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La storia infinita dell’esame di Robotica

September 15th, 2007 · 0 Commenti · Informatica

Mi iscrissi all’esame di Robotica. Ho sempre amato i robot e mi interessava costruirne uno, partendo dalla teoria e arrivando alla pratica. Il corso di Robotica tenuto in universita Milano Bicocca del prof. Marchese era proprio cosi’. Si costruiva tutti insieme uno dei robot commerciali della DeAgostini e poi si studia un po’ di teoria.
Le lezioni sono abbastanza rapide e piacevoli. Un robot DeAgostini lo avevo a casa e lo avevo gia’ costruito e studiato. Diciamo che a lezione è stato bello vedere come applicare la matematica discreta al mondo reale :)
Eravamo tutti felici a fine corso quando poi abbiamo scoperto che non esisteva l’esame finale!
Non c’erano date, appelli, registrazioni a scritti o orali da fare. Non c’era nulla. Era tutta una montatura!
L’esame in se’ non esiste.
Le lezioni parlano di qualcosa, ma poi l’esame è tutta un’altra roba.
Le lezioni sonoo praticamente inutili al fine del superamento dell’esame!
Per superare l’esame il prof. Marchese ci invita a prendere un appuntamento con lui nel suo studio e di concordare un progetto.
I progetti stranamente sono tutti progetti a cui lui lavora e forse sono anche retribuiti!
Chiaramente noi studenti non percepiamo nulla, ma lui si avvale di forza-lavoro a gratis, il sogno di ogni imprenditore senza scrupoli!

Dato che quello che produco io è mio fino a che non decido di vendertelo, gli faccio presente che avrei lavorato al progetto e scritto codice solamente a condizione di rilasciare tutto con una licenza libera, ad esempio una Gnu/GPL!
Lui diventa pallido, si incazza e mi dice che non posso. Il codice che io scrivero’ sara’ parte di un progetto piu’ grande che non è libero. E’ poi che cosa sono queste idee di liberta’? Meglio chiuderlo, blindarlo e farci un sacco di soldi! SOLDI SOLDI SOLDI!

Capisco il bisogno di soldi, ma ci troviamo in un’universita’, nel tempio della cultura, e non di certo al mercato della frutta cazzo!

Capita la gabola decido di farmi indietro. Perdero’ ulteriore tempo per laurearmi, ma meglio perder tempo che perder la faccia.
Quindi con la mia dignita’ sotto braccio vado altrove a cercar fortuna. Tutto sommato cio’ che mi interessa è capire le cose, e avendo seguito le lezioni cmq. le basi di Robotica le ho apprese.

Reincontro dopo qualche tempo i miei vecchi compagni di corso, che avevano deciso di continuare con l’esame di Robotica nonostante la poca serieta’ del docente.
Erano passati 6 mesi, stavano lavorando al progetto e non avvano ancora completato l’esame.
Li reincontro dopo altri 6 mesi. 1 anno dopo che lavoravano al progetto… niente, ancora lavoravano a gratis per il professore, e non avevano uno straccio di documento in mano. Lavoravano per la gloria, per il docente, complici delo sfruttamento e privi di ogni gratificazione, ne accademica ne monetaria.
Passato altri 6 mesi.
Siamo a circa 1 anno e mezzo dall’inizio del progetto. Continuano a correre dietro il prof. Marchese per prendere questo benedetto esame, verblizzarlo a libretto e cambiare pagina. Un dottorando lascia il progetto a causa di incomprensioni con il docente, e questo porta un nuovo carico di lavoro sulle spalle dei miei compagni di studi.

Marchese è senza pieta’. Li abbandona nel baratro universitario, immergendoli completamente nel progetto. Loro scoppiano. Sono quasi passati due anni. Gli promette l’integrazione con un altro esame. Ben 12cfu (crediti formativi universitari) invece che 6cfu e la verbalizzazione di ben due esami.
Il gioco non regg ela candela.
Decidono di mollare.

Il lavoro che han fatto è andato perduto. Forse li riusciro’ a convincere di rilasciare “il loro codice” dato che lo han prodotto loro, in una licenza libera, contrastando in questo modo il lavoro sporco del docente. Inutile descrivermi la frustazione che si prova in questi casi. I miei compagni sono a pezzi e non lo trovo assolutamente giustificabile questo comportamento. E’ un metodo altamente discutibile, anzi no, non è discutibile, secondo me è semplicemente condannabile!

Spero la situazione cambi. Spero che altri docenti leggano questo documento e prendano provvedimenti. Spero nella giustizia universitaria e spero la Bicocca riesca a ripulire le sue file di docenti da questi opportunisti senza scrupoli.

Ci vuole sempre consapevolezza nella vita.

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