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	<title>Bicocca.NET &#187; Robotica</title>
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	<description>Un portale di informatici dell'universita' Milano Bicocca</description>
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		<title>La storia infinita dell&#8217;esame di Robotica</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
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		<description><![CDATA[Mi iscrissi all&#8217;esame di Robotica. Ho sempre amato i robot e mi interessava costruirne uno, partendo dalla teoria e arrivando alla pratica. Il corso di Robotica tenuto in universita Milano Bicocca del prof. Marchese era proprio cosi&#8217;. Si costruiva tutti insieme uno dei robot commerciali della DeAgostini e poi si studia un po&#8217; di teoria.
Le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi iscrissi all&#8217;esame di Robotica. Ho sempre amato i robot e mi interessava costruirne uno, partendo dalla teoria e arrivando alla pratica. Il corso di Robotica tenuto in universita Milano Bicocca del prof. Marchese era proprio cosi&#8217;. Si costruiva tutti insieme uno dei robot commerciali della DeAgostini e poi si studia un po&#8217; di teoria.<br />
Le lezioni sono abbastanza rapide e piacevoli. Un robot DeAgostini lo avevo a casa e lo avevo gia&#8217; costruito e studiato. Diciamo che a lezione è stato bello vedere come applicare la matematica discreta al mondo reale :)<br />
Eravamo tutti felici a fine corso quando poi abbiamo scoperto che non esisteva l&#8217;esame finale!<br />
Non c&#8217;erano date, appelli, registrazioni a scritti o orali da fare. Non c&#8217;era nulla. Era tutta una montatura!<br />
L&#8217;esame in se&#8217; non esiste.<br />
Le lezioni parlano di qualcosa, ma poi l&#8217;esame è tutta un&#8217;altra roba.<br />
Le lezioni sonoo praticamente inutili al fine del superamento dell&#8217;esame!<br />
Per superare l&#8217;esame il prof. Marchese ci invita a prendere un appuntamento con lui nel suo studio e di concordare un progetto.<br />
I progetti stranamente sono tutti progetti a cui lui lavora e forse sono anche retribuiti!<br />
Chiaramente noi studenti non percepiamo nulla, ma lui si avvale di forza-lavoro a gratis, il sogno di ogni imprenditore senza scrupoli!</p>
<p>Dato che quello che produco io è mio fino a che non decido di vendertelo, gli faccio presente che avrei lavorato al progetto e scritto codice solamente a condizione di rilasciare tutto con una licenza libera, ad esempio una Gnu/GPL!<br />
Lui diventa pallido, si incazza e mi dice che non posso. Il codice che io scrivero&#8217; sara&#8217; parte di un progetto piu&#8217; grande che non è libero. E&#8217; poi che cosa sono queste idee di liberta&#8217;? Meglio chiuderlo, blindarlo e farci un sacco di soldi! SOLDI SOLDI SOLDI!</p>
<p>Capisco il bisogno di soldi, ma ci troviamo in un&#8217;universita&#8217;, nel tempio della cultura, e non di certo al mercato della frutta cazzo!</p>
<p>Capita la gabola decido di farmi indietro. Perdero&#8217; ulteriore tempo per laurearmi, ma meglio perder tempo che perder la faccia.<br />
Quindi con la mia dignita&#8217; sotto braccio vado altrove a cercar fortuna. Tutto sommato cio&#8217; che mi interessa è capire le cose, e avendo seguito le lezioni cmq. le basi di Robotica le ho apprese.</p>
<p>Reincontro dopo qualche tempo i miei vecchi compagni di corso, che avevano deciso di continuare con l&#8217;esame di Robotica nonostante la poca serieta&#8217; del docente.<br />
Erano passati 6 mesi, stavano lavorando al progetto e non avvano ancora completato l&#8217;esame.<br />
Li reincontro dopo altri 6 mesi. 1 anno dopo che lavoravano al progetto&#8230; niente, ancora lavoravano a gratis per il professore, e non avevano uno straccio di documento in mano. Lavoravano per la gloria, per il docente, complici delo sfruttamento e privi di ogni gratificazione, ne accademica ne monetaria.<br />
Passato altri 6 mesi.<br />
Siamo a circa 1 anno e mezzo dall&#8217;inizio del progetto. Continuano a correre dietro il prof. Marchese per prendere questo benedetto esame, verblizzarlo a libretto e cambiare pagina. Un dottorando lascia il progetto a causa di incomprensioni con il docente, e questo porta un nuovo carico di lavoro sulle spalle dei miei compagni di studi.</p>
<p>Marchese è senza pieta&#8217;. Li abbandona nel baratro universitario, immergendoli completamente nel progetto. Loro scoppiano. Sono quasi passati due anni. Gli promette l&#8217;integrazione con un altro esame. Ben 12cfu (crediti formativi universitari) invece che 6cfu e la verbalizzazione di ben due esami.<br />
Il gioco non regg ela candela.<br />
Decidono di mollare.</p>
<p>Il lavoro che han fatto è andato perduto. Forse li riusciro&#8217; a convincere di rilasciare &#8220;il loro codice&#8221; dato che lo han prodotto loro, in una licenza libera, contrastando in questo modo il lavoro sporco del docente. Inutile descrivermi la frustazione che si prova in questi casi. I miei compagni sono a pezzi e non lo trovo assolutamente giustificabile questo comportamento. E&#8217; un metodo altamente discutibile, anzi no, non è discutibile, secondo me è semplicemente condannabile!</p>
<p>Spero la situazione cambi. Spero che altri docenti leggano questo documento e prendano provvedimenti. Spero nella giustizia universitaria e spero la Bicocca riesca a ripulire le sue file di docenti da questi opportunisti senza scrupoli.</p>
