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I nuovi media come istruzione

July 10th, 2005 · 0 Commenti · Uncategorized

== Prefazione ==
Con l’avvento di internet molte cose sono cambiate e molte stanno cambiando e molte cambieranno :)
In questo articolo analizzero’ alcuni cambiamenti che riguardano il campo dell’istruzione.
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Nella maggioranza delle scuole italiane avviene ancora l’istruzione utilizzando i vecchi canoni che non combaciano piu’ con i bisogni dei giovani.

I giovani del terzo millennio sono sottoposti a realta’ interattive.
Essi infatti giocano con videogiochi che permettono loro di muoversi in ambienti 3D andando a realizzare cosi’ i propri desideri in modo “libero”.
Un esempio di quanto dico puo’ essere analizzato nei giochi come ‘GTA’ o ‘THE SIMS’ che permettono all’utente di muoversi in realta’ simulate e di poter scegliere un comportamento specifico per quella realta’. I giochi di ruolo affascinano gran parte dei ragazzi del terzo millennio e questo fa si che aumenti in loro il “bisogno di liberta”.
Liberta’ intesa come liberta’ di esprimersi nei migliori dei modi che loro conoscono.
La scuola oggi è vista dalla maggior parte degli alunni come una gabbia in cui dover passare la maggior parte del loro tempo.
Vivere la scuola come se fosse un dovere e non un diritto (quale è!) fa si che il ragazzo, trovandosi in un eta’ tenera sia portato dal suo istinto critico e ribelle (caratteristiche basilari in questa fascia d’eta’) a combattere la scuola.
Non potendo pero’ muoversi come vorrebbe l’alunno è messo alle strette e spesso rende poco e viene accusato di non essere sufficientemente preparato per passare al “livello successivo”.
I rapporti tra alunni e professori non sono mai stati dei piu’ semplici, ma in questi giorni sentiamo storie del tipo “USA: studente fa strage in aula uccidendo professori e studenti”, e parliamo di notizie vere appartenenti alla vita reale!
Lo studente si vede costretto ad alienarsi, crearsi un suo mondo con le sue regole e forzare cosi’ la realta’. L’aumento dell’imposizione di regole non metabolizzate rende l’individuo “precario” e “ribelle” agli occhi del sistema che cerca sempre piu’ di delineare il confine intorno all’individuo al fine di poter renderlo schiavo.
Un sistema che viene governato dalla paura degli individui che, col passar del tempo si fidano sempre meno delle comunita’ di cui fan parte e si chiudono sempre piu’ in se stessi. E proprio la paura che porto’ le piu’ “potenti” nazioni del novecento in un campo di battaglia che ancora oggi produce dolore.
Analizzando la giornata tipo di uno studente possiamo vedere come la scuola rappresenta il luogo in cui egli secerne il piu’ basso tasso di adrenalina.
Lo studente parte da casa gia’ stanco alla sola idea di dover affrontare una giornata di scuola, ma non xkè, come dicon molti, egli non ha il senso del dovere, ma xkè egli è puro e non riesce ancora a soffocare le proprie idee ed istinti per sottomettersi ad un sistema che non capisce.
In realta’ tale sistema, a volte, non lo capisce neanche chi lo vive da circa 40 anni.
Lo studente si trova in classe ed è costretto a sentire delle informazioni a cui lui non crede o non interessano. Costringendo un ragazzo a restare in questo contesto per degli anni, prima o poi si aliena e perde la propria identita’ come mostrato dal documento (video, audio e testo) “1984″ di George Orwell.
Il problema del definire tutto con i termini che siamo abituati ad usare e sentire ci porta in uno stato di intolleranza e fastidio nei confronti di chi è apparentemente diverso da noi.
Questo infatti credo sia uno dei motivi per cui i ragazzi, nel periodo adolescenziale generano nuovi slang e cercano nuovi nomi anche per se stessi (vedi: nick,aka,alias,sopranomi).
Gli slang, da differenziare dai dialetti per diversita’ della loro natura, sono da considerare risposte creative ai concetti trasmessi loro dalla scuola.
