In data 18/11/2005 nell’universita’ milanese Bocconi c’è stata una conferenza tenuta da giuristi ed economisti internazionali su “Diritti d’autore, nuove Tecnologie e Digital Rights Management”.
La conferenza apre con un analisi storica di come nasce il diritto d’autore. Viene evidenziato come questo diritto, nato gia’ durante il medioevo, era inteso come un diritto al servizio della cittadinanza. Molti testi infatti in quel periodo non venivano pubblicati per paura di perdere capitali in un investimento sbagliato, la diffusione costava moltissimo quindi molte opere restano nei cassetti. Il diritto d’autore certificava che un opera apparteneva ad una persona e solo quella persona poteva distribuire l’opera per un periodo relativamente breve di tempo sufficiente a rientrare nelle spese. Con il diritto d’autore gli artisti iniziarono quindi a pubblicare le loro opere.
Produrre opere è sempre stato per l’uomo un hobby, quindi non era prevista alcuna forma di retribuzione. La retribuzione pero’ venne assicurata nel momento in cui si volle diffondere queste opere per arricchire le popolazioni. La retribuzione regolamentata dal diritto d’autore assicurava all’autore la possibilita’ di diffondere la propria opera senza perdita di capitali. Per un’artista la priorita’ era produrre per il proprio piacere e diffondere l’opera per diventare famoso. La diffusione dell’opera non era considerata come forma di guadagno come è inteso oggi pero’. Il guadagno era implicito nella diffusione.
La visione del diritto d’autore come limitazione è stato introdotto dalla corrente romantica.
Attualmente il diritto d’autore è inteso come limitazione per il cittadino di usufruire dell’opera e questo è alimentato dalle societa’ che detengono i diritti di distribuzione.
Prima della venuta di internet, la distribuzione e la produzione di un opera richiedeva grandi finanziamenti. Ora che internet permette pero’ una distribuzione diretta tra artista e cittadino, le major stanno muovendo i loro legali per strumentalizzare la legge per fini economici privati. La dato che la legge ha il compito di difendere il cittadino e non i colossi dell’economia, ecco che i giuristi mettono in discussione lutilizzo dei DRM e di altre forme di controllo.
Il diritto d’autore è formato dal:
- Diritto di esclusione
- Regola di responsabilita’
- Meccanismi di prelievo
Il diritto d’autore pero’ non deve essere visto come antagonista al Diritto di cultura.
Il cittadino ha il diritto di accedere liberamente alla cultura, di aver accesso alle informazioni e di poter partecipare allo sviluppo dell’intera societa’.
La pirateria, che inizialmente era associata solo a coloro che guadagnavano in nero vendendo opere di terzi, oggi è estesa anche agli utilizzatori.
Il cittadino pero’ non puo’ essere accusato di sfruttare un opera per fini privati xkè il diritto d’autore nasce proprio per garantire ai cittadine l’accesso alle opere.
Analizzando poi il caso italiano, cioè la presenza di una tassa sui supporti di registrazione vergini (Meccanismi di prelievo su vhs, cd, dvd vuoti) osserviamo come le societa’ che detengono diritti di distribuzione di molte opere (ad esempio la S.I.A.E.) si arricchiscano alle spalle dei cittadini per ipotetici reati di violazioni di diritti d’autore.
Il meccanismo di prelievo è uno strumento grezzo.
Questa tassa sui supporti vergini serve per risarcire la S.I.A.E. dei furti subiti dalla pirateria.
Grazie a questa tassa quindi, i cittadini sono doppiamente autorizzati a prelevare anche da internet le opere che gli interessano.
Un artista guadagna una percentuale ridicola su ogni libro o cd venduto. Questo significa che l’artista, ora, grazie ad internet, puo’ diffondere la propria opera dirattamente senza dover investire alcun capitale. La sua popolarita’ aumenterebbe in modo esponenziale grazie alla libera circolazione della sua opera, tutti avranno modo di conoscerlo e potra’, sfruttado la sua popolarita’ guadagnare grandi somme di denaro.
Durante la conferenza inoltre si è parlato di DRM evidenziando come questo sistema stia cercando di trasferire il controllo dai giuristi agli economisti.
Il DRM infatti pone il pc degli utenti completamente in mano di coloro che hanno intenzione di sfruttare la lege ed i cittadini per trarne ingenti guadagni a discapito dei popoli. Il DRM non permette il libero accesso alla cultura, la libera comunicazione fra gli utenti, un libero scambio di informazioni, viola il diritto di privacy degli utenti e questo credo basti per far capire come i sistemi DRM non siano leggittimi. I cittadini sono contrari a questo sistema, mentre le poche multinazionali invece stanno facendo di tutto per estendere questo sistema su quanti piu’ dispositivi possibile. I cellulari per esempio adottano gia’ questo sistema da quando cono nate le suonerie a pagamento. Da una parte è stato creato l’MMS per una maggiore flessibilita’ di comunicazione e dall’altra il DRM che non permette che gli utenti si inviino le suonerie che hanno acquistato. Insomma, da una parte te lo danno e dall’altra te lo tolgono :)
Si è parlato di programmi di P2P, focalizzandosi particolarmente su Grokster, si è parlato di XrML come sistema DRM, si è accennato agli interventi che dovrebbe effettuare l’Anti-Trust su queste gigantesce multinazionali che stanno monopolizzando il mondo (Microsoft, Sony, …).
Il caso del DRM della Sony cmq. è solo l’inizio di cio’ che ci attenderebbe se permettessimo ai sistemi DRM di entrare nelle nostre case.
Per esempio, se un utente compra un nuovo pc con tecnologia DRM, automaticamente i file presenti su quel pc ritenuti “pirati” verrebbero eliminati. I Cd musicali masterizzati non funzioneranno piu’, i siti ritenuti “illegali” non saranno piu’ visualizzati, ecc ecc.
DRM non fa altro che rendere un pc inutilizzabile, praticamente inutile. Il DRM uccide internet, la condivisione, la banda larga, il progresso, con DRM torneremo solo indietro nel tempo perdendo i diritti dei quali ci stiamo riappropriando.