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Gli studenti: il futuro dei popoli

February 22nd, 2005 · 0 Commenti · Uncategorized

E’ già  il terzo numero di sub, e più d’uno si è chiesto chi sono i promotori di questo giornale, e se sia solo l’ennesimo giornale univeristario. Proviamo a rispondere e a dirvi chi siamo: siamo studenti, professori, impiegati, laureati e ricercatori, siamo parte dell’ alba di questo nuovo millennio, siamo qui per percepire e testimoniare la nascita di una nuova sensibilità , una sensibilità  che si sta lasciando dietro la preistoria umana per entrare in una storia veramente umana, una sensibilità  di ispirazione umanista che si fa strada e si esprime in tutti i campi del fare umano: politico, culturale, lavorativo, studentesco. La corrente del Nuovo Umanesimo è presente all’Università  e anche in 130 paesi del mondo sta unendo le persone, cercando di ricostruire un tessuto sociale distrutto da altri, lavorando fianco a fianco in modo solidale e non violento alla ricerca dell’umanizzazione personale e sociale.

Vi invito ora a leggere questa carta dei diritti dello studente dell’università  La Sapienza di Roma scritto dal gruppo studentesco “I corvi”.

Gli studenti sono il futuro dei popoli: il loro sviluppo, lo sviluppo della salute, dell’istruzione e il miglioramento della qualità  della vita dipende da loro. Dunque nessuna variabile “macroeconomica” deve stare al di sopra di questo diritto poichè non rappresenta una spesa ma un investimento….

1) Diritto allo studio ASSOLUTAMENTE senza NESSUNA limitazione (economica, logistica, strutturale, razziale, sessuale, ideologica, burocratica, meritocratica) .
2) Diritto alla conoscenza e non semplicemente trasmissione di dati. Vogliamo imparare: a conoscere e a conoscerci, percepire il nostro pensiero, sviluppare una visione spregiudicata e critica della realtà , ingigantire la sensibilità  e sprigionare lo sviluppo emotivo. Vogliamo scoprire, risolvere, creare, vedere le cose da molteplici punti di vista e in molteplici prospettive. Una conoscenza amplia e strutturale e non schizofrenica e specialistica. Esigiamo infine una conoscenza che sia “psicofisica” e non “decapitata” e inibitoria. Pretendiamo il diritto a conoscere e governare il nostro corpo, a crescere, a emozionarci, a disinibirci. Reclamiamo il diritto ad una vita IMMENSA.
3) Diritto di scegliere tutto, proprio tutto. Scegliere i momenti, i luoghi, gli orari delle proprie giornate, i ritmi di studio, il tempo che si vuole impiegare per concludere gli studi, senza meriti o demeriti. Scegliere il piano di studio secondo le nostre aspirazioni e secondo le nostre virtù.
4) Diritto di decidere Gli studenti sono il senso dell’università . àˆ quindi l’università  a dover essere al servizio degli studenti E NON IL CONTRARIO. Dobbiamo poter decidere della nostra vita, della politica universitaria, delle scelte amministrative, didattiche ed extradidattiche. Decidere chi saranno i nostri professori, chi saranno i nostri “maestri”.
5) Diritto di replica Esigiamo il sacrosanto diritto di poter valutare (e nel caso sospendere) l’operato dei docenti sia in sede di insegnamento che in sede di valutazione, e con particolare riferimento alla loro disponibilità  â€“ alla loro apertura mentale – ai loro criteri di valutazione – al loro modo di trattare le persone. I Docenti valutano gli studenti e viceversa. àˆ imprescindibile che lo stesso diritto venga esercitato in riferimento all operato del personale amministrativo.
6) Diritto a ribellarsi A poter mettere in discussione lo stabilito, le convenzioni e le regole sociali, intraprendere nuove strade, nuove forme di lotta e nuove rivendicazioni, avere la possibilità  e gli spazi per poterlo fare purchè non si propagandi nessuna forma di violenza e di discriminazione. Chiediamo il diritto all’immaginazione, alla trasformazione e alla confutazione delle verità  assolute.
7) Diritto a vivere senza violenza: Imparare, lavorare, studiare, investigare, mangiare, creare, passeggiare, avvicinarsi ad altre persone come probabili amici e non come possibili nemici, divertirsi, sognare, esprimersi e godere…senza ridicoli pregiudizi che hanno portato l’umanità  sull’orlo del precipizio storico.
Cool Diritto alla ricerca In tutti i campi e con tutti gli strumenti possibili a disposizione. Diritto a ricercare e trovare nuove strade. Diritto alla piena divulgazione dei motivi e dei risultati di tali ricerche sia in fase teorica che sperimentale.
9) Diritto a sbagliare: Quando si aprono nuove strade a volte si finisce in vicoli senza uscita: in questo modo è avanzata l’umanità ! Vogliamo sognare nuovi orizzonti, aprire nuovi percorsi, sentire sulla nostra pelle il tremore potente e caldo di nuovi tentativi, di ulteriori azzardi, giocare doppiamente e sbagliare doppiamente: Ma saranno NUOVI errori! Non l’ennesima ripetizione storica degli stessi errori già  conosciuti!
10) Diritto alla comunicazione: Poter considerare un docente come una “guida”, un orientamento nello scoprire il mondo che si apre davanti a noi. E poter trattare un collega di corso come un compagno di apprendimento e non come un competitore con il quale lotteremo per un ipotetico posto di lavoro.
11) Diritto a riconoscerci “esseri umani”: e non matricole, utenti, numeri, classi, fasce di reddito…Diritto a rispettare e ad essere rispettati. DIRITTO AD INTERROGARSI SUL SIGNIFICATO DELLA PROPRIA ESISTENZA senza vergognarsene! Di conseguenza è anche il diritto a trovare un senso in quello che si studia, mettendo ciò che abbiamo imparato al servizio dello sviluppo dell’umanità  e non delle tristi multinazionali.
12) Diritto alla reciprocita’ con il resto della popolazione: L’università  non è un èlite e deve aprirsi alle strade, giacchè può sostenersi grazie allo sforzo di tutta la popolazione e di generazioni di lavoratori. Il suo gesto supremo di reciprocità  con il popolo consiste nel mettersi al servizio di una nuova umanità .

Quando l’oscurantismo invade tutti gli angoli del pianeta, l’umanesimo riappare per portare nuovamente la luce e aprire le nuove strade che l’essere umano ha bisogno di scoprire per continuare a creare la storia…”

Tratto dalla Carta dei diritti dello studente dei “Corvi” – corrente umanista università  La Sapienza di Roma

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