Dover leggere e quindi dover approfondire delle informazioni da un’unica fonte (il libro di testo) e non poter interagire con lui, fa si che lo studente, alla prima domanda del tipo: “Sara’ vero quello che leggo?” si scoraggera’ e attraversera’ quello che i professori spesso definiscono “cattivo *mestre”.
Da notare l’associazione tra le parole “cattivo” e “domanda”.
Il mio professore di filosofia mi diceva spesso che la domanda è la migliore amica di una persona intelligente e colta.
Notando quindi questa associazione fra “cattivo” e “domanda” mi viene quasi da chiedermi: “Ma la scuola a cosa serve?”
Beh, inizialmente la scuola era rappresentata da maestri che tramandavano ai ragazzi informazioni.
Oggi la scuola rappresenta un laboratorio di analisi in cui i ragazzi vengono nutriti, analizzati, classificati e catalogati per poi essere catapultati in un sistema sempre piu’ a forma di imprenditore e non di uomo.
Si parla di quoziente intellettivo, ma nessuno parla mai delle altre forme di intelligenza xkè agli imprenditori fino a qualche anno fa non interessava.
Oggi pero’ è stato introdotto dal professore di psicologia di Harvard, Daniel Goleman, il concetto di intelligenza emotiva.
Nonostante questo la scuola non cambiera’ xkè la sua mission è quella di rendere i giovani figli del sistema di cui fanno parte.
Ogni tentativo di ribellione sara’ messo al bando e classificato negativo xkè non conforme alle regole.
In un mondo di regole, come poter scegliere tra giusto e sbagliato se la liberta’ sta diventando un optional?
Il controsenso è lo stesso che colpisce la religione Cattolica (e non quella cristiana!) nella quale si afferma: “Dio ci ha resi liberi di scelgiere tra bene e male” (vedi: Adamo ed Eva) ma subito dopo: “Dio diede a Mose’ 10 comandamenti da rispettare”.
Da questa successione di fatti è chiaro capire come il bene non appartiene all’uomo, ma ad un sistema che definisce per tutti cosa è bene e cosa è male, chi è dentro e chi è fuori, ma da cosa poi non è mai specificato!
E’ sottointeso che la pena è la diversita’ e chi è diverso (vedi: Giordano Bruno) non è accettato dal sistema che giunge persino al delitto per difendersi.
Ma se la violenza è generata dalla paura, allora questo sistema mostra evidenti segnali di insicurezza e instabilita’, motivo valido per non prenderne parte.
Individuare le caratteristi dell’attuale sistema non è moldo difficile: partiamo da noi singoli individui. I concetti con i quali veniamo maggiormente bombardati dai media sono: gratis, felicita’, sogni, sesso, inflazione, guerra, torture,…
Per alcuni il bicchiere e mezzo pieno e per altri mezzo vuoto.
Noi da che parte stiamo?
Assistiamo a mostri economici che acquistano tutto (vedi: SKY ed i mondiali di calcio) e poi ce lo rivendono come e quando decidono loro. Stiamo diventando schiavi di noi stessi e non riusciamo ad aprire gli occhi e a reagire.
Conosco molte persone che non vedono oltre il proprio naso e che si limitano ad affermare continuamente: “Che posso fare?”.
Questo è proprio il primo sintomo che mostra che il sistema lo ha gia’ preso ed è ora una vittima inquanto è stato privato della creativita’ di cui siamo dotati per natura (vedi: effetti negativi della televisione).
La scuola dunque, potrebbe essere qualcosa in piu’ che un laboratorio di analisi, ma evidentemente non siamo ancora pronti noi.
Il sistema che c’è oggi e che c’era anche durante i cosiddetti “bei tempi” rispecchia la natura dell’uomo che, per quanto provi a definirsi diverso dagli animali, si dimostra sempre come il peggiore fra loro.
Ma oggi ci troviamo in piena rivoluzione e non tutti lo hanno notato.
E’ stato introdotto da circa un decennio una tecnologia potentissima che per natura nasce con una visione ed una struttura orizzontale: internet.
