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	<title>Bicocca.NET &#187; P2P</title>
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	<description>Un portale di informatici dell'universita' Milano Bicocca</description>
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		<title>Politica e P2P &#8211; Come sono andati i fatti</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[P2P]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Durante il governo che va dal 2001 al 2006, il primo ministro (Silvio Berlusconi) ha scelto i ministri italiani. Ricordando per dovere di cronaca che Silvio Berlusconi (e la sua famiglia) sono propietari di aziende come:
Mediaset SpA
Rti (Reti televisive italiane: Canale5, Italia1, Rete4)
Mediatrade (produzione fiction televisive)
Videotime (produzione programmi televisivi)
Mediadigit (televisione digitale e internet)
Euroset (televisione)
Gestevision Telecinco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Durante il governo che va dal 2001 al 2006, il primo ministro (Silvio Berlusconi) ha scelto i ministri italiani. Ricordando per dovere di cronaca che Silvio Berlusconi (e la sua famiglia) sono propietari di aziende come:</p>
<p>Mediaset SpA<br />
Rti (Reti televisive italiane: Canale5, Italia1, Rete4)<br />
Mediatrade (produzione fiction televisive)<br />
Videotime (produzione programmi televisivi)<br />
Mediadigit (televisione digitale e internet)<br />
Euroset (televisione)<br />
Gestevision Telecinco (proprietaria del canale televisivo spagnolo Telecinco)<br />
Albacom (telefonia fissa e internet)<br />
Eurosei (?)<br />
Medusa Film SpA (societa&#8217; di produzione cinematografica)<br />
Medusa Video<br />
Cinema5<br />
Il Teatro Manzoni<br />
Blockbuster Italia<br />
Milan A.C. SpA</p>
<p>tralasciando i settori finanziari, immobiliari, editoriali, annuaristica, e internet e new media.</p>
<p><b>Prima</b> del governo-Berlusconi, in Italia venivano puniti per violazione del diritto d&#8217;autore solamente coloro che praticavano la pirateria a fine di lucro.</p>
<p><b>Dopo</b> il governo-Berlusconi, in Italia vengono puniti tutti coloro che praticano la pirateria.</p>
<p>Quando in passato si duplicavano le cassette, non era reato, oggi lo è. Questo cambiamento è la conseguenza della legge stilata dal Ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani, scelto con cura dal primo ministro Silvio Berlusconi, alleato di Fini, Bossi, &#8230;</p>
<p>La maggior parte dei cittadini italiani condivide con gli amici i propri cd/cassette audio visive sicuramente non a fini di lucro, ma per spirito solidale. L&#8217;acquisto di materiale originale spesso non è fattibile a causa dell&#8217;elevato prezzo, sicuramente non accessibile a tutti. Questo fa si che si creino differenze culturali tra i diversi strati della societa&#8217; italiana.</p>
<p>Il senatore Fiorello Cortiana (partito dei Verdi), alleato con Prodi, Rutelli, Bertinotti, &#8230; ha lottato e continua a lottare contro questo cambiamento.</p>
<p>E&#8217; palese l&#8217;interese privato dietro cui si è varata una legge in sfavore di tutti i cittadini italiani, tranne che di uno, il nostro capo del governo Silvio Berlusconi che vedeva ogni giorno una perdita per le proprie tasche a causa della condivisione solidale tra i cittadini.</p>
<p>Da notare comunque che questa non vuole essere una critica contro qualcuno, ma semplicemente una ricostruzione dei fatti.</p>
<p>Mentre si lavorava al cambiamento della legge, il ministro Urbani affermava che nessun cittadino italiano sarebbe mai stato arrestato, oggi pero&#8217; possiamo leggere da punto-informatico, il quotidiano di internet (dal 1996) che: </p>
<p>&#8220;Il Nucleo Provinciale della Guardia di Finanza di Brescia ha condotto un&#8217;operazione [...] coadiuvata dai tecnici della Federazione contro la Pirateria musicale, ha riguardato utenti di Lombardia, Lazio, Piemonte e Puglia ed è stata generata, &#8220;da autonoma attività  info-investigativa e volta alla repressione dello scambio illegale di files musicali in rete&#8221;</p>
<p>&#8220;Sono infatti 15 i server sequestrati dal Nucleo Regionale PT della Guardia di Finanza milanese, tutti ricondotti dagli inquirenti alla comunità  di Freeazzurra, i cui siti di riferimento sono, come noto, sotto sequestro ormai da diversi giorni. Secondo gli inquirenti quei server consentivano la condivisione di milioni di file musicali da parte di migliaia di utenti.&#8221;</p>
<p>&#8220;Nel corso delle indagini, i cybercop milanesi hanno potuto individuare i soggetti che partecipavano al network, una rete che si avvaleva, come accennato, di due siti di appoggio e 3 web radio che ritrasmettevano online i contenuti senza autorizzazione.&#8221;</p>
<p>&#8220;In seguito a questi rilievi, le Fiamme Gialle hanno condotto 39 perquisizioni in cinque regioni italiane, tutte legate &#8211; specifica una nota della Guardia di Finanza &#8211; a massicce attività  di sharing.&#8221;</p>
<p>&#8220;In realtà  Wild Sharer non si è ancora conclusa: la Guardia di Finanza è infatti al lavoro per chiarire molti dettagli della questione e, specifica la nota, &#8220;identificare tutte le persone coinvolte nell&#8217;illecito&#8221;. Per ora sono 44 i denunciati in questa operazione.&#8221;</p>
<p>Alcune delle persone arrestate sono minorenni, inoltre sono tutti ragazzi che spesso vivono in casa con le famiglie a praticare questo genere di &#8220;pirateria&#8221;. I genitori vengon sempre costretti a pagare fortissime multe, pena il carcere per i loro figli!</p>
