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	<title>Bicocca.NET &#187; Linux</title>
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	<description>Un portale di informatici dell'universita' Milano Bicocca</description>
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		<title>Germania, c&#8217;è Linux in 33 università</title>
		<link>http://bicocca.net/2007/08/29/germania-ce-linux-in-33-universita/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è entusiasmo nel modo in cui molti hanno commentato la decisione assunta dallo stato tedesco Nord Reno-Vestfalia di adottare i sistemi operativi Linux di Novell in tutte le 33 università  locali. In questi istituti, frequentati da 560mila studenti, verranno adottati i sistemi Novell Suse, compreso Linux Enterprise Desktop.
Va detto che per Novell non è il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è entusiasmo nel modo in cui molti hanno commentato la decisione assunta dallo stato tedesco Nord Reno-Vestfalia di adottare i sistemi operativi Linux di Novell in tutte le 33 università  locali. In questi istituti, frequentati da 560mila studenti, verranno adottati i sistemi Novell Suse, compreso Linux Enterprise Desktop.</p>
<p>Va detto che per Novell non è il primo accordo del genere: altri contratti di fornitura sono già  stati stipulati con due lander.</p>
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		<title>IBM non passera&#8217; a Windows Vista, ma a Gnu/Linux</title>
		<link>http://bicocca.net/2006/03/07/IBM-non-passera-a-Windows-Vista-ma-a-GnuLinux/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Ibm]]></category>
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		<description><![CDATA[Novita&#8217; dal LinuxForum2006 durante il quale Andreas Pleschek, operante nell&#8217;IBM di Stuttgart, in Germany, ha annunciato che &#8220;nessuno passera&#8217; a Windows Vista&#8221;.
Da un report del Linux Forum 2006 infatti si legge che:
&#8220;Andreas Pleschek also told that IBM has cancelled their contract with Microsoft as of October this year. That means that IBM will not use [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Novita&#8217; dal LinuxForum2006 durante il quale Andreas Pleschek, operante nell&#8217;IBM di Stuttgart, in Germany, ha annunciato che &#8220;nessuno passera&#8217; a Windows Vista&#8221;.<br />
Da un report del <a href="http://www.linuxforum.dk/">Linux Forum</a> 2006 infatti si legge che:</p>
<p>&#8220;Andreas Pleschek also told that IBM has cancelled their contract with Microsoft as of October this year. That means that IBM will not use Windows Vista for their desktops. Beginning from July, IBM employees will begin using IBM Workplace on their new, Red Hat-based platform. Not all at once &#8211; some will keep using their present Windows versions for a while. But none will upgrade to Vista.&#8221;</p>
<p>Praticamente il contratto che IBM ha stipulato con Microsoft scadra&#8217; ad ottobre, e da quel giorno in poi qualcuno potrebbe continuare ad usare le attuali versioni di Windows, ma nessuno effettuera&#8217; l&#8217;aggiornamento a Windows Vista. Gia&#8217; da luglio infatti avverra&#8217; una migrazione usando sistemi operativi basati su Red-Hat.</p>
<p>Una questione ancora aperta è che non si sa precisamente se una tale politica verra&#8217; attuata solo in Germania o in tutta la sfera mondiale dell&#8217;IBM.</p>
<p>Il passaggio da &#8220;Windows + Office&#8221; a &#8220;Linux + OpenOffice.org&#8221; segnerebbe un passaggio epocale ed un punto ancora a favore di chi lotta contro il monopolio dei prodotti Microsoft.</p>
<p>Maggiori informazioni: <a href="http://www.groklaw.net/article.php?story=20060305214231974">LinuxForum Day 2</a></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://bicocca.net/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Linus, Linux, i DRM ed il Trusted Computing</title>
		<link>http://bicocca.net/2006/02/10/Linus-Linux-i-DRM-ed-il-Trusted-Computing/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Drm]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Trusted Computing]]></category>

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		<description><![CDATA[Recentemente ha suscitato scalpore la notizia che Linus Torvalds, il creatore di Linux, abbia deciso di non adottare la nuova GNU Public License Rel. 3.0 (in fase di definizione) a causa dei limiti che questa licenza pone nella adozione e nell&#8217;uso di sistemi DRM (Digital Rights Management). Più o meno nello stesso periodo, ha suscitato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Recentemente ha suscitato scalpore la notizia che Linus Torvalds, il creatore di <b>Linux</b>, abbia deciso di non adottare la nuova <b>GNU Public License Rel. 3.0</b> (in fase di definizione) a causa dei limiti che questa licenza pone nella adozione e nell&#8217;uso di sistemi <b>DRM</b> (Digital Rights Management). Più o meno nello stesso periodo, ha suscitato una certa sorpresa negli utenti <b>la scoperta che il kernel di Linux incorpori già  da qualche tempo (dalla Rel. 2.6.12) i driver per i <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fritz-chip">Fritz Chip</a></b> prodotti da Atmel e da Infineon. Cosa sta succedendo? Linus Torvalds è forse impazzito? Si è venduto â€œanima e cuoreâ€ ai suoi datori di lavoro (TransMeta)? Cerchiamo di capirci qualcosa.
