Siccome sono un ingegnere, chiunque non lo sia è un idiota.

17) Siccome sono un ingegnere, l’unica cosa che importa è ‘quanto costa?’

18) Siccome sono un ingegnere non mi chiedo mai perchè…anche perchè se me lo fossi chiesto, non sarei un ingegnere.

19) Siccome sono un ingegnere non sono UN PIRLA.

20) Siccome sono un ingegnere l’uomo giusto per te sono io, quindi molla quel tipo della Bicocca.

21) Siccome sono un ingegnere l’ultima parola spetta a me.

22) Siccome sono un ingegnere si guarda in TV quello che dico io, tutto il resto sono scemenze.

23) Siccome sono un ingegnere non mi serve la calcolatrice.

24) Siccome sono un ingegnere ho diritto a essere servito per primo.

25) Siccome sono un ingegnere la posizione di questa notte la decido io, mettiti a pigreco mezzi in coordinate polari.

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Iscrizioni universitarie

Settembre 1st, 2008 · Informatica

Ecco la pagina ufficiale dell’universita. Leggendo ci siamo posti delle domande che abbiamo inoltrato agli organi ufficiali dell’universita’. Vi terremo aggiornati sulle risposte.

Quesiti

  1. Come mai uno studente al secondo (o terzo) anno fuori corso deve pagare 81€ in piu’ di uno studente in corso o al massimo al primo anno fuori corso?
  2. Assodata la precarieta’ dell’infrastruttura tecnologica in Italia e con il grave problema del digital divide, come avete fatto a ritenere opportuno di creare una procedura interamente on line?
  3. Sulla base di quale teoria sull’accessibilita’ avete ritenuto opportuno dover far “stampare direttamente da SIFA ON LINE” i bollettini di versamento MAV. Io personalmente non ho una stampante, e non mi ero mai sentito discriminato per questo prima d’ora!
  4. Se “non è prevista la consegna delle ricevute dei versamenti“, come è previsto che uno studente possa dimostrare di aver effettuato il pagamento? Personalmente sia il primo che il terzo anno mi era stato notificato (in biblioteca dopo il blocco della mia utenza) di non essere in regola con i pagamenti. Dagli uffici universitari risultava che io non avevo effettuato i pagamenti! Grazie alla ricevuta che avevo ben consevato potetti dimostrare il contrario e fui riabilitato.

UPDATE 1: A dimostrazione di quanto detto nel punto 2, ecco cosa abbiamo riscontrato accedendo al Sifa On Line:

“Il servizio non è al momento disponibile a causa dell’elevato numero di utenti collegati. Si prega di riprovare più tardi. Grazie.”

UPDATE 2: A dimostrazione di quanto detto nel punto 2, ecco un’altro problema che abbiamo riscontrato in Sifa On Line:

“Il servizio è sospeso per problemi di comunicazione con il server. Non appena possibile il personale ne provvederà il ripristino.”

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