Internet è uno strumento di cui il sistema non si fida e per questo è ancora in fase di sperimentazione. Quando il sistema decidera’, allora gli individui saranno portati a rispettare il volere del sistema.
Si sente parlare di hacker buoni ed hacker cattivi, di condivisione e di arresti, creative commons e siae, copyright,copyleft, programmi liberi, aperti, gratis o a pagamento, donazioni, aste e altre mille sfumature che in internet hanno modo di unirsi, coordinarsi e muoversi nel sistema.
Internet rappresenta il presente ed il futuro e per questo è in pericolo.
Il sistema ritiene internet pericolosa xkè ha troppe informazioni :)
Effettivamente in internet si trova molto.
Che bisogno c’è di comprare i libri di testo quando in internet si trova una mole di informazioni libere ed interessanti in meno di un secondo e a costo 0?
Il motivo è che internet è difficile da limitare (vedi: Censura di internet in Cina) e dunque non viene proiettata la gente verso di essa in modo maturo e consapevole.
Basti guardare l’invenzione della patenete europea che non porta l’utente alla presa di coscienza di internet come strumento libero, ma come strumento soggetto a software proprietario (vedi: Office di Microsoft VS OpenOffice).
La patente europea è stata introdotta xkè l’uso del computer era in forte aumento e questo era dovuto alla diffusione della connessione ad internet. Mettere un pc in ogni casa ed illudere gli utenti di saperlo usare per poi poterli spaventare ogni volta con finte epidemie telematiche (vedi: millennium bug, tcp bug) o al fine di vendergli finti rimedi ai “loro” problemi (vedi: personal firewall e antivirus, service pack) è una mossa economica molto interessante.
Il mercato è stata la causa della comparsa in rete dei banner impertinenti, dei dialup automatici, dei virus, degli sponsor abbondanti, dei pop up fastidiosi, spyware invadenti, …
La scuola che immagino io è una scuola che vede l’individuo in modo piu’ utile e responsabile.
La scuola dovrebbe rendere l’individuo capace di praticare la propria liberta’ ed autonomia in pieno rispetto di tutto cio’ che è al di fuori di lui.
La scuola dovrebbe spiegare all’individuo come usare gli strumenti che lo circondano e a crearne di nuovi.
La scuola dovrebbe aiutare l’individuo a darsi delle risposte alle proprie domande e non viceversa.
La scuola dovrebbe smettere di praticare analisi e classifiche e iniziare a preoccuparsi del lato umano dell’individuo.
La scuola dovrebbe aiutare i giovani a socializzare, ad interagire fra loro e a comunicare.
La scuola dovrebbe ricordare agli alunni che gli alunni sono il cuore della scuola; gli alunni sono il motivo dell’esistenza della scuola.
Una scuola senza alunni non puo’ esistere mentre un alunno senza scuola puo’ benissimamente sopravvivere.
Leggere una pagina di storia e ripeterla al professore non significa che l’alunno abbia capito qualcosa di cio’ che ha letto.
Vivere la propria vita mettendo in pratica le proprie conoscenze è sinonimo di intelligenza e la cultura è una conseguenza dell’intelligenza.
Attenzione! Non sto dicendo che leggere una pagina di storia non sia utile, ma che leggerla per avere un bel numero o delle belle lettere (vedi: voto e giudizio) non è utile.
La scuola dovrebbe nutrire i giovani con informazioni interessanti che possano far nascere nell’individuo la curiosita’ e analizzare quella curiosita’ e non pretendere che rispondano in modo macchinoso alle domande dei professori.
Se uno studente studia e applica lo studio nella sua vita allora bene, altrimenti se non studia va assistito e se studia solo al fine del voto, beh, allora il voto non dovra’ piu’ essere utilizzato (vedi: scuola spagnola).
Spesso gli individui sono consapevoli di sbagliare ma persistono in quello stato solo xkè non vedono alternative. Accuso questo comportamento xkè è la causa dell’alienazione dell’uomo!
Concludo invitandovi a studiare per vivere, e non vivere per studiare!

NeCoSi

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