<p>Ci vuole sempre consapevolezza nella vita.</p>
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		<title>Il robot pensante muove i primi passi</title>
		<link>http://bicocca.net/2005/11/04/Il-robot-pensante-muove-i-primi-passi/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Robotica]]></category>

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		<description><![CDATA[Ha l&#8217;intelligenza di un bambino di 18 mesi: l&#8217;avanzatissimo robot si chiama Darwin VII, è nato in California e dispone di un cervello elettronico composto da 20mila neuroni artificialiLa Jolla (USA) &#8211; Un bambino di 18 mesi, è risaputo, ha un istinto quasi innato per l&#8217;esplorazione: giocherella, osserva con circospezione l&#8217;ambiente, inizia a guardare al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ha l&#8217;intelligenza di un bambino di 18 mesi: l&#8217;avanzatissimo robot si chiama Darwin VII, è nato in California e dispone di un cervello elettronico composto da 20mila neuroni artificiali<br />La Jolla (USA) &#8211; Un bambino di 18 mesi, è risaputo, ha un istinto quasi innato per l&#8217;<strong>esplorazione</strong>: giocherella, osserva con circospezione l&#8217;ambiente, inizia a guardare al mondo con occhi interessati. Gli scienziati del <a href="http://www.nsi.edu" target="ontop" rel="nofollow">Neurosciences Institute</a> di La Jolla, in California, si sono domandati se un <strong>robot</strong> potesse avere la curiosità  di un cucciolo di <em>homo sapiens</em>: la risposta si chiama Darwin VII. </p>
<p>L&#8217;automa sviluppato dai ricercatori statunitensi è il primissimo tipo di macchina dotata di un <strong>cervello elettronico</strong> lontanamente simile a quello umano. Composto da circa 20mila neuroni artificiali, il robottino col cervello in silicio permetterà  agli scienziati di scoprire nuovi segreti riguardo al funzionamento di questo importantissimo organo, comune a molti esseri viventi del pianeta terra e pilastro che regge l&#8217;unicità  della nostra specie.</p>
<p>Darwin, a cui <a href="http://www.newscientist.com" target="ontop" rel="nofollow">New Scientist</a> ha dedicato l&#8217;ultima copertina, è <strong>in grado di apprendere</strong> e di elaborare esperienze. La mente di Darwin, sebbene spartana e sicuramente migliorabile, dà  modo al robot di selezionare oggetti, &#8220;assaggiarli&#8221; ed eventualmente scoprirne le qualità .</p>
<p>Jeff Krichmar, direttore del progetto, spiega che &#8220;l&#8217;automa riesce ad associare stimoli ed impulsi ad una gamma di oggetti&#8221;. Attraverso l&#8217;esplorazione, Darwin dopo poco tempo è in grado di riconoscere gli oggetti che &#8220;danno un feedback positivo&#8221; da quelli che &#8220;ne producono uno negativo&#8221;. Il meccanismo, grossomodo, è lo stesso che porta un bimbo a capire che tirare la coda al cane può essere pericoloso, o che un biberon è riempito di gradevole latte.</p>
<p>Alla base di Darwin c&#8217;è un sistema chiamato SAIL, <em>Self-Organising Autonomous Incremental Learner</em>, un programma che utilizza hardware d&#8217;ultima generazione per sfruttare al massimo la potenza di calcolo di una <strong>rete di neuroni elettronici</strong>. &#8220;Solo ricostruendo il funzionamento di un cervello reale&#8221;, sottolinea Krichmar, &#8220;è possibile osservare la nascita di comportamenti interessanti&#8221;.</p>
<p>Una macchina di questo tipo, in grado di imparare dall&#8217;esperienza, potrà  raggiungere l&#8217;<strong>autocoscienza</strong>? Il rapido progresso tecnologico ed i grandi passi in avanti nella realizzazione di calcolatori sempre più veloci, secondo alcuni esperti del <a href="http://www.darpa.mil" target="ontop" rel="nofollow">DARPA</a>, saranno la chiave dell&#8217;imminente successo di organismi artificiali basati sui principi dell&#8217;intelligenza SAIL.</p>
<p>I membri del Neurosciences Institute prevedono che ci vorranno <strong>ancora 20 anni</strong> prima di avere risultati abbastanza soddisfacenti nella realizzazione di intelligenze artificiali completamente operative ed autosussistenti. Il problema, ovviamente, sarà  poi <strong>dare un corpo adatto</strong> a queste macchine pensanti.</p>
<p>Nel frattempo qualche eccentrico studente di robotica si prepara già  al peggiore degli scenari temuti da molti neoluddisti. Daniel Wilson, ricercatore del dipartimento di robotica della <a href="http://www.ri.cmu.edu/" target="ontop" rel="nofollow">Carnegie Mellon University</a>, ha scritto un libro dove fornisce consigli su come scongiurare la <strong>minaccia delle macchine pensanti</strong>: si intitola &#8220;Come sopravvivere all&#8217;avvento delle macchine &#8211; consigli pratici per difendersi dalla prossima rivoluzione&#8221;. </p>
<p>&#8220;Il problema non è costituito solo da robot antropomorfi in grado di apprendere&#8221;, insinua con arguzia Wilson, &#8220;ma persino da qualsiasi elettrodomestico di ultima generazione: anche questi innocui apparecchi intelligenti possono ribellarsi, alla pari di un qualsiasi Terminator&#8221;.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fbicocca.net%2F2005%2F11%2F04%2FIl-robot-pensante-muove-i-primi-passi%2F&amp;title=Il%20robot%20pensante%20muove%20i%20primi%20passi" id="wpa2a_4"><img src="http://BICOCCA.NET/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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