<p>Il P2P significa letteralmente interconnessione fra due, o piu&#8217; computer (peer to peer).<br />
Lo sharing significa condivisione.</p>
<p>Per le prossime elezioni, scegliete con la vostra testa chi votare!</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fbicocca.net%2F2006%2F04%2F05%2FPolitica-e-P2P-Come-sono-andati-i-fatti%2F&amp;title=Politica%20e%20P2P%20%26%238211%3B%20Come%20sono%20andati%20i%20fatti" id="wpa2a_2"><img src="http://BICOCCA.NET/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Libero, Emule, ADSL QoS e Limitazioni</title>
		<link>http://bicocca.net/2006/03/09/Libero-Emule-ADSL-QoS-e-Limitazioni/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[P2P]]></category>

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		<description><![CDATA[Molti utenti che usano l&#8217;ADSL di Libero ci segnalano di avere problemi ad usare programmi di file-sharing (Emule ad esempio) ed hanno risconstrato una notevole riduzione di banda. Ecco Libero come ha risposto&#8230;

Quality of Service (QoS) per un miglior utilizzo della banda larga
Libero applica una policy per il corretto utilizzo della banda larga (&#8221;fair use&#8221;) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molti utenti che usano l&#8217;ADSL di Libero ci segnalano di avere problemi ad usare programmi di file-sharing (Emule ad esempio) ed hanno risconstrato una notevole riduzione di banda. Ecco Libero come ha risposto&#8230;<br />
<hr />
<b>Quality of Service (QoS) per un miglior utilizzo della banda larga</b></p>
<p>Libero applica una policy per il corretto utilizzo della banda larga (&#8221;fair use&#8221;) allo scopo di migliorare la qualità  media del servizio a vantaggio di tutti i Clienti. Una politica che privilegia il traffico &#8220;conversazionale&#8221; (navigazione, posta, VoIP&#8230;) rispetto a quello generato da software di file sharing: ma solo negli orari di punta, solo se necessario e solo per le ADSL che non sono su rete di Libero.</p>
<p>Libero applica una policy di QoS per il corretto utilizzo della banda larga (&#8221;fair use&#8221;), allo scopo di migliorare la qualità  media del servizio a vantaggio di tutti i Clienti.</p>
<p>Una applicazione molto diffusa in rete è il P2P o software di file sharing, che trasmette e riceve costantemente file di grandi dimensioni. Questo genere di attività  utilizza molta banda ADSL, in entrambe le direzioni di invio e ricezione e può ridurre sensibilmente la velocità  dei Clienti che usano altre applicazioni durante le ore di punta.</p>
<p>Iniziamo col chiarire che la policy di QoS adottata da Libero non blocca alcun tipo di traffico. Al contrario privilegia, solo in orari di picco e solo se si rende necessario, il traffico &#8220;conversazionale&#8221; (HTTP per la navigazione, RTP per il VoIP, i protocolli per la gestione della posta elettronica ecc&#8230;) rispetto al traffico generato da software di P2P o file sharing.<br />
Fuori dagli orari di punta e quando non è necessario non è attiva alcuna policy di QoS.</p>
<p>Pensiamo che sia la politica più equa perchè protegge la qualità  del servizio per i nostri Clienti quando la maggior parte di loro usa l&#8217;ADSL e, allo stesso tempo, consente anche a chi fa uso di software molto &#8220;avidi di banda&#8221; di continuare a trasmettere e ricevere senza possibili rallentamenti fuori delle ore di picco.</p>
<p>La policy si rende necessaria in particolare per i Clienti la cui linea ADSL non è direttamente collegata alla rete di accesso di Libero e quindi dove i parametri di qualità  non sono<br />
completamente sotto il nostro controllo. In questi casi, infatti, negli orari di picco (tipicamente nel pomeriggio/sera dei giorni feriali) si possono verificare fenomeni di congestione.<br />
Pertanto la policy di QoS non viene applicata ai Clienti che sono collegati direttamente alla rete d&#8217;accesso di Libero, sulla quale la banda disponibile è di gran lunga superiore al fabbisogno.</p>
<p>Infine, stiamo rilevando l&#8217;insorgere di alcuni disservizi, legati in particolare all&#8217;utilizzo del software &#8220;eMule&#8221;. Stiamo lavorando con il fornitore della tecnologia di routing (tecnologia che costituisce la base della policy) per risolvere tali problemi al più presto.</p>
<hr />
da <a href="http://assistenza.libero.it/inprimopiano/full255.phtml">Assitenza Libero</a></p>
<p>Maggiori informazioni: <a href="index.php?name=News&#038;file=article&#038;sid=422">Ora basta! ADSL ed il blocco di eMule</a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fbicocca.net%2F2006%2F03%2F09%2FLibero-Emule-ADSL-QoS-e-Limitazioni%2F&amp;title=Libero%2C%20Emule%2C%20ADSL%20QoS%20e%20Limitazioni" id="wpa2a_4"><img src="http://BICOCCA.NET/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Ora basta! ADSL ed il blocco di eMule</title>
		<link>http://bicocca.net/2006/01/31/Ora-basta-ADSL-ed-il-blocco-di-eMule/</link>
		<comments>http://bicocca.net/2006/01/31/Ora-basta-ADSL-ed-il-blocco-di-eMule/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[P2P]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo articolo, pervenuto da www.emule.it e scritto da Skynetman &#8211; eMule.it illustra le limitazioni imposte dai fornitori ADSL in Italia ed le relative ripercussioni sul mondo P2P ed in modo specifico di Emule.
