Il web, spazio pubblico di condivisione di risorse, da oggi cambia il suo funzionamento. Spazio pubblico con vincoli “morali” che rallentano la ricerca e la sperimentazione. Fette di prosciutto per gli occhi dei ricercatori ficcanaso che studiano fenomeni e meccanismi e provano a spigarlo alle masse al fine di condividere il sapere umano.
La notizia è stata ripresa da Punto-Informatico. Si tratta di un archivio di più di 210 milioni di profili pubblici.
Il ricercatore è stato minacciato da Facebook: o i dati vengono cancellati o si valuterà nei tribunali. Il ricercatore ha mollato il colpo. La mancanza di supporto da parte di associazioni e/o organi di stato rende la vicenda inquietante.
Il ricercatore voleva pubblicare gratis un archivio contenente INFORMAZIONI PUBBLICHE, ma è stato dissuaso.
Del paradosso il ricercatore sembra essersene accorto:
Il file robots.txt è la fonte primaria di informazioni pubblicamente accessibili di “centinaia di motori di ricerca commerciali” e gli stessi dati raccolti da me, dice il ricercatore, sono ospitati e accessibili nella cache di Google senza nemmeno passare dai server di Facebook.
Potete leggere direttamente il comunicato di Andrew Noyes all’indirizzo:
http://gigaom.com/2010/04/01/facebook-data-deleted-after-lawsuit-threat/
2 risposte ↓
1 Facebook denuncia i ricercatori “ficcanaso” | IlTuoWeb.Net News // May 22, 2010 at 22:03
[...] Articolo originale: Facebook denuncia i ricercatori “ficcanaso” Tecnologia [...]
2 JARED // Jul 21, 2010 at 21:36
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