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	<title>Bicocca.NET &#187; Drm</title>
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	<description>Un portale di informatici dell'universita' Milano Bicocca</description>
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		<title>Il DRM riduce del 25% le batterie dei lettori MP3</title>
		<link>http://bicocca.net/2006/03/23/Il-DRM-riduce-del-25%-le-batterie-dei-lettori-MP3/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da uno studio condotto da &#8220;CNET&#8217;s MP3.com&#8221; è emerso che le batterie dei lettori Mp3 che supportano il DRM durano il 25% in meno!
Quando il DRM controlla l&#8217;autenticita&#8217; di un Mp3, la licenza e cosi&#8217; via&#8230; si genera un forte incremento dell&#8217;overhead che sarebbe anche la causa dell&#8217;esaurimento precoce delle batterie.
Un ulteriore analisi ha fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da uno studio condotto da &#8220;CNET&#8217;s MP3.com&#8221; è emerso che le batterie dei lettori Mp3 che supportano il DRM durano il 25% in meno!<br />
Quando il DRM controlla l&#8217;autenticita&#8217; di un Mp3, la licenza e cosi&#8217; via&#8230; si genera un forte incremento dell&#8217;overhead che sarebbe anche la causa dell&#8217;esaurimento precoce delle batterie.</p>
<p>Un ulteriore analisi ha fatto emergere il problema della latenza. Si manifesterebbe infatti in alcuni casi di cattiva lettura dei dati, una insopportabile lentezza nelle funzioni di playing.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://bicocca.net/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Linus, Linux, i DRM ed il Trusted Computing</title>
		<link>http://bicocca.net/2006/02/10/Linus-Linux-i-DRM-ed-il-Trusted-Computing/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Trusted Computing]]></category>

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		<description><![CDATA[Recentemente ha suscitato scalpore la notizia che Linus Torvalds, il creatore di Linux, abbia deciso di non adottare la nuova GNU Public License Rel. 3.0 (in fase di definizione) a causa dei limiti che questa licenza pone nella adozione e nell&#8217;uso di sistemi DRM (Digital Rights Management). Più o meno nello stesso periodo, ha suscitato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Recentemente ha suscitato scalpore la notizia che Linus Torvalds, il creatore di <b>Linux</b>, abbia deciso di non adottare la nuova <b>GNU Public License Rel. 3.0</b> (in fase di definizione) a causa dei limiti che questa licenza pone nella adozione e nell&#8217;uso di sistemi <b>DRM</b> (Digital Rights Management). Più o meno nello stesso periodo, ha suscitato una certa sorpresa negli utenti <b>la scoperta che il kernel di Linux incorpori già  da qualche tempo (dalla Rel. 2.6.12) i driver per i <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fritz-chip">Fritz Chip</a></b> prodotti da Atmel e da Infineon. Cosa sta succedendo? Linus Torvalds è forse impazzito? Si è venduto â€œanima e cuoreâ€ ai suoi datori di lavoro (TransMeta)? Cerchiamo di capirci qualcosa.
<p><strong>Linus ed i DRM</strong></p>
<p>In un suo famoso <a title="Linus on DRM" href="http://www.linuxtoday.com/developer/2003042401126OSKNLL">post del 2003</a> alla mailing list degli sviluppatori del kernel, Linus Torvalds ha esplicitamente detto che, secondo lui, i sistemi DRM sono perfettamente compatibili con la sua filosofia di lavoro e che quindi il kernel di Linux metterà  a disposizione degli sviluppatori gli strumenti necessari per creare ed usare questo tipo di sistemi.</p>
<p>In realtà , Linus è di fatto costretto ad adottare questa linea di condotta dal fatto che, senza supporto ai sistemi DRM, Linux risulterebbe tagliato fuori dal mercato dei contenuti (almeno di quelli prodotti dalle Major). Questa situazione è stata chiaramente descritta da molti osservatori, come <a title="News Com" href="http://news.com.com/Linux,+digital+rights+on+collision+course/2100-7344_3-5295804.html">NewsCom</a> .</p>