Come operatori nel canale di aiuto
italiano all&#8217;interno di eMule sono sempre maggiori le segnalazioni di utenti
comprensibilmente inferociti per i malfunzionamenti con la linea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo articolo, pervenuto da <a href="http://www.emule.it/guida_emule/guide/ora_basta.asp">www.emule.it</a> e scritto da Skynetman &#8211; eMule.it illustra le limitazioni imposte dai fornitori ADSL in Italia ed le relative ripercussioni sul mondo P2P ed in modo specifico di Emule.<br />
<hr />Come operatori nel <a href="../aiuto_online/esperti_online.asp">canale di aiuto<br />
italiano</a> all&#8217;interno di eMule sono sempre maggiori le segnalazioni di utenti<br />
comprensibilmente inferociti per i malfunzionamenti con la linea ADSL di alcuni<br />
provider italiani: Libero, Eutelia, Cheapnet e Telvia.</p>
<p>&nbsp; Si lamentano una serie di disservizi con eMule tra cui<br />
  il blocco della navigazione internet qualora eMule sia funzionante, l&#8217;impossibilità <br />
  di far funzionare Kademlia, distacchi continui dai server ed2k, velocità  ridicole<br />
  della linea stessa qualora miracolosamente si riesca a scaricare (e limitazioni<br />
  a velocità  prossime a quelle di un 56k anche per l&#8217;utilizzo di altri p2p).</p>
<p>Finora l&#8217;unico consiglio che si poteva dare era quello di provare<br />
  ad utilizzare delle porte diverse da quelle standard (4662 e 4672) per il funzionamento<br />
  di emule, ma adesso questa soluzione non è più efficace. (Un tentativo era utilizzare<br />
  una di queste accoppiate per TCP-UDP: 1755-1756, 7070-7071, 80-443, 443-453</p>
<p>Tutto questo deriva dall&#8217;applicazione di un sistema di limitazione del traffico P2P acquistato dai provider (vedi l&#8217;articolo <a href="http://punto-informatico.it/p.asp?i=54373" target="_blank">In Italia prove di guerra al P2P</a> su Punto Informatico) che si basa sull&#8217;analisi dei pacchetti (Forse <a href="http://www.cisco.com/en/US/products/ps6150/index.html" target="_blank">questo</a>?).</p>
<p>      In particolare da sottolineare le affermazioni di un manager Cisco secondo qui &#8220;Si tratta di una piattaforma hardware e software che è stata applicata per la   prima volta in Giappone, con successo, per limitare l&#8217;impatto del traffico   peer-to-peer. &#8230; Permette ai provider di fare bandwidth   shaping, blocking o redirezione di traffico per <strong>togliere banda alle   applicazioni peer-to-peer</strong> e riservarne quindi di più ad altri servizi&#8221;.</p>
<p>Tradotto: gli operatori ADSL vi stanno fregando e noi sappiamo perchè.</p>
<p>Wind stessa ha ammesso l&#8217;utilizzo di questa tecnologia su Libero (vedi <a href="http://punto-informatico.it/p.asp?i=56172&amp;p=3&amp;r=PI" target="_blank">Un bidone le ADSL 4 Megabit?</a> di PI): </p>
<p>        &#8220;Da qualche giorno abbiamo attivato un engine che, in caso di traffico elevato,   dà  priorità  a quello più prezioso per l&#8217;utenza residenziale: navigazione, posta,   VoIP&#8221;. Il tutto,  &#8220;a scapito del resto, per esempio del peer to peer&#8221;.   </p>
<p>Quando avete sottoscritto il contratto adsl avete ottenuto accesso a INTERNET senza alcuna limitazione. Oggi il P2P è parte di internet, anzi il 70% del traffico mondiale di dati è proprio per il P2P (tra cui eMule).<br />
        Bloccando<br />
          il P2P le compagnie telefoniche vengono meno al contratto sottoscritto e spero che qualcuno più esperto di noi (magari uno dei tanti movimenti consumatori) si affretti a intentare qualche causa legale: certa gente conosce solo il linguaggio degli avvocati e dei soldi.<br />
        Non fatevi fregare. Il P2P non è illegale. E&#8217; illegale scaricare materiale protetto da copyright. Non possono bloccare il P2P e dirvi di non usarlo (una delle risposte stupide dei call center). E&#8217; come vietare i coltelli da cucina perchè potrebbero essere usati per uccidere le persone. </p>
<p>Certo che questo metodo è interessante. Invece di COMPRARE altre linee dalla Telecom per soddisfare il traffico dei loro utenti, queste compagnie cercano di STROZZARE gli utenti dando loro sempre meno.<br />
        Non contente, promettono velocità  sempre più alte (24 Mbit???) che però potete usare solo per navigare sul www.<br />
        Peccato nessuno dica che per navigare sul web basta e avanza una adsl 640Kbps da 20 euro al mese.</p>
<p>Due sono le cose: o questi signori si affrettano a sbloccare le linee o fareste meglio a disdire e passare a provider che non effettuano queste limitazioni (Alice adsl attualmente non ha questi problemi).</p>
<p>        Qualora TUTTI gli operatori si mettessero d&#8217;accordo la soluzione migliore è disdire l&#8217;adsl e passare ad una flat a 56K o passare ad un contratto a velocità  minima: perchè continuare a farsi prendere in giro? </p>
<p>Secondo il nuovo regolamento approvato da poco (vedi <a href="http://punto-informatico.it/p.asp?i=56702&amp;p=5&amp;r=PI" target="_blank">ADSL italiana, cambia tutto</a> su PI), il passaggio ad un operatore diverso viene velocizzato:<br />
        &#8220;L&#8217;utente non dovrà  più chiedere la disdetta della vecchia ADSL e aspettare che   la linea venga liberata, per poi ordinare la nuova ADSL. <strong>Sarà    sufficiente chiedere la linea al nuovo operatore</strong>, che poi si occuperà    delle pratiche del passaggio. La richiesta della nuova ADSL vale insomma anche   come disdetta della precedente.&#8221;<br />
        ATTENZIONE PERO&#8217;:<br />
        &#8220;&#8230; l&#8217;utente <strong>è comunque tenuto a pagare l&#8217;eventuale canone   della vecchia ADSL</strong> fino a scadenza naturale del contratto. Se si ha   un&#8217;ADSL con canone, conviene quindi chiedere la nuova ADSL una quarantina di   giorni prima della scadenza del vecchio contratto.&#8221;</p>
