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Serpica Naro continua… ne parla chi la vive in primo piano

March 4th, 2005 · 0 Commenti · Uncategorized

Ciao da frenchi.
A questo punto bisogna approfittarne per fare alcune considerazioni. L’iniziativa serpica è stata preparata da un vastissimo numero di persone, diciamo di devoti di sanprecario. Inizialmente ( ma tanto tempo fa ) è stata pensata da un ensemble di persone che fanno parte di questi collettivi: cw, reload, boccaccio, amp.
Che lungi dal pensare di dover avere una gestione verticale della cosa hanno coinvolto chi sembrava interessato; costoro, insieme, hanno proposto un luogo, una lista differente da quelle dei collettivi sopra e via così….
Rimane il fatto che molte persone di questi collettivi, felicissimi di aver dato una mano fino a pochi giorni dall’sn day non erano manco informati di ciò che stava accadendo.
E rimane il fatto che la vita di questi collettivi continua oltre l’affaire serpica che è giusto che rimanga in mano a chi è interessato al meta brand delle autoproduzioni ( fra cui molti di questi collettivi )
Stasera doveva essere assemblea cw ma può diventare anche appuntamento serpico……certo che il naro appuntamento non può coincidere sempre ( per orari e contenuti ) con l’assemblea cw. O mi sbaglio ?

Seconda questione: è importante arrivare a delle persone che non ascoltano/vedono media di sx, ciò è importante andare più in là  però…….
C’è una annosa questione che attanaglia cw e reload. Il circuito mainstream. Per noi ad esempio il “bucare lo schermo” è un boomerang.
La questione vera è come bucare il sociale, magari utilizzando anche i media mainstream, comunque creando attreverso cooperazione condivisione media pervasivi ed orizzontali che per osmosi di diffondessero appunto nel tessuto sociale.
Quindi c’è chi sanprecario l’ha voluto portare ad ogni costo ad ogni iniziativa di fronte alla tv ( altri ) c’è chi ne ha stampato decine di migliaia di santini e li ha diffusi nei luoghi di lavoro fra gli amici ecc ecc. Nel primo caso, trattato come una icona, il santo s’è offeso ed ha annoiato i giornalisti. Nel secondo, usato come strumento ossia come sedimento di cooperazione e condivisione e veicolo di diffusione di queste, continua a diffondersi alla velocità  della luce.
Nessuno dice no al santino.
Stessa cosa per serpica: è bastato anagrammare il nome del santo nostro protettore per rilanciare ad un livello più alto la condivisione e la cooperazione vincendo la scomessa di chi affermò che per far si che i media parlino di te bene devi sovrastarli.
Si diceva : ci saranno i giornalisti di settore, quelli di cronaca sanguigna per le contestazioni, e i nostri embedded. La presenza di questi ultimi costringerà  a catena gli altri a scrivere cose intelligenti. Non perchè si sentano presi per il culo… bensì perchè la forza dell’ idea e la presenza di qualcuno che questa la conosce perfettamente innescano l’unico circuito virtuoso che può servire a noi, quello della gara alla comprensione più intelligente della cosa a cui stanno assistendo
Esempi :
il giornalista di rai tre regionale, posizionato vicino a letizia mosca, alla notizia della non esistenza di serpica si è girato verso di lei ed in panico totale ha detto” ma che cazzo sta succedendo ?” al che letizia, dopo averglielo spiegato tre volte, mi ha detto che il tipo ha cercato furiosamente la nostra cartella stampa che ha provato a leggere velocissimamente, facendo contemporaneamente telefonate qua e domande là  e infine ha detto ” se il regime ce lo passa lo mandiamo sul nazionale”
E’ stato sicuramente il servizio migliore.
La tipa di repubblica dopo aver chiamato mezza italia gridando ” ma chi sono questi….” raggiunge il mio numero e mi chiama tre volte. Ogni volta dopo aver capito un ulteriore passaggino.
I giornalisti di settore hanno quasi totalmente taciuto evidentemente sovrastati da qualcosa che non ha umiliato loro tanto quanto ha umiliato il sistema di cui fanno parte da cui prendono regalini ed aperitivi/cene a gogo
Nessuno se n’è andato prima della fine della sfilata.
Ben altra figura ha fatto esterni, contestando la settimana della moda presentando in pompa magna a gennaio una festa dove non si poteva entrare se non con vestiti autoprodotti ( cosa carina ) , e poi correndo a gestire uno stand all’interno della moda milano con slogan tipo la moda uccide.
La moda ha bisogno di questi tipi per apparire democratica. Ci ha oscurato invece per poter continuare ad apparire.
A settembre gli facciamo ” BUH” e strilleranno isterici per dieci giorni

Quindi secondo me il problema non è andare sui media ma come farlo. Cronache marziane mi sembra improponibile vista la ridicolezza del programma.
Mtv rimane un avamposto ideologico ma se si blinda il messaggio può valerne la pena. Cinque minuti sulla precarietà  e saperi e poi chiacchere sulla beffa.

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