<p><strong>Linus ed i DRM</strong></p>
<p>In un suo famoso <a title="Linus on DRM" href="http://www.linuxtoday.com/developer/2003042401126OSKNLL">post del 2003</a> alla mailing list degli sviluppatori del kernel, Linus Torvalds ha esplicitamente detto che, secondo lui, i sistemi DRM sono perfettamente compatibili con la sua filosofia di lavoro e che quindi il kernel di Linux metterà  a disposizione degli sviluppatori gli strumenti necessari per creare ed usare questo tipo di sistemi.</p>
<p>In realtà , Linus è di fatto costretto ad adottare questa linea di condotta dal fatto che, senza supporto ai sistemi DRM, Linux risulterebbe tagliato fuori dal mercato dei contenuti (almeno di quelli prodotti dalle Major). Questa situazione è stata chiaramente descritta da molti osservatori, come <a title="News Com" href="http://news.com.com/Linux,+digital+rights+on+collision+course/2100-7344_3-5295804.html">NewsCom</a> .</p>
<p>Attualmente il kernel di Linux non mette a disposizione nessun particolare driver per il DRM per il banale motivo che ogni produttore di contenuti usa il suo sistema DRM, sempre rigorosamente chiuso e proprietario, ed è praticamente impossibile inserire i relativi driver in un kernel open source. Di conseguenza, il supporto di Linux al DRM è ancora, in larga misura, soltanto teorico. Qualche eccezione è presente a livello di applicazioni, come nel caso del lettore di file PDF Acrobat Reader che implementa al suo interno (e senza la collaborazione del kernel di Linux) il suo abituale sistema DRM proprietario.<br />
<strong><br />
Linus e le licenze software</strong></p>
<p>Linus Torvalds, in un <a title="Linus on GPL Rel 3.0" href="http://lkml.org/lkml/2006/1/25/273">post</a> più recente, si è dichiarato contrario all&#8217;idea che la licenza GNU che copre il software â€œOpen Sourceâ€ debba esplicitamente vietare l&#8217;uso di sistemi DRM. Per questo motivo, non ha nessuna intenzione di collaborare per rendere compatibile il suo codice con quanto previsto dalla GPL 3.0 in via di definizione.</p>
<p><strong>Linus ed il software proprietario</strong></p>
<p>Torvalds si è sempre dichiarato a favore della (pacifica) convivenza tra software libero e software proprietario. Ha più volte sostenuto che, attraverso la creazione di Linux, non aveva e non ha intenzione di â€œfare le scarpeâ€ a nessuno dei sistemi operativi proprietari esistenti (Windows e McOS).</p>
<p><strong>Linux ed il Trusted Computing</strong></p>
<p>In modo simile, il team di sviluppo di Linux (non solo Linus Torvalds) ha accettato di inserire nell&#8217;albero dei sorgenti del kernel (e di compilarlo di default) un piccolo insieme di driver per i Fritz Chip (Attualmente solo Atmel, IBM ed Infineon), creando di fatto una situazione di â€œsupporto al Trusted Computingâ€.</p>
<p>Anche nel caso del Trusted Computing, Linux è di fatto costretto a rendersi compatibile con questa tecnologia per evitare di restare tagliato fuori dal mercato del software e dei contenuti multimediali.</p>
<p><strong>Ha ragione Linus Torvalds o Richard M. Stallman?</strong></p>
<p>L&#8217;atteggiamento possibilista e tollerante di Linus Torvalds gli rende onore. Linus è una persona pacifica che non vuole dare origine a scontri ideologici ed a guerre di religione. Ogni sua azione è sempre stata improntata alla massima tolleranza ed il suo carattere cordiale è uno degli elementi chiave all&#8217;origine del grande successo di Linux tra gli sviluppatori della prima ora. Le sue azioni recenti in tema di DRM e di Trusted Computing sono certamente la logica conseguenza di questo carattere pacifico e del suo sano pragmatismo.</p>
<p>Tuttavia, alcune cose fanno riflettere sulla opportunità  di essere così accomodanti in tema di DRM e di Trusted Computing. Le cose più inquietanti sono le seguenti.</p>
<p><strong>Il DRM e Linux</strong></p>
<p>Implementare un sistema DRM all&#8217;interno di un sistema operativo aperto, come Linux, può essere difficile (ma certo non impossibile). Il codice è a disposizione di tutti e questo può facilitare l&#8217;opera dei â€œcrackerâ€. Per questo motivo, <em>una estensione al <a title="DMCA" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Digital_Millennium_Copyright_Act">Digital Millenium Copyright Act</a> proibisce espressamente di usare software Open Source in contesti in cui sono in gioco il copyright ed i sistemi DRM</em>.</p>
<p>Il risultato finale è che, in questo momento, la legge americana (ed in parte quella europea) tagliano fuori Linux (e tutto il software Open Source) dal mercato dei contenuti protetti (musica, film, etc.), nonostante i tentativi di Linus Torvalds di rendere questo sistema operativo e questo tipo di software accettabili alle industrie.</p>
<p>Linus e Linux non fanno la guerra al DRM, ma il DRM fa la guerra a Linux.</p>
<p><strong>Il Software Proprietario e Linux</strong></p>
<p>I rapporti tra il software proprietario e quello open source non sono mai stati idilliaci. Basti pensare al comportamento di Windows in fase di installazione (qualunque cosa presente sulla macchina viene semplicemente spazzata via, a partire da Linux e dal suo bootloader). Negli anni passati si sono avuti addirittura dei casi di vera guerra tecnologica da parte del mondo proprietario nei confronti di quello aperto. Basti pensare al caso della <a title="MS XboX" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Xbox">MS XboX</a>: un normalissimo PC protetto da misure hardware per impedire l&#8217;installazione di un sistema operativo (Linux) diverso da quello originale. Qualcosa di simile si verifica anche nel caso dei driver per le periferiche. Non è un mistero che molte case produttrici di schede ed altri dispositivi si rifiutino categoricamente di fornire i driver per Linux e/o di fornire le informazioni necessarie al loro sviluppo.</p>