<p>      Il preavviso minimo per Libero è di 60 giorni dalla scadenza annuale del contratto (200â‚¬ di penale se andate sotto i 60 gironi). In caso di disdetta immediata  ci sono penali per i mesi di anticipo rispetto alla fine dell&#8217;anno: da 11 a 8 mesi 200â‚¬, da 7 a 4 mesi  100â‚¬, meno di 3 mesi 50â‚¬. (Consultate il <a href="http://assistenza.libero.it/areaclienti/download/CCALLTINFO_LIBERO_CNS_dic05.pdf">contratto</a>).<br />
      L&#8217;anno inizia a partire dal mese di attivazione (fatturazione della prima bolletta).</p>
<p>      Altri contratti sono meno vincolanti (ad esempio alice si può disdire quando si vuole dopo il primo anno, vedi <a href="http://www.alice.it/alice/static/html/pop_condizionicontrattuali_content.html">qui</a>). </p>
<p>Una telefonata al 187 di Telecom Italia (simulando un utente che volesse passare da Libero ad Alice) ha chiarito che il call center non ne sa nulla di questa novità . Forse se telefoniamo 10 volte e facciamo la media delle risposte otterremo delle indicazioni corrette&#8230;.</p>
<p>Intanto date un segno. Cominciate a telefonare (Libero ha il 155). Il servizio consumatori lo state pagando col vostro abbonamento: approffittatene. :) </p>
<p>Una cosa è certa: non domandate a noi di risolvere il problema, non possiamo farci nulla.<br />
      Non tutte le colpe sono però da attribuire ai provider perchè spesso sono gli utenti a non configurare correttamente eMule: controllate la pagina dei <a href="../utilizzo/suggerimenti.asp">suggerimenti</a> prima di lamentarvi con loro !!</p>
<p>NOTA: Ci sembra che molti utenti Libero che manifestano il problema siano  allacciati alla rete Telecom Italia e non direttamente alla dorsale Wind ad alta velocità  (presente solo in poche grandi città ).<br />
        Per avere conferma di essere tra i gli sfortunati sottoposti alle limitazioni di cui parliamo sopra potete andare alla pagina di <a href="http://155.libero.it/pls/portal30/w155.page_offerta.libero" target="_blank">Libero</a> e dove c&#8217;è la casella &#8220;Verifica la copertura adsl&#8221; inserite il numero telefonico del vostro vicino di casa (infatti se siete già  abbonati non funziona).<br />
        Se la risposta è &#8220;Non sei ancora raggiunto dalla rete a banda larga di Libero&#8221; state utilizzando la rete su cui Libero mette le restrizioni. (Oppure chiedete al 155 se da voi arriva la 12 Mbit).</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fbicocca.net%2F2006%2F01%2F31%2FOra-basta-ADSL-ed-il-blocco-di-eMule%2F&amp;title=Ora%20basta%21%20ADSL%20ed%20il%20blocco%20di%20eMule" id="wpa2a_6"><img src="http://BICOCCA.NET/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>P2P e Web server- La gaffe di Punto-Infomatico.it</title>
		<link>http://bicocca.net/2005/12/18/P2P-e-Web-server-La-gaffe-di-Punto-Infomaticoit/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[P2P]]></category>
		<category><![CDATA[PI]]></category>

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		<description><![CDATA[Un articolo dal titolo &#8220;Il P2P si muove contro la RIAA&#8221; di punto-informatico.it è completamente da dimenticare. E&#8217; infatti stato confuso durante l&#8217;intero articolo il concetto di P2P e Web.
Punto inforamtico recita così:
&#8220;[...] nelle scorse ore è stato pubblicato un nuovo software, o meglio il fix di un software precedente, pensato per difendere gli utenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un articolo dal titolo &#8220;<a href="http://punto-informatico.it/p.asp?i=56865&#038;r=PI">Il P2P si muove contro la RIAA</a>&#8221; di punto-informatico.it è completamente da dimenticare. E&#8217; infatti stato confuso durante l&#8217;intero articolo il concetto di P2P e Web.<br />
Punto inforamtico recita così:<br />
&#8220;[...] nelle scorse ore è stato pubblicato un nuovo software, o meglio il fix di un software precedente, pensato per difendere gli utenti dalle aggressioni informatiche delle major sul P2P.&#8221;</p>
<p>Ma questo non è affatto vero, infatti, andando sul <a href="http://www.quicksilverscreen.com/content/dirindexfaker.html">sito che diffonde tale software</a> si legge che il &#8220;software&#8221; in realta&#8217; altro non è che un semplice script php che genera un indice html contenente link fasulli che hanno come nome i titoli di film, canzoni e software.<br />
Quest&#8217;indice html poi verra&#8217; inserito in un server web e ciò permetterà  agli utenti di rallentare gli spider web della RIAA.</p>
<p>Ma questo non centra nulla con le reti P2P, quindi cari lettori non crediate di salvarvi dalla caccia che sta conducendo la RIAA in questo modo.</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/P2p">Cosa è il P2P?</a><br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Web">Cosa è il Web?</a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fbicocca.net%2F2005%2F12%2F18%2FP2P-e-Web-server-La-gaffe-di-Punto-Infomaticoit%2F&amp;title=P2P%20e%20Web%20server-%20La%20gaffe%20di%20Punto-Infomatico.it" id="wpa2a_8"><img src="http://BICOCCA.NET/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>EFF: inutile la crociata antiP2P</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un nuovo rapporto dell&#8217;associazione per le libertà  digitali dimostra che la raffica di denunce delle major contro gli appassionati di musica non ha provocato alcuno scossone nella crescita dei sistemi di file sharingNew York (USA) &#8211; Il dato potrebbe ormai sembrare persino ovvio ai più smaliziati osservatori del settore, ma Electronic Frontier Foundation (EFF) ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un nuovo rapporto dell&#8217;associazione per le libertà  digitali dimostra che la raffica di denunce delle major contro gli appassionati di musica non ha provocato alcuno scossone nella crescita dei sistemi di file sharing<br />New York (USA) &#8211; Il dato potrebbe ormai sembrare persino ovvio ai più smaliziati osservatori del settore, ma <a href="http://www.eff.org" target="ontop" rel="nofollow">Electronic Frontier Foundation (EFF)</a> ha ancora una volta deciso di raccogliere ed analizzare numeri per dare un quadro piuttosto preciso sull&#8217;andamento del peer-to-peer rispetto alla <a href="http://punto-informatico.it/cerca.asp?s=p2p+denunce&amp;B=CERCA&amp;r=PI" target="ontop" rel="nofollow">crociata antipirateria</a> condotta dalle major negli Stati Uniti, dove è nata, prima di estendersi a tutto il Mondo.</p>