<p>Attualmente il kernel di Linux non mette a disposizione nessun particolare driver per il DRM per il banale motivo che ogni produttore di contenuti usa il suo sistema DRM, sempre rigorosamente chiuso e proprietario, ed è praticamente impossibile inserire i relativi driver in un kernel open source. Di conseguenza, il supporto di Linux al DRM è ancora, in larga misura, soltanto teorico. Qualche eccezione è presente a livello di applicazioni, come nel caso del lettore di file PDF Acrobat Reader che implementa al suo interno (e senza la collaborazione del kernel di Linux) il suo abituale sistema DRM proprietario.<br />
<strong><br />
Linus e le licenze software</strong></p>
<p>Linus Torvalds, in un <a title="Linus on GPL Rel 3.0" href="http://lkml.org/lkml/2006/1/25/273">post</a> più recente, si è dichiarato contrario all&#8217;idea che la licenza GNU che copre il software â€œOpen Sourceâ€ debba esplicitamente vietare l&#8217;uso di sistemi DRM. Per questo motivo, non ha nessuna intenzione di collaborare per rendere compatibile il suo codice con quanto previsto dalla GPL 3.0 in via di definizione.</p>
<p><strong>Linus ed il software proprietario</strong></p>
<p>Torvalds si è sempre dichiarato a favore della (pacifica) convivenza tra software libero e software proprietario. Ha più volte sostenuto che, attraverso la creazione di Linux, non aveva e non ha intenzione di â€œfare le scarpeâ€ a nessuno dei sistemi operativi proprietari esistenti (Windows e McOS).</p>
<p><strong>Linux ed il Trusted Computing</strong></p>
<p>In modo simile, il team di sviluppo di Linux (non solo Linus Torvalds) ha accettato di inserire nell&#8217;albero dei sorgenti del kernel (e di compilarlo di default) un piccolo insieme di driver per i Fritz Chip (Attualmente solo Atmel, IBM ed Infineon), creando di fatto una situazione di â€œsupporto al Trusted Computingâ€.</p>
<p>Anche nel caso del Trusted Computing, Linux è di fatto costretto a rendersi compatibile con questa tecnologia per evitare di restare tagliato fuori dal mercato del software e dei contenuti multimediali.</p>
<p><strong>Ha ragione Linus Torvalds o Richard M. Stallman?</strong></p>
<p>L&#8217;atteggiamento possibilista e tollerante di Linus Torvalds gli rende onore. Linus è una persona pacifica che non vuole dare origine a scontri ideologici ed a guerre di religione. Ogni sua azione è sempre stata improntata alla massima tolleranza ed il suo carattere cordiale è uno degli elementi chiave all&#8217;origine del grande successo di Linux tra gli sviluppatori della prima ora. Le sue azioni recenti in tema di DRM e di Trusted Computing sono certamente la logica conseguenza di questo carattere pacifico e del suo sano pragmatismo.</p>
<p>Tuttavia, alcune cose fanno riflettere sulla opportunità  di essere così accomodanti in tema di DRM e di Trusted Computing. Le cose più inquietanti sono le seguenti.</p>
<p><strong>Il DRM e Linux</strong></p>
<p>Implementare un sistema DRM all&#8217;interno di un sistema operativo aperto, come Linux, può essere difficile (ma certo non impossibile). Il codice è a disposizione di tutti e questo può facilitare l&#8217;opera dei â€œcrackerâ€. Per questo motivo, <em>una estensione al <a title="DMCA" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Digital_Millennium_Copyright_Act">Digital Millenium Copyright Act</a> proibisce espressamente di usare software Open Source in contesti in cui sono in gioco il copyright ed i sistemi DRM</em>.</p>
<p>Il risultato finale è che, in questo momento, la legge americana (ed in parte quella europea) tagliano fuori Linux (e tutto il software Open Source) dal mercato dei contenuti protetti (musica, film, etc.), nonostante i tentativi di Linus Torvalds di rendere questo sistema operativo e questo tipo di software accettabili alle industrie.</p>
<p>Linus e Linux non fanno la guerra al DRM, ma il DRM fa la guerra a Linux.</p>
<p><strong>Il Software Proprietario e Linux</strong></p>
<p>I rapporti tra il software proprietario e quello open source non sono mai stati idilliaci. Basti pensare al comportamento di Windows in fase di installazione (qualunque cosa presente sulla macchina viene semplicemente spazzata via, a partire da Linux e dal suo bootloader). Negli anni passati si sono avuti addirittura dei casi di vera guerra tecnologica da parte del mondo proprietario nei confronti di quello aperto. Basti pensare al caso della <a title="MS XboX" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Xbox">MS XboX</a>: un normalissimo PC protetto da misure hardware per impedire l&#8217;installazione di un sistema operativo (Linux) diverso da quello originale. Qualcosa di simile si verifica anche nel caso dei driver per le periferiche. Non è un mistero che molte case produttrici di schede ed altri dispositivi si rifiutino categoricamente di fornire i driver per Linux e/o di fornire le informazioni necessarie al loro sviluppo.</p>