<p>Anche in questo caso si può dire, senza tema di smentita, che mentre Linux non fa certo la guerra al software ed all&#8217;hardware proprietario, il mondo dei sistemi proprietari fa chiaramente una guerra aperta e spietata a Linux ed al software aperto.</p>
<p><strong>Il Trusted Computing e Linux</strong></p>
<p>Il caso più eclatante di rifiuto si verifica però nel caso del Trusted Computing. Come abbiamo già  spiegato in varie occasioni ed in vari contesti, il supporto al TC è indispensabile per evitare che Linux resti tagliato fuori dal mercato. Tuttavia, sembra che nonostante il supporto già  messo a disposizione alle tecnologie TC da parte di Linux, uno dei primi sistemi ad essere esplicitamente tagliato fuori dal mercato sarà  proprio Linux.</p>
<p>Tecnicamente, questo è possibile grazie al fatto che i produttori di software e di contenuti potranno decidere, liberamente ed in modo insindacabile, quali sistemi operativi e quali programmi potranno essere usati per â€œconsumareâ€ i loro prodotti. In questo modo, ad esempio, una casa editrice musicale potrà  decidere che per ascoltare i suoi brani potrenno essere usati solo Windows Vista ed uno specifico player. Niente Linux e niente lettori â€œalternativiâ€ (ed â€œinaffidabiliâ€).</p>
<p>Da un punto di vista meno tecnico, e più â€œcommercialeâ€, il fatto che possano essere blindati in questo stesso modo anche i documenti creati dalle applicazioni per l&#8217;ufficio (MS Office, ad esempio), potrebbe rendere di fatto impossibile utilizzare Linux ed OpenOffice per accedere ai documenti aziendali. Si verificherebbe la stessa situazione di <a title="Vendor lock-in" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Vendor_lock-in">vendor-lock</a> che si è verificata con i file di MS Word, ma priva di qualunque via di uscita.<br />
Ancora una volta, Linux ed il mondo Open Source, saggiamente, non fanno la guerra al Trusted Computing ma il mondo Trusted Computing sta sviluppando armi potentissime con cui fare la guerra a Linux ed al â€œmondo liberoâ€ (Open Source).</p>
<p>A questo punto, viene inevitabile domandarsi: â€œdata la fiera opposizione del mondo proprietario ad ogni ipotesi di software libero, ha ancora senso tentare un dialogo? Non è forse meglio forzare l&#8217;utente a scegliere una volta per tutte da che parte vuole stare? O stai con Windows, fai solo quello che ti permettono di fare e paghi ad ogni respiro, o stai con me, non paghi niente, sei libero ma non accedi più ai loro documenti.â€</p>
<p>Personalmente, credo che Richard M. Stallman sia nel giusto chiedendo a tutti gli sviluppatori di prendere una posizione chiara contro le tecnologie DRM (e, indirettamente, contro il TC). Le proposte di dialogo su questi temi sono già  state esplicitamente rifiutate dalla controparte (il mondo del software e dei contenuti proprietari) da molto tempo. Ma questa, naturalmente, è soltanto la mia, personalissima opinione.
</p>
<p>Fonte: <a href="http://laspinanelfianco.wordpress.com">La Spina Nel Fianco</a><br />
<br />Autore: Alessandro Bottoni<br />
<br />Licenza: <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/it/">Creative Commons di tipo â€œAttribuzione-NonCommerciale-NoOpereDerivate 2.0 Italy Licenseâ€</a></p>
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		<title>Linux &#8211; la soluzione definitiva</title>
		<link>http://bicocca.net/2006/02/02/Linux-la-soluzione-definitiva/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Hacking]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo anni di prove e test, il nostro amico $pooky Hunter ci offre una rapida carrellata dei sistemi operativi che ha incontrato durante la sua vita informatica. Da Windows a Linux, passando per BSD e approdando alla fine su&#8230;
&#8220;Mi sembra ieri quando al liceo mi imbattei in uno strano cd con un pinguino sulla copertina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo anni di prove e test, il nostro amico $pooky Hunter ci offre una rapida carrellata dei sistemi operativi che ha incontrato durante la sua vita informatica. Da Windows a Linux, passando per BSD e approdando alla fine su&#8230;<br />
&#8220;Mi sembra ieri quando al liceo mi imbattei in uno strano cd con un pinguino sulla copertina ed una scritta all&#8217;interno che recitava: &#8220;RedHat 6.1&#8243;.<br />
In rete se ne parlava da tempo, non capivo bene cosa fosse questa GNU, cosa fossero le distribuzioni, etc&#8230; Per me Linux era una società  dal cappello rosso che regalava un sistema operativo alternativo a Windows, che avrebbe potuto permettermi di diventare un hacker.<br />
Come tanti ragazzi della mia generazione era quello il mio sogno, ma non sapevo nè come fare nè dove trovare i manuali per farlo&#8230; :-)<br />
L&#8217;unica cosa di cui ero sicuro era che tutti quei libroni con scritto HACKING, simboli di pirati e codici alla matrix servivano a poco o a nulla.<br />
In oltre &#8220;fare hacking&#8221; su Windows mi sembrava sensato grosso modo come fare un balletto di danza classica con un piedi dei &#8220;ferroni da stiro a carbonella di piombo fuso!&#8221;.<br />
Dopo varie peripezie: creazione di floppy di boot, ripartizionamenti, mbr, boot loader, stringhe da passare a mano al kppp (la famosa ATDX -> ATX3DX) per potersi connettere ad Internet&#8230; finalmente riuscii ad installare la mia prima distribuzione Linux.<br />
Non erano certamente tutte rose e fiori. OpenOffice non esisteva, koffice faceva pena e staroffice non me lo potevo permettere con un modem 56k, l&#8217;automount non esisteva (anche se adesso ne faccio volentieri a meno) e Lopster nemmeno (usavo WinMX in emulazione tramite wine).<br />
Ah una cosa c&#8217;era già : fanatici di GNOME e KDE si scannavano tra di loro anche all&#8217;epoca.<br />