<p>Il nuovo rapporto della EFF, denominato emblematicamente &#8220;RIAA contro il popolo: due anni dopo&#8221; (disponibile <a href="http://www.eff.org/IP/P2P/RIAAatTWO_FINAL.pdf" target="ontop" rel="nofollow">qui</a> in pdf), si lega ad una serie di <a href="http://www.eff.org/news/archives/2005_11.php#004116" target="ontop" rel="nofollow">altri rapporti</a> sviluppati dalla celebre associazioni per le libertà  digitali che nel loro insieme affermano alcuni principi fondamentali: la maggior parte degli appassionati denunciati per il download o la condivisione di file musicali su Internet non può permettersi i processi. Da qui nasce l&#8217;accettazione di compromessi extragiudiziali.</p>
<p>&#8220;Delle milioni di persone che ogni giorno scaricano musica dal P2P &#8211; ha spiegato Fred von Lohmann, uno dei legali di punta della EFF &#8211; RIAA ne sceglie arbitrariamente alcune centinaia da denunciare ogni mese. Molte di queste famiglie si trovano in difficoltà  finanziarie. Ma, nonostante la pubblicità  data a questi casi, gli studi dimostrano che l&#8217;uso del P2P cresce invece di diminuire&#8221;.</p>
<p>Il riferimento di von Lohmann è evidentemente alle più <a href="http://punto-informatico.it/p.asp?i=47954" target="ontop" rel="nofollow">autorevoli analisi</a> condotte sul fenomeno, che rappresentano una situazione inequivocabile: il P2P continua a crescere. E la consapevolezza che le crociate non bastano come deterrente sta facendosi largo <strong>anche all&#8217;interno dell&#8217;industria</strong>. Qualcuno tra i rappresentanti delle major ha infatti iniziato ad <a href="http://punto-informatico.it/p.asp?i=54326" target="ontop" rel="nofollow">ammettere</a> che il traffico di materiale protetto da diritto d&#8217;autore non fa che aumentare. </p>
<p>Da qui, evidentemente, i punti interrogativi di EFF sul senso ultimo del continuare a denunciare poche centinaia di persone tra cui il caso, citato nel rapporto dell&#8217;associazione, di una madre a cui sono stati chiesti 500mila dollari di danni per i download della figlia. &#8220;Dopo due anni di denunce &#8211; conclude von Lohmann &#8211; c&#8217;è una sola conclusione da tirare: denunciare gli appassionati di musica non è la risposta al dilemma P2P&#8221;.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fbicocca.net%2F2005%2F11%2F04%2FEFF-inutile-la-crociata-antiP2P%2F&amp;title=EFF%3A%20inutile%20la%20crociata%20antiP2P" id="wpa2a_10"><img src="http://BICOCCA.NET/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>P2P, major bloccate in Francia</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Storica decisione quella del Garante francese: i produttori non potranno utilizzare sul P2P strumenti automatici di identificazione degli utenti. Le major &#8211; dice il Garante &#8211; non possono sostituirsi all&#8217;autorità  giudiziariaParigi &#8211; Ha l&#8217;aria di una decisione storica quella assunta dalla Commission Nationale de l&#8217;Informatique et de la Libertè (CNIL),
decisione secondo cui la privacy degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Storica decisione quella del Garante francese: i produttori non potranno utilizzare sul P2P strumenti automatici di identificazione degli utenti. Le major &#8211; dice il Garante &#8211; non possono sostituirsi all&#8217;autorità  giudiziaria<br />Parigi &#8211; Ha l&#8217;aria di una decisione storica quella assunta dalla <em>Commission Nationale de l&#8217;Informatique et de la Libertè</em> (<a href="http://www.cnil.fr/" target="ontop" rel="nofollow">CNIL</a>),<br />
decisione secondo cui la privacy degli utenti internet vale ancora<br />
qualcosa, quantomeno più delle preoccupazioni delle major<br />
dell&#8217;audiovisivo e, in particolare della &#8220;Sociètè des Auteurs,<br />
Compositeurs et Editeurs de Musique&#8221; (SACEM), della &#8220;Sociètè pour<br />
l&#8217;administration du Droit de Reproduction Mècanique&#8221; (SDRM), della<br />
&#8220;Sociètè Civile des Producteurs Phonographiques&#8221; (SCPP) e della<br />
&#8220;Sociètè civile des Producteurs de Phonogrammes en France&#8221; (SPPF). Non<br />
a caso della questione in queste ore stanno parlando molto blog e forum<br />
transalpini.</p>
<p>In sostanza, la CNIL ha negato ai detentori dei diritti la possibilità  di inviare un <strong>avvertimento automatico personalizzato</strong></p>
<p>agli utenti peer-to-peer coinvolti in operazioni che l&#8217;industria<br />
considera illegali. Un giochino che contava sul coinvolgimento dei<br />
provider affinchè questi <strong>inoltrassero</strong> via email il &#8220;warning&#8221; all&#8217;utente individuato grazie al suo IP.</p>
<p>Secondo CNIL, i produttori <strong>non possono rivolgersi ai provider</strong> per chiedere loro di associare IP e nome-utente per due diverse ragioni. </p>
<p>La<br />
prima è che al provider non può essere richiesto di inviare messaggi<br />
&#8220;didattici&#8221; ai propri utenti, laddove lo stesso provider non dovrebbe<br />
conoscere nemmeno cosa gli utenti fanno sulle proprie reti nè è tenuto<br />
a <strong>conservare i dati di accesso ad internet</strong>, ovvero i log necessari al funzionamento del giochino. <br />La<br />
seconda è che la Corte Costituzionale francese già  nel 2004 ha<br />
determinato che l&#8217;unica a poter associare IP e nome-utente è, in caso<br />
di bisogno, l&#8217;<strong>autorità  giudiziaria</strong>.</p>
<p>Ma non è<br />
tutto qui: come rilevano alcuni siti francesi in queste ore, CNIL ha<br />
anche negato all&#8217;industria la legittimità  dell&#8217;utilizzo di <strong>dispositivi-spia</strong></p>
<p>sulle reti del peer-to-peer, pensati per ricercare e conservare i dati<br />