<p>Anche in questo caso si può dire, senza tema di smentita, che mentre Linux non fa certo la guerra al software ed all&#8217;hardware proprietario, il mondo dei sistemi proprietari fa chiaramente una guerra aperta e spietata a Linux ed al software aperto.</p>
<p><strong>Il Trusted Computing e Linux</strong></p>
<p>Il caso più eclatante di rifiuto si verifica però nel caso del Trusted Computing. Come abbiamo già  spiegato in varie occasioni ed in vari contesti, il supporto al TC è indispensabile per evitare che Linux resti tagliato fuori dal mercato. Tuttavia, sembra che nonostante il supporto già  messo a disposizione alle tecnologie TC da parte di Linux, uno dei primi sistemi ad essere esplicitamente tagliato fuori dal mercato sarà  proprio Linux.</p>
<p>Tecnicamente, questo è possibile grazie al fatto che i produttori di software e di contenuti potranno decidere, liberamente ed in modo insindacabile, quali sistemi operativi e quali programmi potranno essere usati per â€œconsumareâ€ i loro prodotti. In questo modo, ad esempio, una casa editrice musicale potrà  decidere che per ascoltare i suoi brani potrenno essere usati solo Windows Vista ed uno specifico player. Niente Linux e niente lettori â€œalternativiâ€ (ed â€œinaffidabiliâ€).</p>
<p>Da un punto di vista meno tecnico, e più â€œcommercialeâ€, il fatto che possano essere blindati in questo stesso modo anche i documenti creati dalle applicazioni per l&#8217;ufficio (MS Office, ad esempio), potrebbe rendere di fatto impossibile utilizzare Linux ed OpenOffice per accedere ai documenti aziendali. Si verificherebbe la stessa situazione di <a title="Vendor lock-in" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Vendor_lock-in">vendor-lock</a> che si è verificata con i file di MS Word, ma priva di qualunque via di uscita.<br />
Ancora una volta, Linux ed il mondo Open Source, saggiamente, non fanno la guerra al Trusted Computing ma il mondo Trusted Computing sta sviluppando armi potentissime con cui fare la guerra a Linux ed al â€œmondo liberoâ€ (Open Source).</p>
<p>A questo punto, viene inevitabile domandarsi: â€œdata la fiera opposizione del mondo proprietario ad ogni ipotesi di software libero, ha ancora senso tentare un dialogo? Non è forse meglio forzare l&#8217;utente a scegliere una volta per tutte da che parte vuole stare? O stai con Windows, fai solo quello che ti permettono di fare e paghi ad ogni respiro, o stai con me, non paghi niente, sei libero ma non accedi più ai loro documenti.â€</p>
<p>Personalmente, credo che Richard M. Stallman sia nel giusto chiedendo a tutti gli sviluppatori di prendere una posizione chiara contro le tecnologie DRM (e, indirettamente, contro il TC). Le proposte di dialogo su questi temi sono già  state esplicitamente rifiutate dalla controparte (il mondo del software e dei contenuti proprietari) da molto tempo. Ma questa, naturalmente, è soltanto la mia, personalissima opinione.
</p>
<p>Fonte: <a href="http://laspinanelfianco.wordpress.com">La Spina Nel Fianco</a><br />
<br />Autore: Alessandro Bottoni<br />
<br />Licenza: <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/it/">Creative Commons di tipo â€œAttribuzione-NonCommerciale-NoOpereDerivate 2.0 Italy Licenseâ€</a></p>
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		<title>Windows Update. Benvenuti nell&#8217;era dei DRM!</title>
		<link>http://bicocca.net/2006/01/05/Windows-Update-Benvenuti-nellera-dei-DRM/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il codice che identifica l&#8217;aggiornamento è KB891122 e tanto per capirci stiamo parlando dell&#8217; &#8220;Aggiornamento per lettori multimediali compatibili con WMDRM&#8221;. Questo aggiornamento, risalente al 25/10/2005 segnala l&#8217;inizio dell&#8217;era dei DRM!