D&#8217;altro canto incominciavano a girare troppi virus, spyware, trojan, dialer e altre robacce su Windows così decisi di stringere i denti.<br />
In fondo ICQ mi funzionava, potevo chattare con i miei amici e parlare con persone che già  capivano qualcosa di UNIX.<br />
Mi affascinavano i trojan, una volta ne fui anche ingenuamente vittima. Quando chiedevo a qualche &#8220;hacker&#8221; come si facesse ad entrare nel PC di qualcuno senza trojan mi rispondevano semplicemente: &#8220;telnet&#8221;.<br />
Mi ricordo quando provavo a telnettarmi all&#8217;indirizzo di vari server smtp e spedivo qualche mail, a quei tempi non perdevano molto tempo nella configurazione dei firewall&#8230; in fondo non facevo del male a nessuno.<br />
Oggi se gli girano le scatole segnalano alla finanza pure i ping, un tempo &#8220;Internet&#8221; non era così isterica.<br />
Un giorno decisi che la mia RedHat 6.1 era diventata vecchia e mi feci spedire 2 cd della Mandrake 7.1.<br />
Da allora fu amore a prima vista. La Mandrake era già  una distribuzione semplicissima e a quei tempi era praticamente RedHAt 100% compatibile, è demotivante quando vorresti fare tante cose ma non ci riesci&#8230; con la Mandrake bastava un click per fare tutto.<br />
Restai fedele alla Mandrake fino alla 9.1, ma la tradii con la mia ex (informaticamente parlando) quando avendo l&#8217;ADSL e volendo aggiornare il software dalla rete non mi trovai particolarmente bene con urpmi.<br />
RedHat 9 + yum come gestore di pacchetti e tornai lo spippolatore più felice di questo mondo.<br />
Il tempo passava, imparavo sempre più cose, frequentavo il LUG della mia città , partecipai anche ad una conferenza ad un Linux Day<br />
Mi ricordo ancora quando io ed un mio amico arrivammo al Linux Day della ******** con un ibook dove c&#8217;era installata una Debian, ci accolsero subito benissimo (non avevano capito chi fossimo) senza nemmeno chiederci niente arrivò il geek di turno e ci disse: &#8220;Wow ragazzi qui ci starebbe bene una bella Mandrake per PPC!&#8221; a quel punto ci cascarono le braccia ed il mio amico gli disse: &#8220;Veramente qui c&#8217;è una Debian per PPC con kernel ricompilato e patchato a mano da me&#8230; che in effetti sarei anche uno sviluppatore Debian (a tempo perso)&#8221;.<br />
Ci guardammo intorno e vedemmo un capannello di gente che sta sbavando davanti a noi, quel giorno capii che non ero più tanto newbie.<br />
Incominciarono le lezioni di informatica del mio corso di laurea, dato che studio medicina siamo in pochi ad usare Linux in quell&#8217;ambiente, guarda caso il mio prof. usava Slackware (a quei tempi mi sembrava una distro per masochisti).<br />
Facemmo amicizia e finì, complice anche lo sputtanamento del database degli rpm della mia RedHat (non installate mai rpm pacchettizzati per altre distro!) e i troppi bug della Fedora Core 1, che anch&#8217;io passai alla Slack, mi sembra fosse la 9.1.<br />
Aggiornata, veloce e stabilissima. Un altro mondo rispetto alla RedHat, in un anno di Slackware imparai più cose che nei tre precedenti.<br />
La bash non mi faceva più paura e compilare kernel era diventato ordinaria amministrazione.<br />
A lungo andare però trovai delle difficoltà  ad aggiornare ed installare nuovi pacchetti. Slapt-get e swaret (emerde vi consiglio di lasciarlo stare) danno una bella mano ma spesso ero costretto ad utilizzare sorgenti da pacchettizzare poi con checkinstall.<br />
Così cedetti ed un bel giorno passai a Debian.<br />
Al boot non è un fulmine, c&#8217;è una ridondanzza di script esagerata; però una volta configurata decentemente la sources.list dell&#8217;APT ci si ritrova con un sacco di software abbastanza aggiornato.<br />
In segreto però ammiravo la Gentoo, così veloce e aggiornatissima; ma purtroppo incompatibile con le mie risorse: non ho un processore che mi permette di compilare troppi sorgenti (lo so ci sono anche i precompilati, ma escono solo con le varie release e a me piace avere anche OpenOffice aggiornato), non voglio passare tutto quel tempo per fare un&#8217;installazione.<br />
Intanto un buon 70% dei miei amici era o stava passando a Linux, mi ritrovai quindi ad installare svariate Mandake, Fedora, SUSE, Ubuntu&#8230; sui loro PC.<br />
Di distro ne avevo provate tante, ma nessuna che mi soddisfacesse a pieno.<br />
Debian non aveva il KDE 3.4, OpenOffice2-beta e a volte pacchettizza in una maniera che trovo frustrante.<br />
Perchè fare 100mila pacchetti per un programma solo per aggiungere qualche plugin quando a volte si tratta solo di fare un binario di 100Kb più grande&#8230; finiva quindi che il pacchetto .deb di programmi tipo sylpheed, wesnoth e altri non presenti nei repository toccava farmeli da solo.<br />
Col Sylpheed di Debian non mi funzionava il supporto per il gpg, wesnoth compilato da me (sul mio pc) va 2 volte più veloce di quello dei repository Debian ufficiali.<br />
Secondo me speculazioni filosofiche e software non dovrebbero mischiarsi più del dovuto.<br />
Discorsi tipo: questo pacchetto non è abbastanza free, non possiamo metterlo neanche nei non-free, scaricatevelo ed installatevelo voi da soli se la vostra coscienza ve lo permette.<br />
E che palle!<br />
Fu così che mi sdegnai e passai al FreeBSD (5.2.1 se non sbaglio).<br />
A livello pratico era tipo una Gentoo, anzi meglio per quanto mi riguarda.<br />
Il boot è più veloce e sono disponibili tanti pacchetti precompilati, la gestione delle directory è impeccabile (/usr/local/etc per i file di configurazione dei port&#8230;), i ports sono uno spettacolo e portupgrade funziona abbastanza bene.<br />
Una cosa non mi piaceva tanto: non mi andava di appoggiarmi sempre a sysinstall o dover spulciare su internet per sapere cosa mettere nell&#8217;rc.conf per far partire un demone all&#8217;avvio.<br />