delle operazioni condotte online dagli utenti, associando veri e propri<br />
log a numeri IP. Misure che secondo CNIL non sono affatto proporzionate<br />
alle finalità , quelle cioè di denunciare utenti coinvolti in attività <br />
di condivisione illegale.</p>
<p>Secondo la CNIL, infatti, non sono strumenti che hanno come scopo la realizzazione di azioni legali <strong>limitate alla lotta antipirateria</strong><br />
ma dispositivi che possono portare &#8220;alla raccolta massiva di dati sulle<br />
singole persone&#8221; e, ancor peggio, &#8220;permettere il monitoraggio continuo<br />
e completo delle reti di scambio-file peer-to-peer. </p>
<p>Il Garante<br />
ha negato l&#8217;autorizzazione all&#8217;attivazione di questi strumenti anche<br />
perchè non si limitano a sondare gli utilizzi eventualmente illeciti<br />
degli strumenti informatici per la condivisione di file protetti ma<br />
monitorano tutti gli utilizzi, compresi quelli che riguardano altri<br />
file.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fbicocca.net%2F2005%2F10%2F26%2FP2P-major-bloccate-in-Francia%2F&amp;title=P2P%2C%20major%20bloccate%20in%20Francia" id="wpa2a_12"><img src="http://BICOCCA.NET/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Guida al P2P: istigazione a delinquere?</title>
		<link>http://bicocca.net/2005/10/21/Guida-al-P2P-istigazione-a-delinquere/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Consigli]]></category>
		<category><![CDATA[P2P]]></category>

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		<description><![CDATA[Una corte federale statunitense ha oscurato temporaneamente un sito web che vende guide ed istruzioni per i sistemi P2P. Istigava &#8211; dicono &#8211; a compiere atti di pirateria multimediale
Washington (USA) &#8211; Tutti lo fanno ma è vietato parlarne &#8211; almeno in termini promozionali. Si tratta naturalmente del file sharing condotto attraverso le reti P2P, nell&#8217;occhio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una corte federale statunitense ha oscurato temporaneamente un sito web che vende guide ed istruzioni per i sistemi P2P. Istigava &#8211; dicono &#8211; a compiere atti di pirateria multimediale<br />
Washington (USA) &#8211; Tutti lo fanno ma è vietato parlarne &#8211; almeno in termini promozionali. Si tratta naturalmente del <strong>file sharing</strong> condotto attraverso le reti P2P, nell&#8217;occhio del ciclone di un <a href="http://punto-informatico.it/p.asp?i=55128" target="ontop" rel="nofollow">inaudito giro di vite antipirateria</a> condotto dall&#8217;amministrazione statunitense e dalle major dell&#8217;audiovisivo.<br />
<br />
Una corte federale, al vertice degli organi giuridici negli USA, ha costretto una piccola azienda californiana a <strong>chiudere temporaneamente il proprio sito</strong> perchè rappresentava &#8220;pubblicità  ingannevole ed istigazione a delinquere&#8221; attraverso la vendita di una <a href="http://www.mp3downloadcity.com" target="ontop" rel="nofollow">guida online</a> per l&#8217;uso delle tecnologie di condivisione.</p>
<p>I<br />
giudici hanno affermato che Cashier Myricks, autore del sito, stesse<br />
vendendo, &#8220;per appena 24.95 dollari&#8221;, il suo &#8220;metodo infallibile&#8221; per <strong>scaricare film, musica e videogiochi</strong> senza alcun limite. &#8220;Scarica film mentre sono ancora nelle sale&#8221;, si leggeva nella grafica promozionale del sito. </p>
<p>Le pagine incriminate sono ora state completamente ripulite.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fbicocca.net%2F2005%2F10%2F21%2FGuida-al-P2P-istigazione-a-delinquere%2F&amp;title=Guida%20al%20P2P%3A%20istigazione%20a%20delinquere%3F" id="wpa2a_14"><img src="http://BICOCCA.NET/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>WinMx funziona ancora!!!</title>
		<link>http://bicocca.net/2005/09/27/WinMx-funziona-ancora/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Roma &#8211; L&#8217;improvviso stop del sito ufficiale del celebre sistema di sharing WinMX e di molti server di riferimento ha sì provocato sconforto in milioni di utilizzatori ma ha anche spinto alcuni di loro a rimboccarsi le maniche. Ed ora, a pochissimi giorni di distanza, stanno già  circolando patch per sistemare WinMX e consentire agli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="padding: 10px" src="http://punto-informatico.it/punto/20050926/26.gif" align="left">Roma &#8211; L&#8217;improvviso <a href="http://punto-informatico.it/p.asp?i=55089" target="ontop" rel="nofollow">stop</a> del sito ufficiale del celebre sistema di sharing WinMX e di molti server di riferimento ha sì provocato sconforto in milioni di utilizzatori ma ha anche spinto alcuni di loro a rimboccarsi le maniche. Ed ora, a pochissimi giorni di distanza, stanno già  circolando patch per sistemare WinMX e consentire agli utenti di usarlo esattamente come prima.La soluzione più gettonata in queste ore è quella messa a punto da <a href="http://www.thesourcecode.us/" target="ontop" rel="nofollow">The Source Group</a> e <a href="http://www.p2pzone.net/" target="ontop" rel="nofollow">p2pzone.net</a>:<br />
si tratta in sostanza di un indice di server al quale possono<br />
appoggiarsi gli utenti rimasti &#8220;senza guida&#8221; dopo la chiusura di<br />
winmx.com, il sito di riferimento del software di scambio. </p>
<p>Per riuscire, occorre sostituire il file &#8220;hosts&#8221; di Windows con un file che P2PZone distribuisce <a href="http://www.p2pzone.net/download/goodies/hosts.zip" target="ontop" rel="nofollow">qui</a>. In questo modo, <a href="http://www.p2pzone.net/forum/viewtopic.php?t=1561" target="ontop" rel="nofollow">scrive</a><br />
&#8220;Il Pastore&#8221;, &#8220;WinMx non tenta più una ricerca dei DNS per la<br />
connessione alla Peer Cache ma ha un IP al quale connettersi<br />
istantaneamente&#8221;. Si tratta di una soluzione che lo stesso autore<br />
definisce &#8220;provvisoria e sperimentale&#8221;. Alla distribuzione partecipa<br />
