L’idea è quella di creare un punto di incontro tra anziani che si sentono soli e studenti in cerca di alloggio.Il progetto
La prima fase dell’indagine “Studiare e Vivere a Milano” ha identificato una domanda di 25.000 posti letto da parte degli studenti “fuori sede”, troppo lontani cioè per poter recarsi in Università in giornata. A questi si aggiungono tutti coloro che sono considerati “pendolari” ma che vorrebbero vivere e studiare in città se ce ne fossero le condizioni.
Milano offre agli studenti un numero limitato di alloggi in residence, pensionati e collegi. La maggior parte degli studenti dimora in appartamenti privati, spesso in condivisione e senza contratto regolare. Gli studenti trovano alloggio prevalentemente attraverso il “passaparola” o gli annunci in bacheca.
La città , nella attuale situazione, non è in grado di offrire a tutti gli studenti che lo desiderano un alloggio ad un prezzo contenuto, e la costruzione di nuove residenze richiede tempo. Ma in Milano risiedono più di 280.000 persone di età superiore a 65 anni; gli anziani, che spesso vivono da soli, o le famiglie di pensionati con scarso reddito possono avere la possibilità di ospitare una persona.
La convivenza tra anziani e giovani è già stata sperimentata sul territorio italiano in particolare dal Politecnico di Milano nelle sedi di Como e Piacenza e nei comuni di Genova e Padova.
Obiettivi del progetto
“Prendi in casa uno Studente” ha lo scopo di facilitare l’incontro tra studenti universitari in cerca di alloggio ad un costo contenuto ed anziani autosufficienti che dispongono di una stanza. Per questi ultimi alcuni piccoli servizi domestici (portare l’acqua, buttare la spazzatura, …) sarebbero di grande aiuto. Gli studenti possono dialogare con un interlocutore che conosce la città e i suoi servizi e può fornire informazioni utili e pratiche.
Enti ed associazioni coinvolte
L’iniziativa sarà realizzata da MeglioMilano che, agendo da filtro tra studenti ed anziani, sarà il coordinatore del progetto avvalendosi della collaborazione di Ras Assicurazioni; Associazioni di Studenti Universitari per promuovere l’iniziativa negli Atenei; Associazioni di pensionati quali AUSER, ANTEA e FENACOM; Gli Atenei e gli Istituti per il Diritto allo Studio per la divulgazione dell’iniziativa agli studenti; L’ASL Città di Milano; Le Parrocchie; …
Le condizioni per lo sviluppo del progetto
Il successo dell’iniziativa dipende dalle relazioni che si instaureranno tra giovani ed anziani. L’individuazione delle caratteristiche di somiglianza e compatibilità tra i soggetti richiede la realizzazione di un data-base delle caratteristiche individuali e delle richieste specifiche. Inoltre sarà necessario organizzare colloqui per valutare le possibili convivenze, ai quali potrebbe prendere parte uno psicologo per capire meglio le esigenze di studenti e anziani.
Sperimentazione
Il progetto prevede una prima fase di sperimentazione su una delle sedi universitarie milanesi, privilegiando quelle recentemente insediate in zone con una propria identità radicata nel tessuto sociale e nel territorio come, ad esempio, Bovisa. Le selezioni e colloqui sono iniziati nel mese di giugno 2004 e le convivenze nell’anno accademico 2004/2005. Il periodo di convivenza inizia in Settembre/Ottobre e termina in Giugno/Luglio a seconda delle necessità dei contraenti. L’accordo prevede da parte dello studente, il pagamento di un rimborso spese e la cura di piccoli servizi domestici concordati in precedenza, mentre da parte dell’anziano, l’alloggio, possibilmente con uso cucina.
Le fasi della sperimentazione
Apertura del tavolo di lavoro con gli enti e le associazioni aderenti al progetto; Predisposizione del database che conterrà le informazioni sulle esigenze e sulle aspettative di ospiti ed ospitanti; Predisposizione contratto tipo; Comunicazione tramite i canali individuati come più idonei per ricevere le candidature; Selezione degli alloggi e delle candidature; Avvio colloqui con studenti e anziani; Avvio delle convivenze; Controllo e assistenza delle convivenze avviate.
Verifiche
Durante l’anno di sperimentazione saranno effettuate verifiche intermedie.
Disseminazione
Al termine del primo anno di sperimentazione, verificati risultati soddisfacenti, potrebbe essere possibile riprodurre l’esperienza in una o più aree fino alla totale copertura dell’area cittadina.
Tempi
Il tempo previsto per predisporre la struttura e svolgere la sperimentazione è di un anno. Il progetto complessivo ricopre l’arco di tre anni, trascorsi i quali si prevede diventi autonomo.
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