In soli 5.9 MB sono contenute le informazioni necessarie per consentire al vostro PC di accedere al contenuto a pagamento e protetto da Windows Media [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il codice che identifica l&#8217;aggiornamento è KB891122 e tanto per capirci stiamo parlando dell&#8217; &#8220;Aggiornamento per lettori multimediali compatibili con WMDRM&#8221;. Questo aggiornamento, risalente al 25/10/2005 segnala l&#8217;inizio dell&#8217;era dei DRM!<br />
In soli 5.9 MB sono contenute le informazioni necessarie per consentire al vostro PC di accedere al contenuto a pagamento e protetto da Windows Media Digital Rights Management.</p>
<p>Molto utile e conveniente oserei dire! Paghi la musica, la quale pero&#8217; è protetta e non si lascia trasferire sui tuoi cd per permetterti di sentirla in macchina ad esempio o a casa di un amico!</p>
<p>Al termine dell&#8217;installazione, potrebbe essere necessario riavviare il computer come precisato da Microsoft. Fate attenzione pero&#8217; che dopo il riavvio potreste anche trovarvi il PC privo di musica non protetta, cioè considerata illegale. Per maggiori info su questo concetto, ricercate il termine &#8220;Trusted Computing&#8221;</p>
<p>Ulteriori informazioni<br />
http://support.microsoft.com/kb/891122</p>
<p></p>
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		<title>Diritti d&#8217;autore, nuove Tecnologie e Digital Rights Management</title>
		<link>http://bicocca.net/2005/12/08/Diritti-dautore-nuove-Tecnologie-e-Digital-Rights-Management/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Licenze]]></category>

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		<description><![CDATA[In data 18/11/2005 nell&#8217;universita&#8217; milanese Bocconi c&#8217;è stata una conferenza tenuta da giuristi ed economisti internazionali su &#8220;Diritti d&#8217;autore, nuove Tecnologie e Digital Rights Management&#8221;. 
La conferenza apre con un analisi storica di come nasce il diritto d&#8217;autore. Viene evidenziato come questo diritto, nato gia&#8217; durante il medioevo, era inteso come un diritto al servizio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In data 18/11/2005 nell&#8217;universita&#8217; milanese Bocconi c&#8217;è stata una conferenza tenuta da giuristi ed economisti internazionali su &#8220;Diritti d&#8217;autore, nuove Tecnologie e Digital Rights Management&#8221;. <br />
La conferenza apre con un analisi storica di come nasce il diritto d&#8217;autore. Viene evidenziato come questo diritto, nato gia&#8217; durante il medioevo, era inteso come un diritto al servizio della cittadinanza. Molti testi infatti in quel periodo non venivano pubblicati per paura di perdere capitali in un investimento sbagliato, la diffusione costava moltissimo quindi molte opere restano nei cassetti. Il diritto d&#8217;autore certificava che un opera apparteneva ad una persona e solo quella persona poteva distribuire l&#8217;opera per un periodo relativamente breve di tempo sufficiente a rientrare nelle spese. Con il diritto d&#8217;autore gli artisti iniziarono quindi a pubblicare le loro opere.</p>
<p>Produrre opere è sempre stato per l&#8217;uomo un hobby, quindi non era prevista alcuna forma di retribuzione. La retribuzione pero&#8217; venne assicurata nel momento in cui si volle diffondere queste opere per arricchire le popolazioni. La retribuzione regolamentata dal diritto d&#8217;autore assicurava all&#8217;autore la possibilita&#8217; di diffondere la propria opera senza perdita di capitali. Per un&#8217;artista la priorita&#8217; era produrre per il proprio piacere e diffondere l&#8217;opera per diventare famoso. La diffusione dell&#8217;opera non era considerata come forma di guadagno come è inteso oggi pero&#8217;. Il guadagno era implicito nella diffusione.<br />
La visione del diritto d&#8217;autore come limitazione è stato introdotto dalla corrente romantica. </p>
<p>Attualmente il diritto d&#8217;autore è inteso come limitazione per il cittadino di usufruire dell&#8217;opera e questo è alimentato dalle societa&#8217; che detengono i diritti di distribuzione.<br />
Prima della venuta di internet, la distribuzione e la produzione di un opera richiedeva grandi finanziamenti. Ora che internet permette pero&#8217; una distribuzione diretta tra artista e cittadino, le major stanno muovendo i loro legali per strumentalizzare la legge per fini economici privati. La dato che la legge ha il compito di difendere il cittadino e non i colossi dell&#8217;economia, ecco che i giuristi mettono in discussione lutilizzo dei DRM e di altre forme di controllo.</p>
<p>Il diritto d&#8217;autore è formato dal: <br />
	- Diritto di esclusione<br />