anche <a href="http://www.winmxitalia.it/" target="ontop" rel="nofollow">WinMXItalia</a>.</p>
<p>Ben diversa invece la proposta pubblicata da <a href="http://www.winmxsoftware.com/uk/" target="ontop" rel="nofollow">WinMX Software</a>,<br />
sito che sostiene di disporre del &#8220;WinMX 2005 Originale&#8221;, una versione<br />
del software che con questo nome non è mai stata rilasciata dagli<br />
autori originali: chi proprio vuole provarlo non ha che da pagare&#8230;</p>
<p>In<br />
realtà  in queste ore soluzioni analoghe (e gratuite) a quella<br />
distribuita da P2PZone vengono diffuse da diversi siti e smanettoni. Su</p>
<p><a href="http://www.winmxworld.com" target="ontop" rel="nofollow">WinMXWorld.com</a><br />
si suggerisce la sostituzione del file &#8220;hosts&#8221; e il tutto è completato<br />
anche da un installer automatico che può aiutare chi ne sa di meno ma<br />
vuole comunque continuare ad utilizzare WinMX. Anche un altro celebre<br />
sito di settore, Vladd44.com, ha <a href="http://www.vladd44.com/phpbb2/viewtopic.php?p=26688#26688" target="ontop" rel="nofollow">annunciato</a><br />
un file &#8220;hosts&#8221; per far ripartire il programma, aggiungendo: &#8220;Credo che<br />
l&#8217;industria musicale troverà  che la comunità  WinMX è più resistente e<br />
più tenace di quanto avesse previsto&#8221;.</p>
<p>Sebbene non ci siano<br />
conferme ufficiali, si ritiene, come noto, che l&#8217;improvvisa cessazione<br />
delle attività  di WinMX.com e i problemi causati al network di scambio<br />
siano una diretta conseguenza delle recentissime <a href="http://punto-informatico.it/p.asp?i=55089" target="ontop" rel="nofollow">diffide</a> inviate dai discografici della <a href="http://www.riaa.org" target="ontop" rel="nofollow">RIAA</a><br />
alle società  che sviluppano e distribuiscono software peer-to-peer. Ad<br />
ogni modo, la &#8220;rinascita&#8221; di WinMX e lo sforzo collaborativo che c&#8217;è<br />
dietro, indicano alla RIAA e più in generale a coloro che stanno<br />
lavorando per contenere lo scambio di file protetti sulle reti di<br />
scambio che una diffida, evidentemente, <strong>non basta più</strong>.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fbicocca.net%2F2005%2F09%2F27%2FWinMx-funziona-ancora%2F&amp;title=WinMx%20funziona%20ancora%21%21%21" id="wpa2a_16"><img src="http://BICOCCA.NET/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>In Italia prove di guerra al P2P</title>
		<link>http://bicocca.net/2005/08/01/In-Italia-prove-di-guerra-al-P2P/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[P2P]]></category>

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		<description><![CDATA[Scoppierà  nei prossimi mesi, grazie a una piattaforma ad hoc creata da Cisco. Importanti provider italiani la stanno già  sperimentando e si apprestano a girare la vite sul peer-to-peer. Come? Agendo sulle proprie reti
Roma &#8211; I provider italiani si preparano ad arginare il fenomeno peer-to-peer, filtrando il traffico degli utenti in modo da dare più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scoppierà  nei prossimi mesi, grazie a una piattaforma ad hoc creata da Cisco. Importanti provider italiani la stanno già  sperimentando e si apprestano a girare la vite sul peer-to-peer. Come? Agendo sulle proprie reti<br />
Roma &#8211; I provider italiani si preparano ad arginare il fenomeno peer-to-peer, filtrando il traffico degli utenti in modo da dare più banda ad altri tipi di applicazioni. Lo faranno nelle prossime settimane grazie a un servizio di Cisco, il Service Control Engine, che qualche provider ha già  provato in via sperimentale ed è ora in procinto di attivare sul proprio parco di utenti. Ne parla Cisco Systems a Punto Informatico.</p>
<p>&#8220;Si tratta di una piattaforma hardware e software che è stata applicata per la prima volta in Giappone, con successo, per limitare l&#8217;impatto del traffico peer-to-peer&#8221;, spiega Diego Zucca, Manager Systems Engineering SP Challengers Cisco Systems Italy. &#8220;Permette ai provider di fare bandwidth shaping, blocking o redirezione di traffico per togliere banda alle applicazioni peer-to-peer e riservarne quindi di più ad altri servizi&#8221;.</p>
<p>La conseguenza è che gli utenti, quando il Service Control Engine sarà  attivo, non potranno scaricare a banda piena con software quali eMule o BitTorrent; in compenso, avranno maggiore velocità  dedicata a VoIP, video streaming (cinema, Tv), navigazione. Quali provider stanno per girare la vite sul peer-to-peer? &#8220;Ovviamente non posso fare nomi, si tratta però di provider importanti. Sono sul punto di attivare il filtro; qualcuno, forse, già  l&#8217;ha sperimentato in alcuni punti di presenza nazionali&#8221;, dice Zucca.</p>
<p>àˆ questa la novità . Non lo è la piattaforma Cisco (lanciata più di un anno fa), nè la facoltà  per i provider di filtrare il peer-to-peer &#8211; già  da tempo sono disponili vari software e sistemi che possono servire a questo scopo. &#8220;Limitare la banda peer to peer è cosa possibilissima e anche piuttosto facile da fare&#8221;, nota Stefano Quintarelli, presidente di AIIP, l&#8217;associazione dei principali provider italiani. &#8220;Non mi risulta però che qualche provider italiano lo faccia&#8221;, aggiunge Quintarelli. Non sono d&#8217;accordo alcuni utenti.</p>
<p>Di tanto in tanto qualcuno si affaccia su forum e newsgroup e accusa il proprio provider di limitare a bella posta la banda peer to peer. Altri utenti a quel punto si associano alla protesta, facendo coro di sospetti. In questi giorni, è il turno di Telvia: gli utenti hanno concertato la protesta creando un apposito gruppo di discussione su Yahoo, con quasi novanta iscritti. Le discussioni sono incessanti: vanno al ritmo di cento messaggi alla settimana. Hanno problemi con eMule: va troppo lento, dicono; e qualcuno, di recente, si lamenta anche della velocità  di navigazione. Telvia nega di filtrare il peer to peer. In passato, simili accuse erano state rivolte a Wind, che sua volta le aveva rigettate.</p>