In più i packages non sono molto curati, non sono quantitativamente pari ai ports e non sono altrettanto aggiornati. Effettivamente, quelli del FreeBSD infatti incoraggiano l&#8217;uso dei ports.<br />
Quanto meno incominciai a prendere confidenza con il cvs, l&#8217;aggiornamento del sistema partendo dai sorgenti (make buildworld, buildkernel &#038; co. per intenderci) e rimasi col FreeBSD fino alla versione 5.4.<br />
Ormai presissimo dalla filosofia BSD decisi di esaminare anche le altre opzioni.<br />
Scaricai il cd NetBSD e lo provai sul mio server testing (Pentium 166).<br />
Non avevo mai visto un sistema operativo più spartano, sarà  anche UNIX standard ma c&#8217;è da perdere 2 ore prima di avere un rc.conf decente ed un sistema grafico funzionante. In più si fanno tanto grossi con il loro pkgsrc che ancora non capisco cosa faccia in più dei ports del FreeBSD.<br />
Certo, se avessi un i386 diskless o una SparcStation degli anni 80 probabilmente userei un NetBSD (che detto tra noi mi sembra più performante di una Debian su hardware particolarmente esotico).<br />
Eliminando a priori DragonflyBSD, PC-BSD e Desktop-BSD che per il momento non mi sembrano troppo maturi come progetti non mi restava altro che l&#8217;OpenBSD.<br />
Vado sul sito e scopra che non esiste un&#8217;iso completa scaricabile o mi adeguo con un&#8217;immagine per floppy o una mini iso di boot.<br />
Ma ero determinato e con l&#8217;aiuto di wget -m mi scaricai tutto l&#8217;occorrente per creare la mia ISO. Dopo una giornata di scaricamenti venne fuori un bel file openbsd_37.iso con un sacco di pacchetti precompilati (se qualcuno avesse bisogno di una ISO dell&#8217;OpenBSD 3.8 con kde-base, bash, fluxbox, mutt, pine, ettercap, nmap, mozilla, koffice, xfce4, gaim, gimp, etc&#8230; può trovarla qui sul mio server: ftp://xre.homeunix.org/pub/openbsd-i386-3.8.iso).<br />
L&#8217;unico intoppo durante l&#8217;installazione è stata la comprensione del tool di partizionamento dell&#8217;installer dell&#8217;OpenBSD, tutto il resto è filato liscio.<br />
L&#8217;init è un po&#8217; diverso da quello che siamo generalmente abituati a vedere su Linux.<br />
Partendo dal presupposto che tutti i *BSD sono dei veri sistemi operativi, non solamente dei kernel, dopo l&#8217;installazione ci troviamo di fronte ad un sistema che con l&#8217;OpenBSD ha di base: sendmail, apache, sshd, ftpd, pop3, bind, etc&#8230;<br />
Per utilizzare un servizio del sistema di base basterà  aprire il file /etc/rc.conf, leggere i commenti e applicare delle banalissime modifiche. Roba di una semplicità  disarmante. Servizi tipo ftpd, pop3, ntpd possono anche essere eseguiti con inetd attraverso una semplice modifica del file /etc/inetd.conf.<br />
Per far eseguire altri programmi all&#8217;avvio basterà  aggiungerli nell&#8217;rc.local.<br />
Tra l&#8217;altro con mio grande stupore mi sono accorto che sia apache (non spaventatevi se vedete che la versione è la 1.3.29, il fatto è che per problemi di licenze l&#8217;apache di OpenBSD si basa su quella versione che cmq è ultra-patchata da loro quindi aggiornatissima per quanto riguarda bug di sicurezza) che bind sono già  chrootati di default.<br />
Volendo tramite una semplice opzione nell&#8217;rc.conf apache può anche essere eseguito fuori dalla jail.<br />
Dalla versione 3.8 il sistema di gestione dei pacchetti pkg_add è notevolmente migliorato ed ora implementa l&#8217;opzione &#8220;-u&#8221;, con la quale è possibile aggiornare agevolmente i pacchetti.<br />
OpenBSD al contrario del Free consiglia l&#8217;uso dei precompilati, per la serie: perchè perdere tempo a compilare qualcosa che qualcuno ha già  compilato per voi? Sconsiglia pure di creare kernel personalizzati (il loro nel 99,9999&#8230;% dei casi va più che bene) e di non usare ottimizzazioni varie da passare al make.conf (tipo come si fa su Gentoo o sul FreeBSD).<br />
I pacchetti sono curatissimi, tutte le volte che viene installato qualcosa di particolare, ad esempio un server, ci vengono fornite anche delle semplici istruzioni su come fare per configurarlo ed avviarlo.<br />
Installare php, mysql o altro diventa più semplice che su un FreeBSD per un utente non troppo esperto.<br />
Anche la configurazione delle interfacce di rete sui *BSD è più intuitiva che su certe distro Linux. Le schede di rete non si chiamano eth0, eth1 etc&#8230; ma hanno il nome del loro driver: es. ne0, ne1&#8230; (NE2000 compatibile) xl0, xl1 (3Com 3c900)&#8230; nella /etc è presente un file mygate dove c&#8217;è scritto il gateway per la macchina e dei file del tipo hostname.ne0 dove c&#8217;è la configurazione della ne0. Risulta quindi facile gestire anche 3 o 4 schede di rete.<br />
Poi c&#8217;è PF il firewall: semplicemente un capolavoro. Secondo me per un router, un firewall, un dns o un gateway do qualsiasi tipo OpenBSD è il massimo.<br />
Però se nel frattempo vi arriva a casa un PIV 3000, volete il supporto per l&#8217;audio 5+1, i driver nvidia per la vostra nuova scheda grafica, usare k3b per masterizzare senza problemi i vostri DVD, se non vi va di usare OpenOffice tramite rpm Linux in emulazione&#8230; ecco che l&#8217;idea di tornare a Linux si insinuerà  nella vostra mente.<br />
Dopo aver visto alcuni degli elementi più promettenti tra i miei &#8220;discepoli&#8221; perdere la strada del bene per passare al MacOS X decisi che era ora di fare il punto della situazione.<br />
Volevo una Gentoo con un installer (la versione beta che c&#8217;è nel Live CD fa un po&#8217; pena per il momento), che mi permettesse di compilare facilmente dei sorgenti, che disponesse di tanti pacchetti precompilati e che fosse molto aggiornata (si sono un maniaco delle ultime versioni, i miei amici ancora mi rinfacciano quella volta in cui mi videro installare sul mio PC un programma in versione 0.01-pre-apha).<br />
