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Sony infila malware nei PC

November 2nd, 2005 · 0 Commenti · Uncategorized

Questa l’accusa di un celebre informatico che conduce un’estesa analisi di alcune tecnologie DRM utilizzate dal gigante giapponese. Con scoperte che sconcertano
Roma – Un CD distribuito da Sony con una tecnologia DRM altamente
invasiva: questo il nocciolo di un vero e proprio scandalo che sta
montando in rete sui sistemi di Digital Rights Management e dove si stanno spingendo. In quel CD, Get right with the man dei fratelli Van Zant, il celebre informatico Mark Russinovich ha trovato qualcosa che non si sarebbe mai aspettato.

In buona sostanza il DRM utilizzato per proteggere quel CD dalla copia, secondo Russinovich, infila nel PC del software che non può essere rimosso senza compromettere il sistema, software di cui non si ha traccia alcuna nè nella licenza del CD nè in altra documentazione.

Scrive
Russinovich: “Non solo Sony ha infilato nel mio sistema del software
che utilizza tecniche abitualmente utilizzate dal malware per
mascherare la propria presenza, ma si tratta di software scritto male
che non offre strumenti per la disinstallazione”.

Il problema non è tutto qui. Come descritto

in una dettagliatissima analisi condotta dallo stesso Russinovich sui
meccanismi di funzionamento di quel software, il suo improvviso
apparire in certe aree del sistema, apparizioni che potrebbero essere
scambiate per la comparsa di trojan e malware simili, potrebbe indurre
un utente meno smaliziato a cancellare i file mascherati.
Se questo accadesse, però, le funzionalità  di Windows di supporto al CD
verrebbero compromesse impedendo da quel momento in poi all’utente
stesso l’accesso al proprio hardware. “La maggior parte degli utenti
che dovessero inciampare nei file nascosti – scrive Russinovich -
manderanno in tilt il proprio computer se faranno l’ovvio tentativo di
cancellarli”.

Una situazione clamorosa, potenzialmente legata al
fatto che quel DRM è sviluppato da una società  partner di Sony sui cui
processi produttivi il colosso giapponese potrebbe non avere un pieno
controllo tecnico. Ma è inevitabile che in queste ore in molti si
chiedano se questo non sia solo il primo passo di una nuova generazione di tecnologie di controllo studiate per manipolare il personal computer ad insaputa del suo proprietario.

Fino a questo momento Sony non ha espresso commenti sulla vicenda.

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