<p>Non è possibile trovare prove oggettive per smentire i provider; la sola cosa certa è che il peer to peer, oggi, è molto facile da filtrare. E che nell&#8217;immediato futuro questa possibilità , in Italia, si tradurrà  in atto. Forse gli utenti che si lamentano abitano in una di quelle città  dove gli operatori hanno già  provato in via sperimentale i servizi di filtro? Non è possibile andare oltre questa ipotesi. Ce n&#8217;è un&#8217;altra, fiancheggiata dai provider: i sospetti degli utenti sono infondati, i filtri del peer-to-peer sono stati (almeno finora) una leggenda metropolitana.</p>
<p><b>Non è tutto male quel che limita?</b></p>
<p>Come insegna l&#8217;esperienza comune, in effetti, con alcune applicazioni peer to peer, in particolare con eMule, non è facile andare a banda piena. àˆ noto, del resto, che il peer-to-peer non è un buon modo per valutare la qualità  della propria connessione. Ma nei prossimi mesi questa paura di andare come lumache con il peer-to-peer si trasformerà  in realtà , a causa dei filtri applicati dai provider? Cisco getta acqua su questi timori.</p>
<p>&#8220;Lo scenario probabile&#8221;, dice Zucca, &#8220;sarà  che l&#8217;utente invece di scaricare l&#8217;MP3 in un minuto ce ne metterà  due&#8221;. Se sarà  così, forse solo una nicchia di utenti protesterà  &#8211; coloro che vogliono scaricare sempre alla massima velocità  con il peer to peer. Non ci saranno problemi per gli altri: coloro che non fanno peer-to-peer o che sono disposti a pazientare per avere il file completo.</p>
<p>Sia gli uni sia gli altri, inoltre, sostiene Cisco, avranno una migliore esperienza di navigazione, VoIP e streaming. Sono applicazioni, infatti, che a differenza del peer-to-peer soffrono molto dei cali di velocità ; diventa frustrante utilizzarle se ci sono ritardi nella trasmissione dati. Richiedono un&#8217;interazione in tempo reale.</p>
<p>L&#8217;idea di dare più banda alle applicazioni che ne hanno più bisogno non è malvagia; resta da vedere come si regoleranno i provider. Se arriveranno a chiudere di netto i rubinetti al peer to peer, usando in modo radicale i filtri, le proteste si faranno sentire.</p>
<p>&#8220;Non credo che sarà  bloccato il P2P; prevedo piuttosto che sarà  ridimensionato&#8221;, sostiene però Zucca. Il punto è che &#8220;un filtro di questo tipo è un&#8217;arma a doppio taglio, per l&#8217;operatore. Favorisce la clientela business e quelli che usano applicazioni evolute. Ma rischia di scontentare il pubblico del P2P, che può essere un asset importante per il provider&#8221;. Insomma, è probabile che non ci saranno grossi contraccolpi. Magari i filtri scatteranno per dare priorità  ad applicazioni critiche, ai danni del P2P, soltanto quando la banda del network sarà  satura. Di notte, quando i patiti del P2P peer lasciano il computer acceso a scaricare, forse non ci saranno filtri.</p>
<p>Questa situazione è l&#8217;effetto di una fase di transizione: &#8220;Gli operatori italiani stanno passando da un business basato sulla vendita dell&#8217;accesso a Internet, a un business più complesso, che include anche servizi e contenuti addizionali, pagati a parte dall&#8217;utente&#8221;, dice Zucca. Cresce insomma il bisogno di tutelare applicazioni critiche (VoIP, streaming, servizi per le aziende) dagli eccessi del peer-to-peer.</p>
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		<title>Vittoria per i filesharer olandesi</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un tribunale olandese vieta agli ISP di rivelare i dati personali di 42 utenti, accusati dall&#8217;organizzazione BREIN di avere abusato delle reti P2P. BREIN nel mirino: avrebbe violato la privacy degli utentiAmsterdam &#8211; I sostenitori del file sharing e della privacy gridano vittoria: i giudici hanno bloccato l&#8217;assalto dei legali di BREIN nei confronti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un tribunale olandese vieta agli ISP di rivelare i dati personali di 42 utenti, accusati dall&#8217;organizzazione BREIN di avere abusato delle reti P2P. BREIN nel mirino: avrebbe violato la privacy degli utentiAmsterdam &#8211; I sostenitori del file sharing e della privacy gridano vittoria: i giudici hanno bloccato l&#8217;assalto dei legali di BREIN nei confronti di 42 utenti di reti P2P. La potente organizzazione olandese, pari alla nostra SIAE e rappresentante di major come Sony ed EMI, aveva richiesto ad alcuni ISP nazionali i dati personali necessari ad incastrare alcuni pirati.</p>
<p>Il verdetto dei giudici, tuttavia, parla chiaro e lascia BREIN a bocca asciutta: secondo quanto stabilito dalla corte olandese, le attuali normative nazionali che tutelano la privacy online vietano agli ISP di rivelare l&#8217;identità  degli utenti. Infatti i difensori olandesi del copyright, al termine di un noto crackdown contro alcuni siti utilizzati dai pirati del P2P, avevano ottenuto una lista di indirizzi IP &#8220;altamente sospetti&#8221;: i 42 identificativi numerici, secondo BREIN, appartengono a pirati incalliti.</p>
<p>Non solo: i giudici hanno addirittura stabilito che questi dati sensibili sono stati raccolti in maniera illegale. Infatti l&#8217;associazione aveva ingaggiato un&#8217;azienda americana, la SafeNet, per braccare i pirati e riuscire a stanarli. Attraverso la popolarissima rete eDonkey, i vigilantes di SafeNet entravano nelle directory condivise degli utenti sospetti: questo metodo, sottolinea la corte olandese, è una pesante violazione della privacy online.</p>
<p>Gli utenti dei grandi ISP olandesi rimasti coinvolti nella vicenda -da Tiscali fino a Wanadoo)- tirano così un sospiro di sollievo: per ora sono al sicuro. Tuttavia BREIN non molla: l&#8217;esercito di avvocati è già  pronto a ricorrere a metodi alternativi per incastrare i nemici delle major &#8211; talvolta considerati nemici della creatività .</p>
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