Al WSIS tenutosi quest’anno in Tunisia e’ stato presentato un documento che tratta di Information Techology e creativita’. Chiamato The Vienna Conclusions, il documento consta di alcune decine di pagine, facilmente leggibili, dai colori vivaci e piene di frasi accattivanti, celebrative e un po’ vuote. Forse non lo segnaleremmo se non fosse per l’ennesima indebita prevaricazione del monopolista mondiale dell’informatica.
Come e’ stato messo in luce dalla FSFE, il documento infatti e’ stato privato di ogni riferimento al Software Libero su indicazione di Microsoft , nella persona del suo responsabile austriaco per le relazioni con il pubblico.
Nella versione originale del documento si prendeva atto del fatto che la diffusione dei contenuti digitali comporta costi vicini allo zero, e che i guadagni sempre piu’ provengono non dalla vendita dei contenuti digitali ma dall’offerta di servizi basati su essi. Il modello del Software Libero e’ un esempio di questo andamento.
Portando come motivazioni alcune affermazioni stupide e prive di significato (l’obiettivo di GNU/Linux sarebbe infatti “rendere impossibile guadagnare sui software come prodotto commerciale”) e il suo modello sarebbe “anticommerciale”, il responsabile di Microsoft Austria ha imposto la rimozione dell’accenno al Software Libero in due passi distinti del documento.
“The Vienna Conclusions” e’ scaricabile in formato PDF all’indirizzo
http://www.wsa-conference.org/data/viennaconclusions_051104.pdf
Segnaliamo alcuni passi che possono interessanti (la numerazione segue quella riportata a pie’ pagina):
pagine 37-38
dove si accenna alle licenze Creative Commons, alla necessita’ di mantenere volontario l’uso dei DRM, e alla Wikipedia (come esempio di produzione di contenuti di qualita’ non motivata dal guadagno)
pagine 49-51
dove si ripete l’uso improprio e malevolo dell’espressione “furto” per indicare la libera condivisione di file, e “copyright theft” per indicare la violazione delle relative legislazioni.
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