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L’ Open Source minaccia il Free Software?!

July 2nd, 2005 · 0 Commenti · Uncategorized

E’ da qualche giorno che leggendo in giro per la rete noto una certa confusione nell’utilizzo dei termini Open Source e Free Software.
Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è rappresentata dalla risposta che ho ricevuto da Punto-Informatico.it ad un mio comunicato.
Nel cumunicato spiegavo che Open Source e Free Software non sono assolutamente la stessa cosa e che se un programma è rilasciato in GPL (Gnu Public License) allora esso appartiene all’insieme di licenze della Free Software Foundation e non è riconducibile neanche lontanamente all’ Open Source (come affermano in molti in questo periodo). In questo articolo vedremo il motivo.

La confusione fra open source e free software è stata generata dal sito ufficiale dell’ OSI (Open Source Initiative) , che tra le altre cose nasce storicamente anche dopo il sito ufficiale della Gnu (Gnu is Not Unix) a cui fa capo la Free Software Foundation (www.fsf.org).

Nel sito della Open Source Initiative infatti si legge che: “The “classic” licenses, GPL, LGPL, BSD, and MIT, were the most commonly used for open-source software” cioè “Le licenze classiche GPL…BSD sono le piu’ comunemente usate per il software open source”.

In questo modo la OSI sta cercando di attirare a se tutti coloro a cui manca una critica profonda della realta’ dei fatti! Questa frase infatti è dubbia e trae facilmente in inganno.

Cosi’ facendo la OSI ha avuto la possibilita’ di far intendere alle persone che tali licenze fossero frutto di un lavoro della OSI, o comunque compatibili con la definizione Open Source, ma non è realmente cosi’.
La OSI ha solo forzato la sua figura di massimo comun divisore e si è posta fra tutte le licenze che permettono in parole povere la lettura del codice, anche se poi queste licenze sono nate con scopi e ideali piu’ profondi!

OSI quindi è da vedere alla pari (se non inferiore per ideali) alla licenza GPL. Essa non puo’ rappresentare il MCD delle altre licenze perchè non prende in analisi gli obbiettivi delle altre licenze. Solo chi non ha tempo per approfondire questo argomento puo’ prendere per leggittime le affermazioni della OSI.

In appoggio a quanto dico, vorrei riportarvi del testo presente sul sito della Gnu.
La comunita’ Gnu infatti afferma che:
” Noi non siamo contro il movimento Open Source, ma non vogliamo
essere confusi con loro. Riconosciamo che hanno contribuito alla
nostra comunità , ma noi abbiamo creato questa comunità  e vogliamo che
si sappia. Vogliamo che quello che abbiamo realizzato sia associato
con i nostri valori e la nostra filosofia, non con i loro. Vogliamo
che ci sentano, non vogliamo sparire dietro ad un gruppo con punti di
vista diversi. Per evitare che si pensi che facciamo parte del
movimento Open Source, ci preoccupiamo di evitare di utilizzare il
termine “open” per descrivere il software libero, o il suo contrario,
“closed”, per parlare di software non libero.”
( continua su
http://www.gnu.org/philosophy/free-software-for-freedom.it.html )

Ma perchè creare un nuovo movimento (OSI) che racchiuda sotto di se licenze di un certo calibro gia’ esistenti? Ve lo spiego subito!

Rilasciare un codice sotto GPL significa donare il programma all’intera umanita’ (per la serie, “il sapere umano appartiene al mondo” – tratto dal film Synapse) mentre rilasciare un codice con i criteri Open Source significa sfruttare il lavoro di volontari per arricchire un software che appartiene ad un solo individuo o societa’. La parola Free vicino alla parola Software faceva pensare a software gratis e cosi’ le aziende non avrebbero mai sposato tale licenza. Ed ecco che entra in gioco la OSI che fingendosi il successore della FSF detta i nuovi termini e i nuovi standard, ma non è mai stata leggittimata!

E’ anche stato scritto un libro dal titolo “Open non è Free” che parla di questa questione molto delicata.

Sul libro si puo’ liberamente leggere che:
“Free Software (Sofware Libero) e Open Source (Sorgente Aperto) sono sintagmi usati spesso come sinonimi per indicare codici o porzioni di codici; rispecchiano tuttavia prospettive radicalmente differenti. Free Software è un termine nato agli inizi degli anni Ottanta per iniziativa di Richard Stallman: si riferisce alla libertà  dell’utente di usare e migliorare il software.

L’espressione Open Source, invece, nasce alla fine degli anni Novanta, per iniziativa in particolare di Bruce Perens e Eric S. Raymond, che nel 1998 fondano la Open Source Initiative (OSI); si riferisce alla Open Source Definition.
àˆ evidente quindi che da una parte il Free Software pone l’accento sulla libertà : come sottolineato nella definizione, «il «Software libero» è una questione di libertà , non di prezzo». Dall’altra parte, l’Open Source si occupa esclusivamente di definire, in una prospettiva totalmente interna alle logiche di mercato, quali siano le modalità  migliori per diffondere un prodotto secondo criteri open, cioè aperti. Il Free Software ha un senso che va ben oltre il mercato, pur non escludendolo a priori; l’Open Source esiste, come specificato dai suoi stessi promotori, per adattare un modello preesistente, quello free, al mercato.”

Vorrei finire invitandovi a riflettere prima di definire un software Open Source o Free Software (o altra licenza) e a valutare bene quanto sopra spiegato e di scegliere la vostra posizione dato che si tratta solo di una scelta ideologica-politica al fine di evitare inutili strumentalizzazioni.

Si consiglia la lettura del libro Open non è Free su Ippolita.net

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