Insomma la risposta alle mie preghiere, la distro che ho sempre sognato esiste e si chiama: Archlinux.</p>
<p>Boot velocissimo: in 40 secondi sono già  dentro il KDE, con Debian ci mettevo robe tipo 3 minuti&#8230;<br />
Gestione dei demoni stile BSD attraverso il file rc.conf per i server standalone, oppure tramite xinetd (evoluzione di inetd)<br />
abs che è l&#8217;equivalente dei ports dei BSD, che si aggiorna digitanto semplicemente da root &#8220;abs&#8221;<br />
pacman semplice ma efficace gestore di pacchetti tipo apt-get<br />
Software aggiornatissimo quasi lo pescassero ogni giorno dai cvs<br />
Possibilità  di creare e installare facilmente un &#8220;port&#8221; seguendo lo schema dei PKGBUILD e tramite il programma makepkg.&#8221;</p>
<p>Fonte: <a href="http://xre.homeunix.org/spooky/inf/mie_distro.html">http://xre.homeunix.org/spooky/inf/mie_distro.html</a><br />
<a href="mailto:spookyh@_NOSPAM_hotmail.com">Mail</a></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://bicocca.net/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Linus Torvalds non rilascera&#8217; Linux sotto Gnu/GPL v3</title>
		<link>http://bicocca.net/2006/01/26/Linus-Torvalds-non-rilascera-Linux-sotto-GnuGPL-v3/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Licenze]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>

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		<description><![CDATA[Linux, il sistema operativo nato da un&#8217;idea di Linux Torvalds non verra&#8217; rilasciato sotto la nuova licenza della Gnu, la GPL v3. Attualmente Linux è rilasciato sotto Gnu/GPL v2, ma non condividendo la nuova versione della Gnu, Torvads ha deciso di lasciare le cose cosi&#8217; come stanno.
Questo è quanto ha affermato infatti in una sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Linux, il sistema operativo nato da un&#8217;idea di Linux Torvalds non verra&#8217; rilasciato sotto la nuova licenza della Gnu, la GPL v3. Attualmente Linux è rilasciato sotto Gnu/GPL v2, ma non condividendo la nuova versione della Gnu, Torvads ha deciso di lasciare le cose cosi&#8217; come stanno.<br />
Questo è quanto ha affermato infatti in una sua mail indirizzata a <a href="http://lkml.org">Linux Kernel Mailing List</a></p>
<hr />
<big>Mail di Linus Torvalds</big></p>
<p>Date	Wed, 25 Jan 2006 17:39:16 -0500 (EST)<br />
From	Linus Torvalds <><br />
Subject	Re: GPL V3 and Linux &#8211; Dead Copyright Holders</p>
<p>On Wed, 25 Jan 2006, Chase Venters wrote:<br />
> <br />
> This means that when the code went GPL v1 -> GPL v2, the transition was<br />
> permissible. Linux v1.0 shipped with the GPL v2. It did not ship with a<br />
> separate clause specifying that &#8220;You may only use *this* version of the GPL&#8221;<br />
> as it now does. (I haven&#8217;t done any research to find out when this clause was<br />
> added, but it was after the transition to v2).</p>
<p>Bzzt. Look closer.</p>
<p>The Linux kernel has _always_ been under the GPL v2. Nothing else has ever <br />
been valid.</p>
<p>The &#8220;version 2 of the License, or (at your option) any later version&#8221; <br />
language in the GPL copying file is not &#8211; and has never been &#8211; part of the <br />
actual License itself. It&#8217;s part of the _explanatory_ text that talks <br />
about how to apply the license to your program, and it says that _if_ you <br />
want to accept any later versions of the GPL, you can state so in your <br />
source code.<br />
The Linux kernel has never stated that in general. Some authors have <br />
chosen to use the suggested FSF boilerplate (including the &#8220;any later <br />
version&#8221; language), but the kernel in general never has.</p>
<p>In other words: the _default_ license strategy is always just the <br />
particular version of the GPL that accompanies a project. If you want to <br />
license a program under _any_ later version of the GPL, you have to state <br />
so explicitly. Linux never did.</p>
<p>So: the extra blurb at the top of the COPYING file in the kernel source <br />
tree was added not to _change_ the license, but to _clarify_ these points <br />
so that there wouldn&#8217;t be any confusion. </p>
<p>The Linux kernel is under the GPL version 2. Not anything else. Some <br />
individual files are licenceable under v3, but not the kernel in general. </p>
<p>And quite frankly, I don&#8217;t see that changing. I think it&#8217;s insane to <br />
require people to make their private signing keys available, for example. <br />
I wouldn&#8217;t do it. So I don&#8217;t think the GPL v3 conversion is going to <br />
happen for the kernel, since I personally don&#8217;t want to convert any of my <br />
code. </p>
<p>> If a migration to v3 were to occur, the only potential hairball I see is if<br />
> someone objected on the grounds that they contributed code to a version of the<br />
> kernel Linus had marked as &#8220;GPLv2 Only&#8221;. IANAL.</p>
<p>No. You think &#8220;v2 or later&#8221; is the default. It&#8217;s not. The _default_ is to <br />
not allow conversion.</p>
<p>Conversion isn&#8217;t going to happen.</p>
<p>		Linus</p>
<hr />
<p><b>Approfondimento</b> <br />
<a href="index.php?name=News&#038;file=article&#038;sid=419">Le novità  della GPLv3, intervista a Stefano Maffulli</a></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://bicocca.net/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Gnu/Linux KANOTIX per il tuo nuovo hardware</title>
		<link>http://bicocca.net/2006/01/13/GnuLinux-KANOTIX-per-il-tuo-nuovo-hardware/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>

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		<description><![CDATA[Per coloro i quali credono che le soluzioni proprietarie siano più avanti nel rilevamento e nella configurazione automatica dell&#8217;hardware, allora non hanno provato KANOTIX.
