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Rinasce il Museo di Bagdad (virtuale)

July 20th, 2005 · 0 Commenti · Uncategorized

Una ricostruzione informatica restituirà  all’umanità  uno dei patrimoni culturali e archeologici più importanti al mondoROMA – Le teche del Museo di Baghdad, saccheggiate nel 2003 e danneggiate dagli eventi bellici, presto torneranno a catturare, con i loro preziosi reperti, l’attenzione dei cultori e degli appassionati dell’archeologia e della civiltà  mesopotamica, grazie ad un progetto tutto italiano di ricostruzione virtuale.

L’iniziativa – presentata in coincidenza con la visita in Italia del ministro per gli Affari culturali iracheno – è il primo passo di un più ambizioso programma del nostro Governo, teso a ripristinare un’istituzione fondamentale per la comprensione della nascita della civiltà  che ancora versa in gravi condizioni. Il patrimonio del museo, tra i più importanti al mondo (conserva tra le altre testimonianze di immenso valore, i primi testi scritti dell’umanità ), è stato infatti salvato solo in parte.

PROGETTO ITALIANO – Promotore del progetto è il ministero degli Affari Esteri (attraverso la direzione generale Mediterraneo-Medio Oriente – task force Iraq), mentre il coordinamento scientifico è affidato al Consiglio nazionale delle ricerche, ma altri soggetti e istituzioni concorreranno all’impresa: il ministero per i Beni e le attività  culturali, il Comando dei Carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale, il Comando operativo di vertice interforze dello Stato maggiore della Difesa, le università  di Roma-La Sapienza, di Torino e di Udine, il Centro ricerche archeologiche e scavi e il Museo Egizio di Torino, l’Istituto italo-iracheno per il restauro. «Prima che il Museo di Baghdad possa tornare agibile e visitabile occorrerà  del tempo», spiega Roberto de Mattei, vicepresidente del Cnr, «per questo il Governo italiano intende con il Museo Virtuale concorrere, d’intesa con le autorità  irachene, a renderne fruibile in rete l’inestimabile patrimonio».

IL TOUR DELLE GRANDI CIVILTA’ – Il «Museo virtuale» raccoglierà  ed esporrà  i reperti ancora disponibili e quelli andati purtroppo perduti. Tra gli altri, il vaso e la dama bianca di Uruk (ambedue in alabastro), l’elmo d’oro del re Meskalamdug e il pugnale d’oro e di lapislazzuli provenienti dal cimitero reale di Ur, i leoni in terracotta di Tell Armal, le sculture e i bassorilievi dell’antica Khorsabad, gli avori di Nimrud, le statue partiche di Hatra (reperti tutti restaurati dall’Istituto Centrale del Restauro di Roma), e poi minbar (nicchia che indica la direzione della preghiera nelle moschee), gli stucchi di Samarra e sarcofagi lignei. Grazie alla ‘realtà  virtuale’ sarà  possibile un tour nelle grandi civiltà  del passato testimoniate da questi preziosi oggetti.

I TEMPI PER LA REALIZZAZIONE – «Il progetto ufficiosamente è già  partito, nel senso che ci sono già  ricercatori attivi su di esso» spiega Silvia Chiodi, primo ricercatore dell’Istituto di studi su civiltà  italiche e del mediterraneo antiche , del Cnr di Roma. «Ma l’avvio ufficiale dovrebbe coincidere con la fine di questo mese, quando saranno effettivamente a disposizione del Cnr gli 800mila Euro di finanziamento previsti per i primi sei mesi». «I primi risultati», continua la ricercatrice, «dovrebbero essere apprezabili entro la fine di gennaio del prossimo anni, e il lavoro completo entro tre anni».
L’intero museo ricostruito sarà  visitabile su un sito internet il cui indirizzo è ancora da decidere con le autorità  irachene.

LA «SECONDA FASE» – A quest’obiettivo di breve periodo, potrà  far seguito una seconda fase che punta ad ampliare il Museo virtuale includendovi una rilevantissima parte dei tesori iracheni esposti in altri Paesi, principalmente Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Turchia. Nei primi sei mesi di attività  finanziati dal Ministero degli Esteri sono contemplate quattro fasi di lavoro: uno studio di fattibilità  che prevede la classificazione, la ricognizione iconografica e l’elaborazione di un ipertesto delle componenti storico-artistiche-culturali; la stesura dell’architettura del Museo Virtuale; la prima formazione del personale iracheno; la realizzazione di un prototipo dimostrativo relativo a una porzione delle prime sale e dei loro manufatti che esemplifichi l’approccio comunicativo e le funzionalità  del sistema.

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