	- Regola di responsabilita&#8217;<br />
	- Meccanismi di prelievo</p>
<p>Il diritto d&#8217;autore pero&#8217; non deve essere visto come antagonista al Diritto di cultura.</p>
<p>Il cittadino ha il diritto di accedere liberamente alla cultura, di aver accesso alle informazioni e di poter partecipare allo sviluppo dell&#8217;intera societa&#8217;.</p>
<p>La pirateria, che inizialmente era associata solo a coloro che guadagnavano in nero vendendo opere di terzi, oggi è estesa anche agli utilizzatori.<br />
Il cittadino pero&#8217; non puo&#8217; essere accusato di sfruttare un opera per fini privati xkè il diritto d&#8217;autore nasce proprio per garantire ai cittadine l&#8217;accesso alle opere.</p>
<p>Analizzando poi il caso italiano, cioè la presenza di una tassa sui supporti di registrazione vergini (Meccanismi di prelievo su vhs, cd, dvd vuoti) osserviamo come le societa&#8217; che detengono diritti di distribuzione di molte opere (ad esempio la S.I.A.E.) si arricchiscano alle spalle dei cittadini per ipotetici reati di violazioni di diritti d&#8217;autore.<br />
Il meccanismo di prelievo è uno strumento grezzo.</p>
<p>Questa tassa sui supporti vergini serve per risarcire la S.I.A.E. dei furti subiti dalla pirateria. <br />
Grazie a questa tassa quindi, i cittadini sono doppiamente autorizzati a prelevare anche da internet le opere che gli interessano.</p>
<p>Un artista guadagna una percentuale ridicola su ogni libro o cd venduto. Questo significa che l&#8217;artista, ora, grazie ad internet, puo&#8217; diffondere la propria opera dirattamente senza dover investire alcun capitale. La sua popolarita&#8217; aumenterebbe in modo esponenziale grazie alla libera circolazione della sua opera, tutti avranno modo di conoscerlo e potra&#8217;, sfruttado la sua popolarita&#8217; guadagnare grandi somme di denaro.</p>
<p>Durante la conferenza inoltre si è parlato di DRM evidenziando come questo sistema stia cercando di trasferire il controllo dai giuristi agli economisti.<br />
Il DRM infatti pone il pc degli utenti completamente in mano di coloro che hanno intenzione di sfruttare la lege ed i cittadini per trarne ingenti guadagni a discapito dei popoli. Il DRM non permette il libero accesso alla cultura, la libera comunicazione fra gli utenti, un libero scambio di informazioni, viola il diritto di privacy degli utenti e questo credo basti per far capire come i sistemi DRM non siano leggittimi. I cittadini sono contrari a questo sistema, mentre le poche multinazionali invece stanno facendo di tutto per estendere questo sistema su quanti piu&#8217; dispositivi possibile. I cellulari per esempio adottano gia&#8217; questo sistema da quando cono nate le suonerie a pagamento. Da una parte è stato creato l&#8217;MMS per una maggiore flessibilita&#8217; di comunicazione e dall&#8217;altra il DRM che non permette che gli utenti si inviino le suonerie che hanno acquistato. Insomma, da una parte te lo danno e dall&#8217;altra te lo tolgono :)</p>
<p>Si è parlato di programmi di P2P, focalizzandosi particolarmente su Grokster, si è parlato di XrML come sistema DRM, si è accennato agli interventi che dovrebbe effettuare l&#8217;Anti-Trust su queste gigantesce multinazionali che stanno monopolizzando il mondo (Microsoft, Sony, &#8230;).</p>
<p>Il caso del DRM della Sony cmq. è solo l&#8217;inizio di cio&#8217; che ci attenderebbe se permettessimo ai sistemi DRM di entrare nelle nostre case.</p>
<p>Per esempio, se un utente compra un nuovo pc con tecnologia DRM, automaticamente i file presenti su quel pc ritenuti &#8220;pirati&#8221; verrebbero eliminati. I Cd musicali masterizzati non funzioneranno piu&#8217;, i siti ritenuti &#8220;illegali&#8221; non saranno piu&#8217; visualizzati, ecc ecc.<br />
DRM non fa altro che rendere un pc inutilizzabile, praticamente inutile. Il DRM uccide internet, la condivisione, la banda larga, il progresso, con DRM torneremo solo indietro nel tempo perdendo i diritti dei quali ci stiamo riappropriando.</p>
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		<title>Prima di acquistare un nuovo PC, informatevi: DRM e TCPA</title>
		<link>http://bicocca.net/2005/11/24/Prima-di-acquistare-un-nuovo-PC-informatevi-DRM-e-TCPA/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Trusted Computing]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217; articolo che segue c&#8217;è un esempio simpatizzato degli svantaggi per gli utenti nell&#8217;utilizzare inconsapevolmente tecnologie di cui si parla tanto in questi giorni come ad esempio i DRM. Ricordiamo inoltre che i sistemi DRM sono gia&#8217; stati applicati anche ai nuovi telefoni cellulari quindi sarebbe bene informarsi prima di acquistare un prodotto!