Infatti &#8220;&#8230;KANOTIX è una solida distribuzione Linux basata su Debian &#8220;Sid&#8221;, contiene tutti i programmi più aggiornati e riconosce più hardware recente di ogni altro sistema operativo&#8230;&#8221; Inoltre con Kanotix-Installer dal Live-CD [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per coloro i quali credono che le soluzioni proprietarie siano più avanti nel rilevamento e nella configurazione automatica dell&#8217;hardware, allora non hanno provato KANOTIX.<br />
Infatti &#8220;&#8230;KANOTIX è una solida distribuzione Linux basata su Debian &#8220;Sid&#8221;, contiene tutti i programmi più aggiornati e riconosce più hardware recente di ogni altro sistema operativo&#8230;&#8221; Inoltre con Kanotix-Installer dal Live-CD in un baleno si installa sul proprio Hard Disk, e quindi usando apt-get si hanno a disposizione oltre 8.000 pacchetti di Debian &#8220;Sid&#8221;. Avendo provato la versione a 64bit, mi è sembrata a dir poco un missile&#8230; ;-)</p>
<p>Maggiori info: <a href="http://kanotix.com">kanotix.com</a></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://bicocca.net/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Un sistema operativo (Gnu/Linux) come Screen Saver di Windows?!</title>
		<link>http://bicocca.net/2005/12/22/Un-sistema-operativo-GnuLinux-come-Screen-Saver-di-Windows/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>

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		<description><![CDATA[Chris Ward, dalla Cambridge University ha esposto una documentazione, sul sito dell&#8217;IBM per lanciare una distribuzione Gnu/Linux come semplice ScreenSaver di Wndows. Un LiveCD ci dimostra che, si, Linux puo&#8217; essere lanciato sotto Windows.
Ma la tecnologia che è alla base di questa chicca è QEMU ( free.oszoo.org/index-2.html ), un progetto  Free Software che non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chris Ward, dalla Cambridge University ha esposto una documentazione, sul sito dell&#8217;IBM per lanciare una distribuzione Gnu/Linux come semplice ScreenSaver di Wndows. Un LiveCD ci dimostra che, si, Linux puo&#8217; essere lanciato sotto Windows.<br />
<b>Ma la tecnologia che è alla base di questa chicca è <a href="http://free.oszoo.org/index-2.html">QEMU ( free.oszoo.org/index-2.html )</a>, un progetto  Free Software che non centra nulla con l&#8217;IBM!</b></p>
<p>Il progetto QEMU infatti coinvolge diverse universita&#8217; e, in Italia, tra gli sviluppatori abbiamo Renzo Davoli, Professore dell&#8217; Università  di Bologna ed autore di <a href="http://www.nonsiamopirati.org/manifesto.html">www.nonsiamopirati.org/manifesto.html</a>.</p>
<p>QEMU non viene usato solo per lanciare GNU/Linux sotto Windows, ma anche per lanciare Windows sotto Gnu/Linux ed anche Mac OS!</p>
<p><a href="http://free.oszoo.org"><br />
Sito ufficiale:<br />
free.oszoo.org</a></p>
<p><a href="http://www-128.ibm.com/developerworks/linux/library/l-scrnsave/"><br />
Articolo di Chris Ward:<br />
www-128.ibm.com/developerworks/linux/library/l-scrnsave/<br />
</a></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://bicocca.net/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>AutoPackage &#8211; Una rivoluzione per i desktop GNU/Linux</title>
		<link>http://bicocca.net/2005/12/19/AutoPackage-Una-rivoluzione-per-i-desktop-GNULinux/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>

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		<description><![CDATA[Stanchi di trovarvi di fronte a programmi per linux che non siano disponibili anche per la vostra distribuzione preferita? Odiate trovare programmi in formato .deb o .rpm incompatibili con il vostro sistema?
