Milano, 5 giu. 08
Grave episodio di censura e discriminazione oggi all’Università degli Studi Milano Bicocca, dove il rettorato ha improvvisamente vietato una conferenza sui rapporti fra società e sessualità alternative. L’incontro, organizzato dal gruppo studentesco del Kollettivo Omosessuale Bicocca (www.kobmilano.it) e ironicamente intitolato “Master in Bicocca? No, slave!”, faceva parte di una serie di conferenze patrocinata dall’Ateneo, che aveva confermato l’approvazione formale già da dicembre scorso.
La revoca dell’approvazione è giunta senza preavvisi alle 13, appena un’ora e mezza prima dell’inizio della conferenza. È bastata una COMUNICAZIONE VERBALE del rettorato, e le guardie hanno provveduto a stracciare i volantini dell’iniziativa e chiudere l’aula preposta all’incontro, lasciando fuori circa 200 spettatori perplessi.
A lasciarci interdetti è stata anche la motivazione ufficiale:
attribuita inizialmente alla scarsa idoneità delle immagini scelte per pubblicizzare l’evento (un paio di manette e uno stivale fetish), ritenute non consone all’ambiente universitario.
In seguito è stata censurata la asserita banalizzazione della tematica per come emerge dalla realizzazione grafica prescelta, ma nonostante le sollecitazioni degli organizzatori dell’incontro
l’Università non ha rilasciato alcuna tempestiva comunicazione ufficiale o scritta (è giunta verso le 18, dopo diverse sollecitazioni),
lasciando tutti nell’imbarazzo di dovere annullare l’evento senza poter fornire ulteriori informazioni.
Occorre richiamare l’attenzione sull’articolo firmato da Paolo Apice, pubblicato oggi, 5 giugno 2008, sul Corriere della Sera relativo alla suddetta conferenza, sicuramente balzata agli occhi del rettorato nella rassegna stampa quotidiana.
Detto articolo, di una superficialità disarmante, offensivo sia per gli organizzatori che per l’immagine dell’Ateneo stesso, si commenta da solo.
Rimane tuttavia un forte dubbio su quanto sia casuale la concomitanza tra questa pubblicazione e la censura avvenuta, dato che la pubblicizzazione era iniziata due settimane prima. Lascia esterrefatti che l’Istituzione, anziché difendere il proprio operato, abbia voluto dissociarsi da quello che è in realtà un autorevole convegno scientifico.
I veri contenuti della conferenza avrebbero infatti dovuto riprendere un analogo intervento dei relatori al Convegno della Federazione Europea di Sessuologia, tenutosi in aprile a Roma con la più calorosa accoglienza della comunità scientifica internazionale. Fuori discussione anche l’autorevolezza degli intervenuti: Ayzad è un giornalista autore di BDSM –Guida per esploratori dell’erotismo estremo, un manuale di 800 pagine adottato come testo di studio anche all’Associazione Italiana di Sessuologia e Psicologia Applicata, mentre il prof. Alberto Caputo è uno psichiatra e uno dei massimi studiosi italiani nel campo delle parafilie.
“Mi dicono che parte del problema sia stato dovuto all’indicazione del mio sito Web, www.ayzad.com, sul materiale promozionale,” ha dichiarato Ayzad. “Forse per qualcuno potrà essere scandaloso, ma resta la fonte Internet di informazioni sull’erotismo estremo più consultata nel nostro Paese. È la prima volta che incontro un simile comportamento di censura, e sono amareggiato che accada proprio in un luogo nato per il libero scambio di idee e l’incontro di culture.”
“Siamo stupefatti perché ci hanno comunicato il blocco solo un’ora prima, oltretutto unicamente a voce e con motivazioni del tutto inconsistenti. L’Università si sarebbe fatta una migliore pubblicità lasciando che la conferenza avvenisse e mostrasse di essere un evento ben preparato ed interessante,” dice invece il KOB.
“Passato lo shock”(nei limiti del possibile), gli studenti hanno comunque già deciso di fissare una nuova data per l’evento con il benestare dell’Ateneo. Il giorno è ancora da definirsi.
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