Autore dell&#8217; articolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217; articolo che segue c&#8217;è un esempio simpatizzato degli svantaggi per gli utenti nell&#8217;utilizzare inconsapevolmente tecnologie di cui si parla tanto in questi giorni come ad esempio i DRM. Ricordiamo inoltre che i sistemi DRM sono gia&#8217; stati applicati anche ai nuovi telefoni cellulari quindi <b>sarebbe bene informarsi prima di acquistare un prodotto!</b><br />
Autore dell&#8217; articolo è Jack aka JackMauro aka Mauro che sul suo sito jack.logicalsystems.it ha delineato, in maniera semplice ed intuitiva, per utenti poco pratici di informatica, le conseguenze dei sistemi di controllo.</p>
<p><b>Si consiglia quindi un&#8217;attenta lettura dell&#8217;articolo: <a href="http://jack.logicalsystems.it/homepage/techinfo/Palladium.asp">WARNING: PALLADIUM INCOMING!!!&#8221;</a></b></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://bicocca.net/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Proprietà digitale &#8211; Diritti d&#8217;autore, nuove Tecnologie e Digital Rights Management</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
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		<category><![CDATA[Licenze]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo lo scandalo della Sony che nel nome della sicurezza ha &#8220;infettato&#8221; milioni di computer (inclusi i servizi segreti), l&#8217;universita&#8217; Bocconi (Milano) ha organizzato un incontro sul tema della Proprieta&#8217; Digitale e della tecnologia DRM.
L&#8217;appuntamento è: giorno 18/11/2005 ore 09:00 in Aula Perego.
Intervengono:
Piergaetano Marchetti, Luigi Carlo Ubertazzi, Martha Woodmansee, Maurizio Borghi, Paolo Auteri, Gustavo Ghidini, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo lo <a href="http://www.bicocca.net/web/index.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=316">scandalo della Sony</a> che nel nome della sicurezza ha &#8220;infettato&#8221; milioni di computer (inclusi i servizi segreti), l&#8217;universita&#8217; Bocconi (Milano) ha organizzato un incontro sul tema della Proprieta&#8217; Digitale e della tecnologia DRM.<br />
<strong>L&#8217;appuntamento è: giorno 18/11/2005 ore 09:00 in Aula Perego.</strong></p>
<p>Intervengono:<br />
Piergaetano Marchetti, Luigi Carlo Ubertazzi, Martha Woodmansee, Maurizio Borghi, Paolo Auteri, Gustavo Ghidini, Josef Drexl, Andrea Renda, Paolo Spada, Roberto Caso, Tanya Aplin, Marco Ricolfi, Paola Magnani, Laurent Manderieux, Maria Lillà  Montagnani</p>
<p>Organizzato da:<br />
IDC (Istituto di Diritto Comparato &#8220;A.Sraffa&#8221;), ASK (Art, Science and Knowledge)</p>
<p>Per informazioni e adesioni: Centro di ricerca ASK Tel. 02/5836.3603 e-mail: segridc@unibocconi.it</p>
<p><a href="http://www.unibocconi.it/doc_mime_view.php?doc_id=36590&amp;doc_seg_id=7">Programma</a><br />
<a href="http://www.unibocconi.it/index.php?proc_id=9&amp;nav_level1=344&amp;nav_level2=862&amp;nav_level3=0&amp;documento=36587&amp;procedura=0&amp;sub_action=0&amp;sub_param=&amp;sub_function_title=">Adesioni</a></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://bicocca.net/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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