Beh, allora ecco a voi AutoPackage.org
AutoPackage è un esempio di programma eseguibile multi-distribuzione per sistemi Linux. Se non avete ancora installato autopackage sulla vostra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stanchi di trovarvi di fronte a programmi per linux che non siano disponibili anche per la vostra distribuzione preferita? Odiate trovare programmi in formato .deb o .rpm incompatibili con il vostro sistema?<br />
Beh, allora ecco a voi <a href="http://www.AutoPackage.org">AutoPackage.org</a><br />
AutoPackage è un esempio di programma eseguibile multi-distribuzione per sistemi Linux. Se non avete ancora installato autopackage sulla vostra console linux, non preoccupatevi, basta che scarichiate un programma qualsiasi .package e tutto si sistemera&#8217; da se.</p>
<p>Nel momento dell&#8217;installazione di un programma infatti, avviene un check per controllare se è disponibile una nuova versione di autopackage, se cosi allora viene scaricata la nuova versione altrimenti restate con quella corrente. In caso che non abbiate ancora autopackage, il sistema provvedera&#8217; scaricandolo direttamente e proseguirete con l&#8217;installazione del vostro programma selezionato.</p>
<p>La grafica ricorda molto quella di Windows, la semplicita&#8217; d&#8217;installazione invece è maggiore come la sua versatilita&#8217; d&#8217;altronde.</p>
<p>Attualmente è stata gia&#8217; superata la versione 1, ma molto lavoro c&#8217;è ancora da fare anche sul piano delle dipendenze e della stabilita&#8217;.</p>
<p>Personalmente l&#8217;ho testato e devo dire che è un progetto davvero interessante.</p>
<p>L&#8217;utilizzo attraverso interfaccia grafica è intuitivo.<br />
Alcuni esempi di utilizzo da shell invece sono:</p>
<p>// Installare un programma<br />
$ package install <nome programma></p>
<p>//Visualizzare i programmi installati<br />
$ package list</p>
<p>// Rimuovere un programma<br />
$ package remove <nome programma></p>
<p>AutoPakage.org è un progetto per Linux dedicato all&#8217;utente pigro che non ha voglia di compilare codici sorgenti, rimediare alle dipendenze a mano o sottostare alla limitata disponibilita&#8217; di software precompilato a volte modificato e ridistribuito dagli sviluppatori della propria distribuzione.</p>
<p>Al momento sono pochi i programmi che rilasciano ufficialmente il proprio software per linux con la tecnologia autopackage, quindi sarebbe bene che mandiate un po&#8217; di e-mail ai vostri produttori di software :)<br />
PS: Firefox 1.5 è disponibile e l&#8217;ho testato: Funziona una meraviglia!</p>
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		<item>
		<title>Contro il Linux Day? NO! Ma contro il logo si!</title>
		<link>http://bicocca.net/2005/11/11/Contro-il-Linux-Day-NO-Ma-contro-il-logo-si/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>

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		<description><![CDATA[I ragazzi del Lug di Genova (LugGE) hanno deciso di boicottare il logo del Linux Day per diversi motivi, primo tra questi è la politica con il quale esso è stato scelto. Gnu/Linux è un sistema (operativo) considerato &#8220;orizzontale&#8221;, mentre il Linux Day, in data 8 novembre 2005 è stato accusato di non rispecchiare quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I ragazzi del Lug di Genova (LugGE) hanno deciso di boicottare il logo del Linux Day per diversi motivi, primo tra questi è la politica con il quale esso è stato scelto. Gnu/Linux è un sistema (operativo) considerato &#8220;orizzontale&#8221;, mentre il Linux Day, in data 8 novembre 2005 è stato accusato di non rispecchiare quella filosofia che caratterizza la comunita&#8217; che c&#8217;è dietro. Il logo del Linux Day infatti non sembra esser frutto di una comunita&#8217; che coopera, ma piuttosto una croce piombata dal cielo.</p>
<p>Trovate tutte le informazioni dettagliate su questa protesta su:<br />
<b><a href="http://www.linux.genova.it/index.php?web=04_cosa_facciamo/04_Linux_Day/2005/boicotta_il_logo/index.html">LugGE &#8211; Boicottiamo il logo del Linux Day</a></b></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://bicocca.net/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Adesso a GNU/Linux le aziende comprano e regalano i brevetti!</title>
		<link>http://bicocca.net/2005/11/11/Adesso-a-GNULinux-le-aziende-comprano-e-regalano-i-brevetti/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Brevetti software]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa potrbbe be essere la domanda spontanea dopo la nascita di Open Invention Network (OIN), una società  nata unicamente per acquisire brevetti e rilasciarli royalty-free per promuovere GNU/Linux e l&#8217;OSS. Che non si tratti di una piccola realtà  in caccia di pubblicità , lo dicono i suoi investitori, nomi del calibro di IBM, Novell, Philips, Red [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa potrbbe be essere la domanda spontanea dopo la nascita di Open Invention Network (OIN), una società  nata unicamente per acquisire brevetti e rilasciarli royalty-free per promuovere GNU/Linux e l&#8217;OSS. <br />Che non si tratti di una piccola realtà  in caccia di pubblicità , lo dicono i suoi investitori, nomi del calibro di IBM, Novell, Philips, Red Hat ed anche Sony.<br />
Inoltre questa società , presumo la prima nel suo settore, ha il merito di aver creato e proposto un nuovo modello di brevetto, che viene poi condiviso liberamente per rendere più facile la realizzazione di applicazione per GNU/Linux.<br />
Un elemento chiave nen determinato è che l&#8217;obiettivo non è il mondo Open Source nella sua totalità , ma GNU/Linux e le sue applicazioni.<br />
&#8220;La libera collaborazione è fondamentale per l&#8217;innovazione e la crescita economica, pertanto il supporto a realtà  come GNU/Linux è doveroso, in quanto eventuali ritardi nel suo sviluppo sarebbero un danno per tutti&#8221;.<br />
Secondo Jerry Rosenthal, chief executive officer di Open Invention Network è tempo che si crei un modello di brevetto adatto a GNU/Linux.<br />
I brevetti in possesso di Open Invention Network saranno rilasciati com modalità  royalty-free a privai associazioni e società , a patto che si impegnino a non fare cause in merito a brevetti verso GNU/Linux e le sue applicazioni.<br />
Le stime di OIN prevedono inoltre un giro d&#8217;affari per GNU/linux di 80 milioni di dollari per il 2008.<br />
Cosa ne pensate della politica di &#8220;non aggressione&#8221; come soluzione per difendere GNU/Linux dai brevetti?<br />
Onestamente mi sembra un placebo che non potrà  portare lontano, mentre la soluzione di OIN mi sembra un passo oltre, anche se non ancora ottimale, ma molto pragmatica, in quanto IMHO, credo che sarà  impossibile non arrivare ai brevetti software nel medio lungo periodo, visti gli interessi in gioco.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://bicocca.net/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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